Oggi giornata mondiale dell'ambiente, mi sento di condividere con voi alcune riflessioni. Sull'ambiente certo, e in particolar modo sulle preoccupanti pieghe che stanno prendendo le politiche ambientali in campo nazionale e mondiale.
Cominciamo dal nostro nefasto governo, che oltre ad essersi distinto in modo negativo pressoché in tutti i settori (giustizia, scuola, economia, lavoro, comunicazione, ecc) anche in campo ambientale rischia di produrre degli esiti disastrosi.
E' in discussione e in fase di approvazione il disegno di legge delega in materia ambientale; subito ci sono perplessità sull'uso dello strumento delega ormai abusato da questo governo (vedi riforma scolastica, o riforma sul lavoro) per decidere di argomenti di alta importanza che tra l'altro violerebbe art. 76 della costituzione. Ma questo è un governo che vuole governare con arroganza Tale disegno di legge contiene alcune novità:
· i rottami ferrosi non saranno più soggetti alla legislazione dei rifiuti ma diventeranno materie seconde
· non si parla più di obbligatorietà di adesione a consorzi che garantiscono la gestione di alcune tipologie di rifiuti (imballaggi per esempio), ma di volontarietà con il rischio di far cadere il sistema su cui si regge un consorzio dove i produttori del rifiuto partecipano ai costi della raccolta e del riciclo/recupero
· la bonifica dei siti contaminati sarà più vincolata all'analisi di rischio e non ai limiti tabellari. Lo strumento dell'analisi di rischio è uno strumento utilizzato oggi per dimostrare sostanzialmente che non c'è bisogno di eseguire l'intervento di bonifica perchè non esistono rischi
· ci sarà una sanatoria ed estinzione dei reati perpetrati a danno di beni di paesaggistici e ambientali, cioè per le violazioni edilizie penalmente sancite
· infine le strutture pubbliche che si dovrebbero occupare di ambiente. Il disegno di legge prevede la creazione di un Istituto di Alti Studi Ambientali, il quale, emanazione del ministero dell'ambiente e territorio dovrebbe portare avanti l'attività di ricerca eventualmente avvalendosi dell'APAT (Agenzia per la protezione ambientale e per i servizi tecnici, che così avrebbe un ruolo secondario, ma soprattutto si perderebbe l'autonomia che invece un settore di ricerca e un ente pubblico che si occupa di ambiente deve avere.

E' in atto ormai dall'inizio del mandato di questo governo il tentativo di depotenziare le strutture esistenti e avere il controllo diretto sulle tematiche ambientali. L'APAT ex ANPA è stata per un lungo periodo commissariata con il conseguente blocco di alcune attività. Blocco che permane poiché è in atto un repulisti interno. Lo stesso si è fatto ad esempio per il CNR, che nelle intenzioni della Moratti dovrebbe sostanzialmente scomparire, solo che il presidente Bianco è ricorso al TAR contro la decisione del governo di rimuoverlo e di commissariare il centro di ricerca, ed ha vinto (per la cronaca ha in ogni caso presentato le sue dimissioni qualche settimana fa). L'APAT nella sua nuova strutturazione è diventato meno autonomo e più dipendente dal ministero, infatti desiderio del governo era quello di far confluire i servizi tecnici alle dirette dipendenze del ministero nella Agenzia ANPA così è stato ed ha portato alla creazione dell'APAT. L'esempio è stato seguito anche da alcune Agenzie regionali (ARPA) come il Piemonte (questo in pratica vuol dire depotenziamento o meno investimenti nel settore ambiente in senso stretto a favore dei servizi di protezione civile e dissesto idrogeologico, senza dubbio importanti).


Sempre nel campo dei rifiuti il governo ha varato la nuova definizione di rifiuto molto meno restrittiva della precedente e quindi con più possibilità che alcune tipologie di rifiuti non siano considerati più tali. Questa nuova definizione molto probabilmente avrà un giudizio negativo da parte dell'unione europea ed è quindi probabile che si aprirà un procedimento di infrazione.
Che dire dei parchi? secondo la lungimirante visione del nostro ministro dell'ambiente e del territorio, dovranno produrre profitto, largo quindi alle costruzioni nei parchi e all'attività venatoria.
Dulcis in fundo, il ministro Castelli ha presentato il progetto di stralcio del codice penale avente come oggetto la depenalizzazione di reati ambientali, ciò in direzione diametralmente opposta con gli indirizzi della Comunità europea che si sta orientando verso un inasprimento. Oltre a premiare gli inquinatori questo provvedimento ci costerebbe anche una condanna da parte della corte europea.

A livello mondiale purtroppo alla guida del più Importante e ricco stato del mondo c'è un uomo piccolo e pericoloso che oltre a teorizzare e a praticare orrendamente l'uso della guerra preventiva, considera le problematiche ambientali irrilevanti anzi un ostacolo al progresso capitalistico. Non a caso alla conferenza mondiale sull'ambiente tenuta a Joahenesburg Powell, il rappresentante del governo statunitense è stati fischiato in una platea ufficiale. Gli USA che sono il maggiore produttore di gas serra e contribuiscono in buona parte ai conseguenti cambiamenti climatici del nostro pianeta non vogliono aderire al protocollo di Kyoto che prescrive obiettivi precisi di riduzione dei gas serra. Bush un petroliere e appoggiato dalla lobby dei petrolieri non si fa scrupoli a bucare l'Alaska per scoprire nuovi giacimenti. La sua soluzione al pericolo di incendi dei boschi è di tagliare gli alberi e non era purtroppo una battuta.


Ho cercato di mettere insieme forse in modo frammentato gli sviluppi, anzi "inviluppi", che si sono avuti in campo ambientale. L'intento è semplicemente quello di descrivere un quadro della situazione, di ricordare e di sensibilizzare. Il pericolo a mio avviso è serio, si aprono scenari poco rassicuranti, in cui l'ambiente fa solo da cornice agli interessi di pochi. Al contrario di come la pensano alcuni, l'ambiente è un bene troppo prezioso per mercanteggiarlo.

Un saluto da Emiliano