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    ANTIMASSONE
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    Predefinito Quando "la Padania" nel 2002 pubblicava questi interessantissimi articoli .

    Le tre guerre mondiali e il Nuovo Ordine: le inquietanti rivelazioni in un libro di Don Luigi Villa da BresciaISLAM, MASSONERIA E MONDIALISMOIl fondamentalismo maomettano strumento nelle mani degli “Illuminati”Giorgio del ReI musulmani portano con loro una cultura che produce, necessariamente, solo guerra e rovine. Prendere atto di questa storica realtà sarebbe realpolitik, ma purtroppo questa nostra epoca è quella del “buonismo” idiota, dei programmi enfatici, utopistici, dell'irrazionalità al potere, voluta da un manipolo di incoscienti o di sfasati lobbisti mondialisti di matrice massonica, che hanno spalancato le porte dell’Europa a un’orda islamica che ci creerà solo irreparabili guai.

    Più di novecento milioni di fedeli sparsi in tutto il mondo, un’altissima carica di aggressività spirituale e soprattutto “militare”, un integralismo difficilmente riscontrabile in una qualsiasi religione (anche “scientifica”, com’è il marxismo applicato), una volontà ferrea di islamizzare tutto quanto non è islam, una crescita costante e impetuosa.
    E ancora: i continui massacri di Cristiani nelle Filippine, le sanguinose persecuzioni ai danni degli “infedeli” in Sudan e in Indonesia, la partecipazione di membri del partito islamico della Turchia (paese già affiliato alla Nato e in procinto, come Israele, di aderire all’Unione Europea) a un vertice di movimenti terroristici islamici. Senza dimenticare la continua, progressiva, inarrestabile islamizzazione dell’Italia e dell’Europa intera.
    Questo e molto altro potrà trovare il lettore in una recente pubblicazione (L’islam alla riscossa. Cos’è, cosa vuole) scritto da un Sacerdote lombardo, don Luigi Villa, per i tipi della “Editrice Civiltà”. Senza peli sulla lingua e senza finte ipocrisie, don Villa passa in rassegna tutti gli orrori del mondo musulmano e tutte le storture interne all’occidente che stanno portando i seguaci di allah a quelle vittorie che non sono stati capaci di ottenere in 14 secoli di aggressioni alla Cristianità e all’Europa.
    Le “anime belle” di casa nostra, ubriacate dalle parole d’ordine della fratellanza universale, dell’ecumenismo, del “vietato vietare”, dovrebbero leggerselo da cima a fondo: “buonisti”, post ed ex comunisti, sedicenti antirazzisti e compagnia briscola.
    LE COLPE DELLA CHIESA “ECUMENICA”
    Ancora più sconvolgente, in questa rassegna, è il ruolo, a dir poco suicida («Involontariamente?», si chiede l’autore), che sta svolgendo da alcuni anni la Chiesa cattolica (o almeno la parte “modernista” di essa) in questa tragica invasione islamica. Il “la” arriva – spiega don Villa – con la dichiarazione “Nostra Aetate” del 1965, nella quale viene enumerato tutto ciò che apparenta (o sembra apparentare) Cattolicesimo e islam: da quel momento in poi è un fiorire di iniziative cattoliche di dialogo interreligioso e di aperture, «con nessuna disposizione d’animo da parte di musulmani».
    Così – ci ricorda don Villa – mentre in Europa è addirittura il Cardinale di Milano Carlo Maria Martini a non perdere occasione per esaltare la bellezza e la necessità di giungere a una società multi-etnica e multi-religiosa (e non è l’unico all’interno della Chiesa), nei paesi islamici continua la “via crucis” dei Cristiani e, quando non si assiste a veri e propri massacri, si odono proclami orripilanti. Così, mentre la Repubblica italiana mette sullo stesso piano tutte le religioni, l’Organizzazione islamica in Africa prevede da statuto che nei 24 paesi membri i Cristiani non dovranno più occupare posti di responsabilità e il diritto islamico essere introdotto ovunque al posto dei sistemi giuridici occidentali. E mentre il cardinale Martini fa nascere a Milano il primo tempio “multi-confessionale” (dell’opera di questo curioso prelato si parla diffusamente in un altro libro dell’Editrice Civiltà: Si spieghi, Eminenza!), la Nigeria (49% Cristiani, 36% musulmani) procede a una campagna d’islamizzazione senza precedenti.
