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  1. #11
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    Originally posted by Peucezio

    NON USA LA PATETICA FORMULA CHE SEMBRA PIù UN'IMPRECAZIONE "CORPO DI CRISTO" CHE SI USA NELLE "MESSE MONTINIANE". <

    Ma la forumla "Corpus Christi", poi adottata da Paolo VI, non è quella del rito ambrosiano tradizionale?

    Perdona la mia pignoleria, sai che sono molto affascinato dagli aspetti di dettaglio.

    Sottolineavo l'effetto grottesco e miserando della traduzione italiana di "Corpus Christi" che, come disse il mai abbastanza compianto Tito Casini, tradotta sembra l'imprecazione di un carrettiere.

    Un carissimo saluto

    Guelfo Nero

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  2. #12
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    Un piccolo thread per grandi verità...

  3. #13
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    Originally posted by guelfo nero


    SEGUONO LE PREGHIERE FINALI, LA BENEDIZIONE FINALE, L'ULTIMO VANGELO (DI SOLITO IL PROLOGO DEL VANGELO DI SAN GIOVANNI), LE PREGHIERE AI PIEDI DELL'ALTARE (TRE AVE MARIE, SALVE REGINA, PREGHIERA PER LA CHIESA, PREGHIERA A SAN MICHELE E LA TRIPLICE INVOCAZIONE AL CUORE DI GESù)


    IL POPOLO RISPONDE(IN LATINO OVVIAMENTE) SOLO ALLE PARTI IN CUI RISPONDE ANCHE IL CHIERICHETTO (SONO QUINDI ESCLUSI GLORIA, CREDO, SANCTUS, AGNUS DEI, DOMINE NON SUM DIGNUS DETTI DAL SOLO SACERDOTE).
    SI FA LA COMUNIONE ALLA BALAUSTRA E IN GINOCCHIO, SENZA RISPONDERE "AMEN".
    GUELFO NERO
    Due cose.
    1) Le preghiere ai piedi dell'Altare dopo l'ultimo Vangelo possono anche omettersi?
    2) Ma il Gloria, Sanctus, Credo, Agnus Dei e Domine non sum dignus non sono detti da tutto il popolo?
    Un saluto.

  4. #14
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    prima di San pio V come la facevano?

    ho fatto tante volte sta domanda ma nn mi vuole rispondere nessuno...

  5. #15
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    Originally posted by Elendil
    prima di San pio V come la facevano?

    ho fatto tante volte sta domanda ma nn mi vuole rispondere nessuno...
    Personalmente non intendo nel particolare cosa stai chiedendo

  6. #16
    Homo faber fortunae suae
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    prima del concilio di trento come veniva svolta la messa...

  7. #17
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    Spero di non uscire troppo dal tema ...

    Il Santissimo Sacramento si può conservare in un solo altare?

    Il fatto è che anche prima del CVII (e in effetti anche prima di Trento) esistevano nelle chiese altari o cappelle laterali dedicati specificatamente al SS. Sacramento. Mi sono chiesto spesso: in queste chiese il Santissimo dove si conservava? sia sull'altar maggiore sia su quello del Sacramento?

    Confido nella vostra scienza!

    Grazie

    Matteo

  8. #18
    Non sono d'esempio in nulla
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    Originally posted by Lupicida
    Spero di non uscire troppo dal tema ...

    Il Santissimo Sacramento si può conservare in un solo altare?

    Il fatto è che anche prima del CVII (e in effetti anche prima di Trento) esistevano nelle chiese altari o cappelle laterali dedicati specificatamente al SS. Sacramento. Mi sono chiesto spesso: in queste chiese il Santissimo dove si conservava? sia sull'altar maggiore sia su quello del Sacramento?

    Confido nella vostra scienza!

    Grazie

    Matteo
    Se nessun forumista interviene...dirò qualcosa, certamente parziale:
    Il tabernacolo, ovviamente è conservato in un solo altare della Chiesa. Laddove non era (anche prima del Concilio) sull'altare maggiore, come nelle chiese cattedrali, allora era nell'altare del SSmo Sacramento.
    La riforma liturgica ha però sistematicamente tolto il tabernacolo
    dall'altare, scindendo le due cose; ed era errore già denunciato da Pio XII il voler separare come per principio tabernacolo ed altare (se ne parla sulla rivista Sodalitium).

    Daniele

  9. #19
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    Originally posted by Elendil
    prima del concilio di trento come veniva svolta la messa...
    Se nessun forumista interviene...dirò qualcosa, certamente parziale:
    Prima del Concilio di Trento si celebrava essenzialmente come dopo... San Pio V non ha INNOVATO come Paolo VI, ma solo riordinato la materia liturgica.
    Ad esempio sono stati soppressi riti troppo recenti, celebrati qua e la in varie diocesi, lasciando in vita però quelli antichi (es.: ambrosiano, domenicano, ecc.). Per il resto San Pio V ha fatto piccole aggiunte, come rendere obbligatorio l'ultimo Vangelo che era detto solo per devozione, ecc.
    Si legga al proposito la Bolla Quo primum tempore dove il Papa spiega quanto è stato fatto.

