de s' "Unione Sarda" de ariseru,
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Jerzu.
Coinvolte nel progetto tutte le scuole della zona
Rivoluzione in limba
In Ogliastra s’impara l’ogliastrino
Jerzu Nasce nel capoluogo del cannonau il nuovo modello didattico per l’insegnamento e apprendimento della lingua sarda nella versione ogliastrina. Il “Progetto Jerzu” è stato presentato pochi giorni fa e riassume un’esperienza di ricerca portata avanti per due anni nel Liceo Scientifico jerzese dal proferssor Eduardo Blasco Ferrer, docente universitario di linguistica sarda, insieme a quaranta insegnanti provenienti da tutte le scuole dell’Ogliastra, dalla Materna alle Superiori.
È stato lo stesso Blasco Ferrer a definire “storica” tale esperienza in quanto, superando il rapporto tradizionale docente - discenti che caratterizza i corsi di formazione per la scuola, ha valorizzato le esperienze e i microtesti che i quaranta insegnanti hanno elaborato nel corso degli ultimi due anni a contatto con la realtà vissuta dagli alunni nei confronti della lingua sarda.
Talvolta il sardo costituisce ancora l’idioma parlato in qualche famiglia e nel paese ma per le nuove generazioni è sempre più spesso L2, un’altra lingua. Ne è nata un’esperienza assolutamente originale, che ha posto le basi per la scrittura di una lingua ogliastrina, compresa e condivisa da Tertenia a Urzulei senza sopraffare le caratteristiche locali.
Per questo Blasco Ferrer non ha risparmiato toni polemici contro il progetto accademico - politico di lingua sarda unificata, evocato in aula da Gianfranco Pintore, portavoce del presidente del consiglio regionale Efisio Serrenti . «La versione di lingua unificata adottata - ha spiegato Ferrer - doveva restare una semplice ipotesi di lavoro. Per chiarezza di tutti vanno pubblicati integralmente gli atti che contengono le obiezioni e i distinguo sollevati da molti di noi. In ogni caso il “Progetto Jerzu” è altra cosa rispetto alla Lsu, in quanto parte dall’oralità di base e punta a creare una metodologia per la valorizzazione della lingua sarda nelle scuole». Emblematico è stato l’intervento “in limba” da parte del corsista Gian Carlo Tegas , assessore comunale a Baunei e docente del Tecnico Commerciale di Tortolì. «Fino a otto anni ero emigrato in Belgio e mi esprimevo in francese - ricorda Gian Carlo Tegas - Tornato in paese volevo parlare il sardo ma procedevo come una capra “trobìa”, con le gambe legate . Si può dire che ho percorso l’intero tragitto verso la lingua sarda». Tegas ha testimoniato sull’importanza del microtesto come strumento di lavoro nella didattica del sardo. Apprezzamento per il “Progetto Jerzu” è stato espresso da Pierangela Cocco, dirigente provinciale del Centro Servizi per la scuola, intervenuta dopo i saluti del sindaco Luciano Mereu.
Il progetto è stato finanziato dall’ assessorato regionale alla Pubblica Istruzione ed è stato voluto fortemente dal dirigente scolastico Piero Coccollone. «Un’esperienza importante - ha spiegato il dirigente scolastico - che puntiamo a proseguire, con l’aiuto prezioso del professor Blasco Ferrer e il sostegno finanziario della Regione». Per Piero Carta, allievo del corso e presidente della Comunità montana, il “Progetto Jerzu” finisce per travalicare l’aspetto didattico, pur originale e rilevantissimo, per costituire un collante culturale unitario in vista della Provincia Ogliastra.
Nino Melis




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), s'Ollastra at demostrau una manna organizatzioni. Po essi una terra muntangiosa, ainci dipobulada, cussu traballu portat una manna rikesa!