    Il materiale è spesso di prima mano – don Luigi ha viaggiato molto nella sua lunga vita – in alcuni casi inedito, in altri addirittura “segreto”. Per capire meglio, iniziamo dalla fine.
    LE TRE GUERRE MONDIALI
    Tra il 1870 e il 1871 si verifica un curioso e inquietante episodio (catalogaoto presso la Biblioteca del British Museum) tra l’allora leader supremo della Massoneria Universale, Albert Pike, e uno dei padri del risorgimento italiano, nonché Capo d’Azione politica della Massoneria Universale, Giuseppe Mazzini. Ecco cosa scrive quest’ultimo il 22 gennaio 1870, secondo quanto riportato da don Villa: «La Prima Guerra Mondiale deve essere combattuta per consentire agli “Illuminati” di abbattere il potere degli Zar e trasformare questo paese nella fortezza del comunismo ateo (...) Dopo la guerra si deve edificare il comunismo e utilizzarlo per distruggere altri governi e indebolire le religioni». E ancora: «La Seconda Guerra Mondiale deve essere fomentata approfittando della differenza tra fascisti e sionisti politici (...) in modo da aumentare il potere del sionismo politico per consentire lo stabilimento in Palestina dello Stato Sovrano d’Israele». Per arrivare alla descrizione del cataclisma finale, quella Terza Guerra Mondiale «fomentata approfittando delle divergenze suscitate dagli agenti degli “Illuminati” tra sionismo politico e dirigenti del mondo islamico».
    «La guerra – prosegue l’epistola mazziniana come riportata dall’autore – deve essere orientata in modo che l’islam (mondo arabo e musulmano) e sionismo politico (incluso Israele) si distruggano a vicenda, mentre nello stesso tempo le altre nazioni, una volta di più divise e contrapposte tra loro, saranno forzate a combattersi fra di loro, fino al completo esaurimento fisico, mentale, spirituale ed economico».
    Lo scopo di tutto questo: l’instaurazione del Governo Mondiale.
    COMUNISMO E ISLAM
    L’islam sarà dunque per l’occidente cristiano quello che il comunismo è stato nel XX secolo – sostiene don Villa – uno strumento usato scientemente dalle élites massoniche per scardinare il nerbo delle nazioni cristiane (se ancora possono definirsi così) in vista dell’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, come prima il comunismo (nato dalle teorie del massone Karl Marx e messo tragicamente in pratica in Russia dai rivoluzionari bolscevichi, anche loro “fratelli”)
    I MASSONI DELL’ISLAM
    Già, perché anche all’interno dell’islam, così apparentemente antitetico a un occidente modernista (laico e illuminista), gli “Illuminati” non mancano. Almeno a leggere la lista dei “fratelli” affiliati alla Grande Loggia dell’Iran, che don Villa sostiene di aver ricevuto insieme alla fotocopia di una lettera inviata il 16 novembre 1975 da Ahmad Aliabadi (segretario della stessa Loggia) al Gran Maestro Sharif Imami. Scopriamo così, tra le file dei “figli della vedova”, personaggi insospettabili come l’allora Ayatollah Khomeini, il suo successore Shaykh Montazeri, Hashemi Rafsanjani (allora presidente del Parlamento islamico), l’allora predicatore del venerdi e membro del Consiglio della Difesa e attuale leader supremo Alì Khamenei e giù giù una serie impressionante di ministri, generali, capi della polizia, ambasciatori, giudici.
    «Caro Maestro – scrive Aliabadi – ho l’onore di presentarLe la lista dei nomi della Loggia Segreta dell’Islam che il fratello Ard Brobi, Gran Maestro della Grande Loggia di Londra, ha mandato alla Grande loggia dell’iran. Come Lei sa, questa Loggia fu fondata (...) con l’aiuto della Grande loggia di Londra e del Gran Maestro sir Edward Grey, il vero fondatore della “Massoneria segreta dell’Islam”. I nomi di questi membri devono essere segreti».

