Preso in prestito da un post di Pieffebi:
" il Giornale del 09/06/2003"
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Bassolino chiede rigore alla Ue, ma non per sè
Il governatore della Campania avrà 9 miliardi da Bruxelles, eppure boicotta le agevolazioni al Nord
Antonio
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Si è preoccupato della Tremonti bis, parlando di una "tassa per il Nord" Ha invocato l'intervento del commissario europeo alla concorrenza Mario Monti per bloccare la proroga della misura pro investimenti che - come ha sottolineato il ministro Giulio Tremonti - "costerà pochi milioni di euro". Ma proprio dagli uffici di Bruxelles invocati dal governatore Antonio Bassolino parte un fiume di miliardi (non milioni) di euro destinati allo sviluppo economico della Campania. Per la precisione; secondo i dati della ragioneria dello Stato relativi al periodo 2002-2006, sono 9.247.484.997 gli euro assegnati dall'Unione europea alla regione governata dall'ex sindaco di Napoli. Più di 18mila miliardi di vecchie lire che pongono la Campania al secondo posto nella lista delle sette regioni meridionali che incassano i Fondi strutturali europei relativi all'obiettivo uno. In testa c'è la Sicilia con 10 miliardi e 279 milioni. In coda il Molise con poco meno di 618 milioni e 600mila euro. La fetta più consistente (quasi sette miliardi di euro) riguarda il Fondo europeo di sviluppo regionale. Soldi, cioè, destinati a ridurre le differenze tra il Sud e quel Nord a favore del quale, secondo Bassolino, si sta costituendo un "intervento straordinario", come la vecchia Cassa per il Mezzogiorno. Per il resto i nove miliardi di Bruxelles riguardano il Fondo sociale europeo (900 milioni) e cioè quelle misure destinate a obiettivi sociali come la formazione e la parità tra uomo e donna nel lavoro. Ci sono poi un miliardo e 200 milioni per la politica agricola comune e lo sviluppo rurale sostenibile e 95 milioni per l'attuazione della politica comune della pesca. Fino a pochi mesi fa la Campania, in compagnia delle altre regioni meridionali, è stata al centro di polemiche per il mancato utilizzo dei fondi. Anche la Corte dei conti denunciò la lentezza nello spendere i soldi di Bruxelles nella relazione di programmazione 1994-1999 e 2000-2006 che diede comunque atto di un'accelerazione "decisiva" negli ultimi anni. I soldi europei che rimanevano nei cassetti di Bruxelles fecero arrabbiare anche che il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ("imperdonabile non utilizzarli", disse mentre era in visita a Napoli nell'ottobre del 2002). Nel rapporto del Comitato di sorveglianza del quadro comunitario di sostegno (relativo agli obiettivi di spesa al 30 settembre 2002) ancora si parlava di regioni sotto la media, tra queste anche la Campania. Lo stesso Bassolino scese in campo in più occasioni per assicurare che la sua regione non era in ritardo con la spesa dei fondi Ue. Da allora la regione governata da Bassolino ha bruciato le tappe e ha centrato tutti gli indicatori predisposti dall'Unione europea per monitorare i Fondi strutturali. In linea con il resto delle regioni meridionali, tanto che in marzo il viceministro all'Economia Gianfranco Micciché ha certificato l'inversione di rotta, annunciando l'avvenuta spesa di tutti i fondi del 2000. Sulla spesa dei fondi europei "finalmente l'Italia ha cambiato passo: oggi siamo la nazione in testa in Europa", A gelare gli entusiasmi e a riportare d'attualità la polemica sulla mancata spesa ci ha pensato recentemente un europarlamentare dei Democratici di sinistra, Gianni Pittella, responsabile permanente per i Fondi delle commissioni Bilancio del Parlamento europeo. "Sull'avvenuta spesa di tutti i Fondi strutturali del 2000 da parte delle regioni italiane, inviterei alla prudenza anziché cantare vittoria prima del tempo", è stato il commento di Pittella che, nella foga di aprire una polemica con il governo, ha riportato nella lista dei "cattivi" spenditori anche la Campania amministrata dal compagno di partito Bassolino. Questa la situazione fotografata da Pittella. Al primo maggio scorso l'Italia è agli ultimi posti con 4.274 milioni di euro spesi a fronte di 7.489 milioni di euro impegnati. Restano dunque da spendere ancora 3.215 milioni di euro (43 per cento del totale) che, qualora non si trasformassero in pagamenti al 31 di cembre prossimo, andranno persi. Quanto alle singole regioni Pittella fa una lista di quelle più a rischio di tutta l'Unione europea, considerando solo quelle che possono perdere gli importi maggiori. Tra le Fiandre, la Bretagna e la Eastern region of Ireland fa capolino anche la Campania.
E ora si apre un nuovo capitolo. Quello dell'allargamento dell'Europa. L'adesione all'Unione dei dieci nuovi membri, caratterizzati da economie meno sviluppate della nostra, non potrà che spostare alcuni dei fondi destinati all'Italia verso altre destinazioni. "L'allargamento europeo ci deve trovare preparati ad affrontare un aumento che sarà sicuramente positivo dal punto di vista sociale e politico e sicuramente difficile dal punto di vista economico", ha detto poco tempo fa Micciché. In altre parole la Campania dovrà rinunciare al trattamento di questi anni e abituarsi all'idea che in futuro l'Europa potrebbe stanziare meno dei nove miliardi del 2000-2006. A meno che Bassolino non faccia nuovamente ricorso. "
Questa è la gente che hanno votato i friulani/triestini oggi.
Facciamogli tutti i nostri complimenti.![]()




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