    Daniele

    Anzi, eccola:

    S. Pio V
    Bolla "QUO PRIMUM TEMPORE"

    Pius Episcopus servus servorum dei ad perpetuam dei memoria

    I. Fin dal tempo della Nostra elevazione al sommo vertice dell'apostolato, abbiamo rivolto l'animo, i pensieri e tutte le Nostre forze alle cose riguardanti il culto della Chiesa, per conservarlo puro, e, a tal fine, ci siamo adoperati con tutto lo zelo possibile a preparare e, con l'aiuto di Dio, mandare ad effetto i provvedimenti opportuni. E poiché, tra gli altri decreti del sacro Concilio di Trento, ci incombeva di eseguire quelli di curare l'edizione emendata dei Libri Santi, del Messale, del Breviario e del Catechismo avendo già, con l'approvazione divina, pubblicato il Catechismo, destinato all'istruzione del popolo, e corretto il Breviario, perché siano rese a Dio le lodi dovuteGli, ormai era assolutamente necessario che pensassimo quanto prima a ciò che restava ancora da fare in questa materia, cioè, pubblicare il Messale, e in tal modo che rispondesse al Breviario: cosa opportuna e conveniente, poiché nella Chiesa di Dio uno solo è il modo di salmodiare, così sommamente conviene che uno solo sia il rito di celebrare la Messa.

    II. Per la qual cosa, abbiamo giudicato di dover affidare questa difficile incombenza a uomini di eletta dottrina. E questi, infatti, dopo aver diligentemente collazionato tutti i codici raccomandabili per la loro castigatezza e integrità — quelli vetusti della Nostra Biblioteca Vaticana e altri ricercati da ogni luogo — e avendo inoltre consultato gli scritti di antichi e provati autori, che ci hanno lasciato memorie sul sacro ordinamento dei medesimi riti, hanno infine restituito il Messale stesso nella sua antica forma secondo la norma e il rito dei Santi Padri.

    III. Pertanto, dopo matura considerazione, abbiamo ordinato che questo Messale, già così riveduto e corretto, venisse quanto prima stampato in Roma, e, stampato che fosse, pubblicato, affinché da una tale intrapresa e da un tale lavoro tutti ne ricavino frutto: naturalmente, perché i sacerdoti comprendano di quali preghiere, di qui innanzi, dovranno servirsi nella celebrazione della Messa, quali riti e cerimonie osservare, perciò affinché tutti e dovunque adottino e osservino le tradizioni della santa Chiesa Romana, Madre e Maestra delle altre Chiese, ordiniamo che nelle chiese di tutte le Provincie dell'Orbe cristiano: nelle Patriarcali, Cattedrali, Collegiate e Parrocchiali del clero secolare, come in quelle dei Regolari di qualsiasi Ordine e Monastero, maschile e femminile, nonché in quelle degli Ordini militari, nelle private o cappelle, dove a norma di diritto e per consuetudine si celebra secondo il rito della Chiesa Romana, in avvenire e senza limiti di tempo, la Messa, sia quella conventuale cantata presente il coro, sia quella semplicemente letta a bassa voce, non potrà essere cantata o recitata in altro modo da quello prescritto dall'ordinamento del Messale Noi pubblicato e ciò anche se le summenzionate chiese, comunque esenti, usufruissero di uno speciale indulto della Sede Apostolica, di una legittima consuetudine, di un privilegio fondato su dichiarazione giurata e confermato dall'Autorità apostolica, e di qualsivoglia altra facoltà.

    IV. Non intendiamo tuttavia in alcun modo, privare del loro ordinamento quelle tra le summenzionate Chiese che, o dal tempo della loro istituzione, approvata dalla Sede Apostolica, o in forza di una consuetudine, possono dimostrare un proprio rito ininterrottamente osservato per oltre duecento anni. Tuttavia, se anche queste Chiese preferissero far uso del Messale, che abbiamo ora pubblicato, Noi permettiamo che esse possano celebrare le Messe secondo il suo ordinamento alla sola condizione che si ottenga il consenso del Vescovo, o dell'Ordinario, e di tutto il Capitolo.

    V. Invece, mentre con la presente nostra Costituzione, da valere in perpetuo, priviamo (tutte le summenzionate Chiese dell'uso dei loro Messali. che ripudiamo in modo totale e assoluto. stabiliamo e comandiamo, sotto pena della nostra indignazione che a questo Nostro Messale, recentemente pubblicato nulla mai possa venire aggiunto, detratto, cambiato... Dunque, ordiniamo a tutti e singoli i Patriarchi e Amministratori delle suddette Chiese, e a tutti gli ecclesiastici, rivestiti di qualsiasi dignità, grado e preminenza, non escluso i Cardinali che Santa Romana Chiesa, facendone loro severo obbligo in virtù di santa obbedienza, che, in avvenire abbandonino del tutto e completamente rigettino tutti gli altri ordinamenti e riti, senza alcuna eccezione, contenuti negli altri Messali, per quanto antichi essi siano e finora soliti ad essere usati, e cantino e leggono la Messa secondo il rito, la forma e la norma, che noi abbiamo prescritto nel presente Messale; e, pertanto, non abbiano l'audacia di aggiungere altre cerimonie o recitare altre preghiere che quelle contenute in questo messale.