    1. continua

    Da “La Padania” del 22 giugno 2002

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    Dai documenti di don Luigi Villa un’inquietante contaminazione all’interno della Chiesa cattolicaLE TONACHE CON IL “GREMBIULINO”Le accuse di un vecchio prete lombardo: «Ecco i nomi dei Vescovi massoni»Giorgio del ReIl mondo è governato da tutt’altri personaggi che neppure immaginano coloro il cui occhio non giunge dietro le quinte.
    (Benjamin Disraeli, primo ministro britannico)

    Ieri abbiamo visto come l’islam, troppo superficialmente etichettato dai mass-media come religione “tradizionale” e fanaticamente avversa all’ideologia moderna occidentale (e quindi illuminista e materialista), sia in realtà infiltrato da importanti esponenti e seguaci di un determinato tipo di massoneria.
    Oggi, saccheggiando a piene mani dall’enorme documentazione messa a disposizione dei lettori dal battagliero don Luigi Villa attraverso la sua casa editrice (Editrice Civiltà) e il suo periodico Chiesa viva (Via Galileo Galilei 121, Brescia, telefono e fax: 030/3700003), affrontiamo lo spinosissimo problema delle infiltrazioni massoniche in seno alla Chiesa cattolica.
    Ci occuperemo soprattutto di due volumi e di un opuscoletto scritti da don Villa. Trattasi di due libri dedicati alla controversa figura di papa Paolo VI e di un pamphlet da poco uscito dal titolo Una nomina scandalo!, dedicata alla recentissima nomina di monsignor Francesco Marchisano a Vicario generale dello Stato del Vaticano e arciprete della Basilica Vaticana. Il quale Marchisano, stando ai documenti pubblicati dal sacerdote lombardo, sarebbe un importante massone, da quarant’anni impegnato a sostenere la lotta della setta massonica contro il suo nemico storico: la Chiesa cattolica. E, secondo don Villa, Marchisano non sarebbe l’unico prelato massonico operante nelle stanze vaticane, come vedremo.
    ANTEFATTO: AGOSTO 1976 E LA LOGGIA DI SAN PIETRO
    Ma prima di entrare nella strettissima attualità, bisogna fare qualche passo indietro nel tempo e risalire all’estate del 1976 e precisamente al mese di agosto di quell’anno, quando il settimanale Panorama (ben diverso dall’attuale, impegnato soprattutto a raccontare aneddoti tradizionalmente consoni ai settimanali scandalistici femminili) pubblica l’elenco, preparato dal giornalista Mino Pecorelli per il suo periodico Op, di cardinali, vescovi ed alti prelati cattolici affiliati alla massoneria. Pur definendolo inattendibile (ma don Villa la pensa diversamente), il commento di Panorama alla pubblicazione dell’elenco della Gran Loggia vaticana riassume in poche righe quello che don Villa ha scoperto leggendo decine di migliaia di documenti riservati, di discorsi pubblici e interni alla Chiesa, di articoli di riviste di mezzo mondo: ovvero, che la massoneria, grazie alla spinta favorevole del Concilio Vaticano II, ha raggiunto i vertici della Chiesa cattolica ed è vicinissima alla vittoria contro il suo nemico secolare. Scrisse infatti Panorama nel numero del 10 agosto 1976: «Se l’elenco fosse autentico, la Chiesa sarebbe in mano ai massoni. Paolo VI ne sarebbe addirittura circondato. Anzi, sarebbero stati loro a fargli da grandi elettori e poi a pilotarlo nelle più importanti decisioni prese durante questi 13 anni di pontificato. E, prima ancora, sarebbero stati loro a spingere il Concilio Vaticano II sulla strada delle riforme».
    Le riforme, appunto: da quella liturgica a quella dei Seminari, giudicata perniciosa da don Villa e da molti altri sacerdoti e prelati che hanno preferito non esporsi. Don Luigi non è un lefebvriano e neppure un sedevacantista , le posizioni tradizionaliste ed anticonciliari provengono quindi dall’interno della stessa Chiesa, a rappresentare, forse, l’estremo tentativo, l’ultima battaglia contro il demone della sovversione e della scristianizzazione che ammorba da anni i corridoi vaticani, tanto da far dire a suo tempo (era il 1972) dallo stesso Paolo VI una frase simbolicamente drammatica: «Da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel Tempio di Dio».
