Berlusconi si autodefinisce il più grande amico di Israele, pronto ad appoggiarne la candidatura nella UE. Se questo è vero, allora Fassino ha perso il posto (visto che la scorsa settimana si era agitato abbastanza per farsi vedere pienamente in linea con i dirigenti sionisti).
da www.repubblica.it
Berlusconi a Sharon
"Sono amico di Israele"
GERUSALEMME - Silvio Berlusconi incontra Ariel Sharon e lo rassicura subito: "In tutte le occasioni internazionali, nei Consigli europei e nei G8 ho sempre posto sul tavolo il problema di Israele: io ho l'orgoglio di essere stato l'amico più deciso, più sincero e più vicino a Israele". E' una visita importante quella del presidente del Consiglio a Gerusalemme perché siamo alla vigilia del semestre italiano di presidenza dell'Unione Europea.
E Sharon manda un segnale preciso: "Con la futura presidenza italiana speriamo che i nostri rapporti miglioreranno e ci auguriamo una posizione europea più bilanciata, come è quella italiana, che ci permetta di cooperare di più". Segnale raccolto, visto che Berlusconi dice di aver sempre indicato che Israele dovrà entrare nella Ue "come futuro membro, per le sue assolute affinità religiose, culturali e politiche e anche come unica democrazia vera in tutto il Medio Oriente".
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La posizione di Berlusconi in questo momento appare molto vicina a quella israeliana, soprattutto dopo il rifiuto del Cavaliere di incontrare il presidente dell'Anp Yasser Arafat, condizione necessaria posta dai palestinesi per incontrare anche il premier Abu Mazen. Ma Arafat, sia per Israele che per gli Usa - sponsor principale della road map verso il piano di pace - ha smesso di essere un interlocutore credibile da mesi.
Così a Berlusconi non resta che allinearsi e rilanciare per sommi capi il cosiddetto "Piano Marshall" di ricostruzione per la Palestina che, dice, deve essere destinato all'intera regione e soprattutto deve essere concretizzato "immediatamente, in modo da essere presentato sul tavolo dei futuri negoziati", previsti dalla road map.
Il premier ha riferito che qualcuno dei leader dei Paesi G8, nei scorsi giorni riunitisi a Evian, ha detto che "se a Camp David ci fosse stato un impegno preciso dell'Occidente a contribuire con fondi importanti per la ricostruzione, l'Autorità Nazionale Palestinese non avrebbe potuto dire di no".
Berlusconi ha anche detto che cercherà di trarre utili elementi da colloqui con i rappresentanti israeliani per la prossima presidenza italiana dell'Ue, "per rendermi utile alla pace, alla quale avete pieno diritto".
"Devo confessarle - ha detto il presidente del Consiglio rivolgendosi a Sharon - di aver sempre seguito le vicende israeliane e gli attacchi ai civili innocenti portati dal terrorismo, con una partecipazione non diversa da come se fossero attacchi portati al mio popolo".
(9 giugno 2003)




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