GALEOTTO FU IL MUSEO





di Roberto Mori


La chiamano sindrome di Rubens. Cugina di quella più nota intitolata a Stendhal, è una specie di raptus erotico che induce a impreviste avventure sessuali nei musei. Secondo uno studio dell'Istituto di psicologia analitica di Roma condotto su duemila visitatori, il 20% avrebbe consumato fugaci incontri erotici fra statue e quadri. Un risultato clamoroso. Dopo le spiagge (43%) e i treni (22%), ai primi posti nella preferenza dei single come luoghi per cuccare, al terzo irrompono proprio i musei che, la scorsa estate, hanno surclassato discopub (18%), concerti (15%), traghetti (12%), code autostradali (7%) e rifugi di montagna (2%).
Gli italiani, insomma, scoprono nell'opera d'arte l'ultima frontiera del "o' famo strano". "La seduzione culturale è sempre esistita, spiega Willy Pasini, è ovvio che sin dall'antichità statue e quadri attivano nel fruitore anche meccanismi di intensità erotica". Trova così conferma scientifica il concetto platonico secondo cui l'arte deve generare anche una reazione chimica. I patiti delle bellezze artistiche, sostiene lo studio, non frequentano i musei con l'intenzione di trovare l'anima gemella, ma lo stato d'animo che nasce dal godimento di un'opera li predispone inconsciamente a questo tipo di abboccamenti. Le più adatte sono le pinacoteche poco affollate:





favoriscono la concentrazione, aumentano la predisposizione agli incontri e a socializzare eroticamente. L'odore e la polvere delle gallerie rinascimentali sarebbero autentici afrodisiaci. Lo studio ha elaborato anche una mappa dei musei contrassegnati dalla freccia di Cupido.
Secondo i ricercatori, il più eccitante è il Palazzo del Principe Doria di Genova (www.doriapamphilj.it/indexgenova.htm) che ospita il dipinto da cui la sindrome prende il nome.







È seguito dalla Pinacoteca di Brera a Milano (http://dobc.unipv.it/brera/), la Galleria di arte moderna a Torino (http://www.gamtorino.it/), la Galleria dell'Accademia di Firenze (http://www.sbas.firenze.it/gam/), Villa Panza a Varese (http://www.villapanza.it/), la Colle-zione Guggenheim di Venezia (http://www.guggenheim-venice.it/) e la Galleria Borghese a Roma (http://www.galleriaborghese.it/). Bene anche il Vittoriano di Roma (http://www.amrcv.it/). Chiudono la classifica artistico-erotica la Gypsoteca di Canova a Possagno e il Museo di Capodimonte a Napoli. I dati parlano chiaro: dei 12 milioni di visitatori che, stando ai dati del Ministero per i beni culturali, hanno affollato nell'ultimo anno i musei italiani, uno su cinque ha consumato, fra una statua greca e un dipinto del '600, "fugaci approcci indimenticabili".






L'effetto della visita in rete non è ovviamente garantito. Ma gli internauti possono sempre contare sui siti molto più espliciti dei musei dell'eros esteri: luoghi d'incontro ancora più intriganti, pare, capaci di favorire favolosi incontri sensuali. La lista è lunga, fra i tanti consigliamo: il Museo erotico di Madrid, (http://www.museoerotico.com/), il World Museum of Erotic Art di Amsterdam, (www.opkamer.nl/amea/index.shtml), il Museum Erotica di Stoccolma, (http://www.jarla.net/museum/), la Galerie Erotic Art di Dresda, (http://www.erotic-art-dresden.de/), e per gli amanti del fetish, la Feitico Gallery di Chicago, (http://www.feitico.com/). È già attivo il sito del costituendo Mosex di New York, (http://www.museumofsex.com/ver2/default.htm).












Da: http://www.sussidiario.it/arte/erotica/galeotto/