    IL FUMO DI SATANA NEL TEMPIO DI DIO
    Don Villa, nel libro Paolo VI beato?, dimostra che l’elenco della Gran Loggia vaticana è veritiero. I nomi in esso contenuti dovrebbero far rabbrividire qualsiasi fedele alla parola di Cristo. Sarebbero stati massoni, infatti, quindi nemici mortali della Chiesa, vicinissimi e potenti collaboratori di papa Montini. Ne citiamo alcuni: monsignor Pasquale Macchi, segretario personale del pontefice (lo ritroveremo più avanti); il cardinale Jean Villot, segretario di Stato di Paolo VI, di Giovanni Paolo I e di Giovanni Paolo II, fino alla morte avvenuta nel 1979; il cardinale Agostino Casaroli, sulla cui appartenenza alla massoneria sarebbe a conoscenza anche papa Wojtyla, stando alla testimonianza resa a don Villa da un arcivescovo, stretto collaboratore dell’attuale pontefice; il vescovo Annibale Bugnini, cui Paolo VI affidò la «rivoluzione liturgica» al Concilio, nonostante il precedente allontanamento del Bugnini da parte di Giovanni XXIII; il vescovo Paul Marcinkus, presidente dello Ior, legato alla scandalo Sindona.
    Pare che papa Luciani, il papa dei 33 giorni (e il 33 è un numero simbolico per tutti i massoni), volesse fare «pulizia» all’interno del Vaticano, avendo individuato l’«arrosto» massonico coperto dal «fumo» di Satana e molti, tra cui don Villa, individuano in questa volontà manifesta le cause dell’improvvisa morte di Giovanni Paolo I.
    PAOLO VI E IL TRIONFO DEI “FIGLI DELLA VEDOVA”
    Nella postfazione al libro Paolo VI, processo a un Papa?, don Villa scrive, riprendendo una sua lettera inviata nel 1979 a monsignor Dziwisz, segretario personale di Giovanni Paolo II: «La Chiesa ha ormai i suoi seminari distrutti, o semi distrutti e quasi tutti vuoti, divenuti pascolo di preti modernisti, socialistoidi, politologi e persino eretici; come pure vede gli Istituti religiosi ridotti a cifre irrisorie e i Conventi fatti deserti, a causa di un esodo continuo, impressionante! e vede anche le dissacrazioni liturgiche, innumerevoli e continue, talora innominabili, che hanno ridotto la sacralità ad una sceneggiata, vuota di ogni spiritualità; e vede sul clero imperversare un vento di terrorismo teologico, fatto da teste d’uovo pervicaci...». Don Villa concludeva così: «Ripeto anche a Lei quello che da anni mi sto chiedendo, e cioè: perché Paolo VI ha aperto al Modernismo? Perché ha aperto al comunismo? Perché ha aperto alla Massoneria? Tre terribili domande a cui la Storia dovrà e potrà rispondere; e non sarà, certo, una risposta di plauso! Inoltre, rimarrà sempre vero che Mons. Montini fu cacciato via dalla segreterie di Stato dallo stesso Pio XII, perché Lo tradiva!».
    PADRE PIO, L’ANTI-MASSONE
    In quella postfazione don Villa accenna anche alla sua amicizia con una delle figure più straordinarie e al tempo stesso controverse della Chiesa del XX secolo: Padre Pio. Il sacerdote, santificato lo scorso 23 giugno, incitò don Villa a «combattere la Massoneria». «Mi disse – scrive il sacerdote – di mettermi in contatto con S. Ecc.za Monsignor G. B. Bosio e sotto la Sua protezione diretta, per eseguire quel mandato che mi aveva affidato. Così feci. Al termine del mio terzo incontro con padre Pio, salutandomi, Egli mi abbracciò e mi disse: «Coraggio, coraggio, coraggio! Dovrai soffrire molto da una Chiesa già invasa dalla Massoneria!».
