E' reato dire "bambino" al capo
Lo dice la Suprema Corte: l'espressione costituisce ingiuria ed è "lesiva" della personalità
ROMA – Apostrofare il capo con la parola “bambino” costerà caro all’incauto dipendente. La Suprema Corte ha infatti stabilito che l’espressione costituisce un'ingiuria ed è "lesivo" della personalità di chi ha personale alle proprie dipendenze.
Lo dice la sentenza 25084. Con questa decisione, infatti, la Cassazione ha confermato la condanna a due mesi di reclusione per un maresciallo dei carabinieri del nucleo di Torre Annunziata. Il militare, indispettito dal fatto che un suo superiore lo avesse escluso da un servizio che prevedeva lo straordinario, avrebbe detto: "Ho 35 anni di servizio e devo essere comandato da un bambino".
Questa frase è stata giudicata offensiva sia dal tribunale che dalla Corte d' Appello di Napoli. Invano il maresciallo ha protestato in Cassazione contro la condanna. Secondo i magistrati "anche la sola espressione bambino riferita a un superiore e proferita in un contesto verbale fortemente polemico e di insofferenza dell' altrui posizione gerarchica, ha valenza certamente lesiva della personalità morale del destinatario".
(11 GIUGNO 2003, ORE 13)




Rispondi Citando