    VI. Anzi, in virtù dell'autorità Apostolica noi concediamo, a tutti i sacerdoti, a tenore della presente, l'lndulto Perpetuo di poter seguire, in modo generale, in qualunque Chiesa, senza scrupolo alcuno di coscienza o pericolo di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, questo stesso Messale, di cui avranno la piena facoltà di servirsi liberamente e lecitamente, cosi che Prelati, Amministratori, Canonici, Cappellani e tutti gli altri Sacerdoti secolari, qualunque sia il loro grado, o i Regolari, a qualunque Ordine appartengano, non siano tenuti a celebrare la Messa in maniera differente da quella che Noi abbiamo prescritta ne d'altra parte. possano venir costretti e spinti da alcuno a cambiare questo Messale.

    VII. Similmente, decretiamo e dichiariamo che le presenti Lettere in nessun tempo potranno venir revocate o diminuite, ma stabili sempre e valide dovranno persevera re nel loro vigore. E ciò non ostanti: precedenti costituzioni e decreti, tanto generali che particolari, pubblicati in Concili sia Provinciali che Sinodali; qualunque stauto e consuetudine in contrario, nonché l'uso delle predette Chiese, fosse pur sostenuto da prescrizione lunghissima e immemorabile, ma non superiore ai duecento anni.

    VIII. Inoltre, vogliamo, e con la medesima Autorità, decretiamo che, avvenuta la promulgazione della presente Costituzione, e seguita l'edizione di questo Messale, tutti siano tenuti a conformarvisi nella celebrazione della Messa cantata e letta: i Sacerdoti della Curia Romana, dopo un mese; quelli che sono di qua dai monti, dopo tre mesi quelli che sono di la dei monti, dopo sei mesi, o appena sarà loro proposto in vendita.

    IX. Affinché poi questo Messale sia ovunque in tutta la terra preservato incorrotto e intatto da mende ed errori, ingiungiamo a tutti gli stampatori di non osare o presumere di stamparlo, metterlo in vendita o riceverlo in deposito, senza la Nostra autorizzazione o la speciale licenza del Commissario Apostolico, che Noi nomineremo espressamente nei diversi luoghi a questo scopo: ciò, se prima detto Commissario non avrà fatto all'editore piena fede che l'esemplare, che deve servire di norma per imprimere gli altri, e stato collazionato con il Messale stampato in Roma secondo la grande edizione, e che gli e conforme ed in nulla ne discorda; sotto pena, in caso contrario, della perdita dei libri e dell'ammenda di duecento ducati d'oro da devolversi ipso facto alla Camera Apostolica, per gli editori che sono nel Nostro territorio e in quello direttamente o indirettamente soggetto a Santa Romana Chiesa: della scomunica latae sententiae e di altre pene a Nostro arbitrio, per quelli che risiedono in qualsiasi altra parte della terra.

    X. Data però la difficoltà di trasmettere le presenti Lettere nei vari luoghi dell'orbe cristiano, e di portarle alla conoscenza di tutti il più presto possibile. Noi prescriviamo che esse vengano affisse e pubblicate come di consueto alle porte della Basilica del Principe degli Apostoli e della Cancelleria Apostolica, e in piazza di Campo dei Fiori, dichiarando che sia nel mondo intero accordata pari e indubitata fede agli esemplari delle medesime, anche stampati, purché sottoscritti per mano di pubblico notaio e muniti del sigillo di persona costituita in dignità ecclesiastica, come se queste Lettere fossero mostrate ed esibite.

    XI. Nessuno dunque, e in nessun modo, si permetta con temerario ardimento di violare e trasgredire questo Nostro documento: facoltà, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto dichiarazione, volontari, decreto e inibizione. Che se qualcuno avrà l'audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo.

    Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno quattordici di luglio, nell'anno mille cinquecento settanta, quinto del Nostro Pontificato.

  10. #20
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    Scusami Elendil,
    ho letto sul forum 'Padania' questa tua frase e non volendo sembrare provocatorio aprire una discussione in quel forum dopo il caso Banfi, indico solo il thread:

    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=137424

    dici: -soprtattutto quella targata vaticano lefevriano-...di cosa? di massoneria? diamine, anche se il nostro forum non è filo FSSPX mi sento in dovere di difendere l'opera di Mons.Lefbvre! che non è opera massonica!
    Ma forse te intendevi l'Opus Dei...

 

 
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