    Una Chiesa «invasa» dalla Massoneria potrà mai difendersi dai suoi nemici, quali l’islam, la scristianizzazione, l’ecumenismo? La risposta è lapalissiana: no. Per questo motivo i documenti proposti da don Villa sono diventati veri e propri tabù. Inviati a tutti i giornali, nessuno ha mai scritto una riga, si lamenta il battagliero prete padano. Denunce ai suoi danni? Nessuna. Eppure spesso don Villa lancia accuse pesantissime, eppure... silenzio! Vista la tragica fine di Pecorelli, ammazzato a pistolettate pochi mesi dopo la pubblicazione dell’elenco della Gran Loggia vaticana e vista la stranissima morte di papa Luciani dopo soli 33 giorni del suo pontificato, nel 1978, don Villa non ha mai avuto paura?
    Chi lo conosce dice di no e a vederlo nulla lascia sospettare il contrario. Eppure, ci raccontano alcuni suoi amici, è stato oggetto di diversi attentati e aggressioni, una delle quali a Parigi, proprio mentre si trovava ad indagare su alcuni cardinali in odore di grembiulino massonico. Ma don Villa, fermo nella Fede e sicuro che alla fine le «porte dell’Inferno non prevarranno», tira dritto per la sua strada, continuando a combattere la massoneria, come indicato da Padre Pio. Sta ultimando il terzo e conclusivo volume sui guasti commessi da Paolo VI, prepara il nuovo numero di Chiesa viva e ha appena pubblicato l’opuscoletto di cui abbiamo accennato all’inizio: Una nomina scandalo! Vediamo il perché.
    LO «SCANDALO» DELLA NOMINA DI MONS. MARCHISANO
    Il 26 aprile di quest’anno l’Osservatore Romano riportava in prima pagina, all’interno della rubrica “Nostre informazioni”, che «il Santo Padre, accogliendo la richiesta presentataGli dall’Eminentissimo Signor cardinale Virgilio Noè, ha accettato le sue dimissioni» e ha nominato al suo posto «Arciprete della Patriarcale Basilica Vaticana, Suo Vicario Generale per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro l’Eccellentissimo Monsignore Francesco Marchisano».
    Marchisano era arcivescovo titolare della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, quando il Papa lo nomina a successore del cardinal Noè. Ma il neo-nominato, stando ai documenti pubblicati da don Villa, è un potente massone, rispettoso dell’ordine impartito da Nubius, Capo d’Azione politica della Massoneria Universale: «Tendete le vostre reti – invocava Nubius – tendetele al fondo delle sacrestie, dei Seminari e dei Conventi! Voi pescherete degli amici e li condurrete ai piedi della Cattedra Apostolica. Voi avrete così pescato una rivoluzione in tiara e cappa, preceduta dalla croce e dal gonfalone; una rivoluzione che non avrà bisogno che di ben piccolo aiuto per appiccare il fuoco ai quattro angoli del mondo».
    TRE LETTERE INQUIETANTI
    Don Villa riporta il testo integrale di tre lettere inviate da un certo “Frama” al Venerabile Gran Maestro del Grande Oriente di palazzo Giustiniani. Due risalgono al 1961, nella terza la data è illeggibile. Da notare che in tutti i documenti massonici i nomi reali dei “fratelli” sono occultati da sigle e il Frama in questione sarebbe nient’altro che Francesco Marchisano, all’epoca sottosegretario della Congregazione Studi ed Educazione Cattolica. Ma non mancheranno altre sorprese. Il 23 maggio 1961 Frama scrive al capo dei massoni italiani di aver ricevuto «con molta gioia, tramite il F. Mapa, il Vostro delicato incarico: organizzare silenziosamente in tutto il Piemonte e la Lombardia come disgregare gli studi e la disciplina nei seminari». Un po’ come avvenne dopo il 1968 nelle scuole statali, quando professori imbevuti di ideologie marxiste, socialiste, libertarie, materialistiche, fecero di tutto per devastare l’insegnamento pubblico, riducendo alla fine la scuola in uno squallido «diplomificio» incapace di selezionare i migliori sulla base della meritocrazia.
    Il Fratello “Mapa” in questione – secondo don Villa – è Pasquale Macchi, che sappiamo essere stato segretario personale di Paolo VI. Sarebbe stato lui, quindi, a far da tramite tra il Gran Maestro e Marchisano.
