Dovevano fare un vertice sulle "riforme improrogabili", ma ci sono altre cose più urgenti per gli Uomini del Fare. Riforme improrogabili prorogate. Scajola è proccupato. Tutti i sondaggi dicono male. occupiamoci delle amministrative, che è meglio.
Intanto non riescono a capire il gioco che sta facendo Bossi, che si presenta da solo alle amministrative.
E poi i sondaggi danno la CDL perdente in Friuli, a Brescia e per la provincia di Roma.
E a Brescia, ex roccaforte CDL, l'Ulivo è in vantaggio sulla CDL unita, lega compresa. Dato di non poco conto, che indica chiaramente quanto già detto un anno fa. il Nord è in rivolta contro Bossi e Berlusconi, sta passando armi e bagagli all'Ulivo.
Contiuna il crollo degli Uomini del Fare.
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Corriere della Sera, 16.1.2003
Il premier convoca lo stato maggiore di Forza Italia. Probabilmente slitterà il vertice sulle riforme, il ministro forse non avrebbe partecipato
Bossi corre da solo alle amministrative, Berlusconi in allarme
ROMA - Il tema, raccontano, è stato trattato a lungo, e con preoccupazione, in un pranzo che ieri Silvio Berlusconi ha tenuto con lo stato maggiore di Forza Italia. Perché l’annuncio di Umberto Bossi che la Lega ha deciso di correre da sola alle amministrative di primavera non è preso sottogamba da nessuno nella Casa delle Libertà. Certo, il Senatur ha voluto rassicurare: «Non ci saranno problemi nella coalizione, anche se in molti casi è difficile trovare la quadra, ovvero i candidati. Forza Italia naturalmente spinge per i suoi...». E comunque, secondo il ministro delle Riforme, al secondo turno la Cdl si dovrà schierare compatta con il candidato più forte.
Tutto tranquillo dunque? Niente affatto. Perché Berlusconi con Bossi non si è ancora chiarito, perché lo stesso Bossi non ha ancora confermato la sua presenza (ed è orientato a non presentarsi) al vertice della Cdl che avrebbe dovuto tenersi domani ma che sembra ormai destinato anche per questo motivo a slittare alla prossima settimana. Senza che la cosa sconvolga troppo i protagonisti: «Che problema c’è? I leader si vedono e si sentono continuamente: il vertice sulle riforme ci sarà quando servirà, perché non mi pare che dall’altra parte abbiano le idee chiare», dice Paolo Bonaiuti.
E però, come ha spiegato Berlusconi ai suoi - Antonione, Bonaiuti, Scajola, Bondi, Alfano, Palmieri e Malan -, il caso Friuli è serio e la questione Bossi resta, perché non è ancora chiaro dove il Senatur voglia andare a parare. Forse, si è ipotizzato al pranzo facendo proprio il sospetto degli alleati centristi, Bossi vuole solo presentarsi con un’arma negoziale forte agli appuntamenti strategici dei prossimi giorni: «Deve difendere la sua devolution, e prepara le munizioni...» anche se, si è ragionato, nessuno pensa di accantonare la riforma cara alla Lega. A scanso di equivoci comunque dalla Lega, con Cè, avvertono che per carità, sulle riforme «non abbiamo pregiudiziali», però devolution e altri provvedimenti messi in cantiere «non si toccano». Come non si tocca il corpo forestale, che Alemanno vorrebbe centralizzare ma che la Lega difenderà a costo di ricorrere alla Consulta.
Insomma, una bella grana che si somma a un problema più generale, quello delle amministrative. Sì perché nel pranzo, iniziato con gli auguri a Scajola che compiva gli anni, è stata affrontata una situazione che, come ha detto lo stesso Scajola, preoccupa lui per primo. Infatti - è emerso dall’esame della situazione - in Friuli la Cdl ha sì un vantaggio come coalizione, ma il candidato presidente viene battuto secondo i sondaggi da quello dell’Ulivo, Illy. A Brescia le cose vanno peggio, visto che il centrosinistra è in vantaggio e la provincia di Roma, dove Moffa vinse per un pelo, potrebbe tornare nelle mani dell’Ulivo.
Per questo, ha detto chiaro Berlusconi ai suoi, bisogna mettersi subito al lavoro senza perdersi in chiacchiere. Bisogna scegliere i candidati, trattare con gli alleati e chiarirsi con Bossi, bisogna presentarsi con un partito forte sul territorio. Pur coscienti che - come disse qualche mese fa «chi governa deve scontare sempre qualche sconfitta nelle amministrative».
Paola Di Caro




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