    Quattro mesi dopo, il 12 settembre 1961, sempre secondo i documenti illustrati dal sacerdote lombardo, “Frama” scrive ancora a palazzo Giustiniani. «Dopo aver avvicinato e contattato più volte i Ff. “Pelmi” e “Bifra”, sono ritornato da “Mapa” per presentare un primo piano di lavoro – scrive “Frama” – Egli consiglia di iniziare con la disgregazione dei programmi di studio, insistendo presso i nostri fedeli docenti perché, con argomenti di nuova pseudo-teologia e pseudo-filosofia, gettino il seme presso gli alunni, oggi sitibondi di novità». «In tal modo – continua la lettera –, la disgregazione disciplinare sarà una semplice conseguenza che verrà spontaneamente, senza che noi ce ne occupiamo: penseranno gli stessi alunni».
    Un piano evidentemente esteso e ben architettato, quello della massoneria contro la Chiesa. Un piano che ha purtroppo dato i suoi frutti marci.
    La terza lettera di “Frama” parla di una riunione svoltasi la sera prima tra i Fratelli “Pelmi”, “Mapa”, “Bifra”, “Salma”, “Buan”, “Algo” e “Vino”, in cui si è deciso di «iniziare degli esperimenti presso alcuni seminari d’Italia», ad esempio Torino, Trento e Udine, pieni di massoni. Inoltre «bisogna diffondere in tutti i Seminari il nostro concetto di libertà e di dignità della persona umana, senza alcuna remora né da parte dei superiori, né da parte di alcuna legge. Occorre una stampa capillare».
    Vediamo chi si celava dietro quella sigle, secondo quanto riportato da don Villa. “Buan” trattavasi di Bugnini Annibale, di cui abbiamo già parlato, autore della riforma liturgica sotto papa Montini e quindi inviato in Iran come Pro-Nunzio apostolico, dopo che un cardinale consegnò a Paolo VI le prove della sua appartenenza alla setta massonica.
    “Pelmi” sarebbe stato Michele Pellegrino, cardinale e arcivescovo di Torino, mentre “Algo” sarebbe la sigla massonica di Alessandro Gottardi, arcivescovo di Trento. Sotto il nome in codice di “Vino” si celerebbe invece Virgilio Noè, cardinale e fresco protagonista per aver passato la mano in favore di Marchisano, mentre “Bifra” sarebbe Franco Biffi, rettore dell’Università lateranense, e “Salma” l’Abate O.S.B. di Finalpia, nel Savonese, Salvatore Marsili.
    VERSO LA BATTAGLIA FINALE
    Arcivescovi, cardinali, rettori di atenei pontifici: la massoneria ha perciò pianificato, anno dopo anno, la sua infiltrazione ai massimi livelli della gerarchia ecclesiastica, arrivando infine a circondare il Soglio di Pietro? Davanti ai documenti di don Villa è difficile non crederlo. Moltissime le coincidenze, così come gli indizi che dal Concilio Vaticano II a tutt’oggi, evidenziano la trasformazione della Chiesa cattolica, oseremmo dire l’involuzione della medesima. Da qui i rischi nel divulgare simili documenti, come le vicissitudini di don Villa dimostrano.
    Noi non vogliamo dare alcun parere su quanto riportato nei volumi del coraggioso sacerdote padano, il quale continuerà – me lo ha ripetuto – la sua battaglia nel nome di Cristo e della Tradizione cattolica. Semplicemente cerchiamo di fare il nostro lavoro di cronisti, offrendo ai lettori uno squarcio di quanto accade dietro le quinte della Chiesa, così come viene riportato da un suo servitore.
    Il quale, pur ammettendo la quasi-vittoria della massoneria a livello pratico, è sicuro che alla fine vincerà la Verità. «Noi abbiamo sempre parlato di questi assalti contro Cristo e la Sua Chiesa – scrive don Villa – pur sapendo che Cristo ha già vinto Lucifero e il Mondo, ma non ignorando neppure, però, che Noi, che viviamo nel tempo, non abbiamo ancora terminata la battaglia contro di Loro!».
    E se si conosce il nemico, specie quello che si maschera e si nasconde, aumenteranno le possibilità di vincerlo una volta per tutte.

    2. Fine

    Da “La Padania” del 23 giugno 2002



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    Il Grand’Oriente di Francia ammette: «LA MASSONERIA GOVERNA L’EUROPA»Francia, il Gran Maestro alza il velo sui retroscena della potente lobbyMauro BottarelliDi dubbi ne avevamo veramente pochi, ora anche quei residui scrupoli culturali che restavano sono stati spazzati via. La massoneria non solo esiste ed è attivissima, ma non fa nemmeno più mistero del potere di intervento di cui gode nell’ambito politico internazionale.
    A confermare tutto, alla faccia di chi vede nella lotta alla massoneria soltanto l’esercizio di stile un po’ paranoico di estremisti o amanti del complottismo, ci ha pensato Alain Bauer, grande maestro del Grande Oriente di Francia (GODF), in una lunga intervista pubblicata sul numero del 12 dicembre scorso del settimanale Le Nouvel Observateur. Il lungo botta e risposta, una sorta di manifesto per la massoneria in epoca di globalizzazione, non lasciava spazio agli interrogativi nemmeno nel titolo scelto: “Ecco chi siamo veramente”.
    E vediamolo, quindi, chi sono e cosa vogliono questi attivissimi grembiulini francesi. Dopo aver definito Chirac «un uomo piuttosto filo-massone, nonostante mantenga tutte le contraddizioni dell’individuo», Bauer getta la maschera e svela gli ultimi interventi di cui la massoneria si è resa protagonista in ambito politico internazionale. Alla domanda su come velutasse la nuova Europa e la nascita della Costituzione europea [ma chi gliel’ha mai chiesta? - Nota], Bauer risponde candidamente: «Se all’interno dei testi riguardanti l’Unione europea non si pone più la questione di introdurre il concetto di eredità cristiana questo non è un caso, poiché i massoni fanno quel che c’è da fare. La massoneria ha per vocazione la tendenza ad intervenire su un certo numero di argomenti: ecco la nostra posizione, voi fate come volete ma questa è la nostra posizione! Anche in bioetica è così: noi siamo per la libertà assoluta per la ricerca scientifica, contro tutti i divieti morali».
    Ecco dunque l’ammissione della presenza, in sede di politica comunitaria, di un potente lobby massonica in grado di influenzare ad altissimo livello le decisioni degli organismi di vigilanza e di indirizzo. A Bruxelles comandano i grembiulini, a quanto sembra con buona pace di Prodi e di tutti gli eurocrati intenti a gonfiare il petto di fronte alla grandezza e all’autonomia del progetto europeo.
    Bauer prosegue mettendo in evidenza che «le riflessioni della loggia sono determinanti sulle decisioni politiche» e lanciando un altro segnale di chiarezza cristallina. «La massoneria è favorevole all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea anche perché la massoneria considera da sempre la Turchia come Europa»: l’intervista è stata pubblicata il 12 dicembre, quindi prima del vertice di Copenaghen e dello slittamento al 2004 dell’avvio dei colloqui con Ankara, ma ugualmente appare inquietante come i poteri occulti avessero già deciso il loro piano d’azione. Prepariamoci, quindi, a qualche colpo di coda da qui al maggio 2004.
    Il lungo testo pubblicato dall’Observateur è un pozzo di conoscenza: si scopre, ad esempio, che «molte associazione che lottano contro la globalizzazione come Attac (gli amici d’Oltralpe di Casarini e soci) o la Confédération paysanne di José Bovè vedono al loro interno molti nostri fratelli»: giudicate voi, se ancora avevate dei dubbi, la bontà della spirito anti-mondialista del cosiddetto “movimento dei movimenti”. Di più: «Bernard Cassen (fondatore e leader di Attac) è regolarmente invitato dalle logge del Grande Oriente, da noi è sempre il benvenuto. Molti nostri fratelli stanno con José Bové: certamente non per smontare i Mc Donald’s!». Servi dei poteri forti e dei massoni, altro che rivoluzionari: burattini di cui il potere si serve per creare paura nella gente – spingendola inconsciamente a ritenere la globalizzazione il male minore – e contemporaneamente agenti di legittimazione democratica del modello di sviluppo imposto da grembiulini e banchieri. L’esistenza dei no-global, il loro poter sfilare e parlare (oltre che distruggere e saccheggiare), dimostra infatti al circo mediatico come l’attuale assetto politico sia foriero di tutele democratiche e di rappresentanza per tutti.
    I grembiulini stanno costruendo sopra le nostre teste un continente a misura di massone: laicismo estremizzato volto a svuotare d’ogni senso morale la persona, distruzione di qualsiasi eredità religiosa, libertà di ricerca finalizzata alla creazione artificiale della vita umana, derubricazione di ogni sovranità popolare in nome di un mondo governato dagli “illuminati”. Il tutto con la complicità appassionata dei “no global”.

    Da “La Padania” del 22 dicembre 2002











    SEMPRE CONTRO LA MASSONERIA !


    LIBERA ASSOCIAZIONE PADUS 996 - Brescia

  2. #2
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    Ormai i massoni ci scrivono sopra, su quel giornale, grazie alle amicizie del direttore...

  3. #3
    ANTIMASSONE
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    Predefinito .........

    Carissimo Herr Mann cerca di essere più chiaro e di dare delle dritte su quello che dici, e guarda che la penso come te, tanto per intenderci. Grazie.

    SEMPRE CONTRO LA MASSONERIA !

  4. #4
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    Semplice, caro padus: Elia Valori è un massone e ha scritto sulla Padania in prima pagina. Ma è inutile parlare anche di altre cose, quel giornale non va letto e basta. Almeno finchè sarà diretto da Moncalvo.

  5. #5
    ANTIMASSONE
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    Predefinito Ben detto Herr Mann !

    Ben detto Herr Mann !

    Sempre uniti contro i massoni !

    Padus 996-Brescia

 

 

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