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  1. #1
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    Arrow Entro il 2015 saranno un milione i figli degli immigrati

    Convegno della Fondazione Agnelli sull’integrazione della nuova generazione di «italiani con il trattino»: aumento di matrimoni misti, niente ghetti e lavori più qualificanti
    «Tra dieci anni saranno un milione i figli degli immigrati».


    DAL NOSTRO INVIATO
    TORINO - Nel secondo decennio del Duemila saranno un milione gli «italiani con il trattino»: italiani-cinesi, italiani-marocchini, italiani-senegalesi. I figli e le figlie degli stranieri che vivono oggi in Italia saranno gli immigrati di seconda generazione. Lavoreranno in proprio. Non vivranno in ghetti urbani. Avranno proprie scuole, magari propri partiti. E si sposeranno sempre di più con gli italiani senza trattino.
    Parte da queste previsioni sulla società multietnica che verrà il convegno internazionale della Fondazione Giovanni Agnelli «Un futuro per l’immigrazione in Italia: l’orizzonte delle seconde generazioni» in programma oggi a Torino. «Perché bisogna imparare a guardare all’immigrazione andando al di là dell’emergenza e già da oggi pensare a costruire i possibili percorsi di integrazione delle seconde generazioni - commenta il presidente della Fondazione Marco Demarie -. Del resto, le esperienze d’oltreconfine hanno dimostrato come proprio l’inserimento dei figli di immigrati, un inserimento strategico per le comunità straniere ma anche per la società che li ospita, rappresenti l’anello più delicato del processo d’integrazione». Un esempio su tutti: in Europa, proprio con l’integrazione delle seconde generazioni si è posta in tutta la sua problematicità la questione islamica.


    I NUMERI - Oggi in Italia i figli degli stranieri sono circa 400 mila. Stando alle previsioni, solo quest’anno ne nasceranno altri 30 mila: il 5 per cento di tutti i parti. Ma l’aumento della popolazione straniera e la diminuzione della natalità italiana fanno pensare che nel 2015 si potrebbe toccare l’8-12 per cento. Così che per il secondo decennio del Duemila saranno un milione gli «italiani con il trattino», ormai ragazzi o adulti, che dovranno confrontarsi innanzitutto (ma non solo) con il mondo del lavoro.


    LAVORO E SCUOLA - Sulla prima grande prova di integrazione gli esperti hanno le idee chiare: le seconde generazioni diranno basta all’inserimento subalterno e saranno meno disponibili ad accettare i lavori rifiutati dagli italiani. Vale a dire: le figlie delle filippine non finiranno necessariamente a fare le colf. «Per la prima volta gli italiani con il trattino - spiega Stefano Molina, responsabile del programma Popolazione e società della Fondazione Agnelli - si affacceranno in modo consistente sui segmenti medi e alti del mercato del lavoro». E in molti potrebbero andare ad alimentare settori economici tradizionali: dal commercio ambulante alle panetterie artigianali. Quanto al mondo della scuola, la strada è in discesa: «L’integrazione sui banchi è già stata avviata». Ma oltre agli istituti pubblici, dove magari verranno proposti corsi di cultura islamica, i figli dei figli degli immigrati potranno frequentare scuole proprie.


    LA CASA - C’è poi il problema della casa. «Problema se si parla di affitti o di ricerca dell’abitazione», continua Molina. Ma gli addetti ai lavori sono pronti a giurare che, al di là di qualche Chinatown nelle metropoli, di ghetti urbani non ce ne saranno. «A differenza che in altri Paesi, l’immigrato di seconda generazione in Italia troverà casa accanto a una famiglia italiana».


    CONFLITTI - Le esperienze straniere, però, avvertono: proprio dentro le mura di casa aumenterà la conflittualità intergenerazionale. Tra genitori e figli sarà scontro sulla trasmissione dei valori e dei modelli culturali. Fuori, il conflitto sarà, invece, fra italiani con il trattino e gli immigrati di prima generazione che continueranno ad arrivare in Italia: «Gli ultimi saranno gli ultimi».
    Alessandra Mangiarotti
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    E come ho sempre sostenuto i figli degli immigrati a causa della propaganda egalitaria,non vorranno fare gli stessi lavori dei loro padri,quindi...per fare certi lavori cosa si farà?Ma si chiameranno altri immigrati!Ovvio,no?
    E poi altri ancora,e ancora,e ancora...

    Questa frase è interessante:"«A differenza che in altri Paesi, l’immigrato di seconda generazione in Italia troverà casa accanto a una famiglia italiana»".
    Probabilmente si,daltronde basta vedere la storia.Gli spagnoli e i portoghesi in America Latina non hanno avuto problemi a mischiarsi con gli indigeni locali e coi neri importati dall'Africa,mentre gli anglosassoni hanno immediatamente preso nette distanze tra loro e gli altri imponendo negli Stati del Sud(ma anche nel Nord) delle vere e proprie barriere segregazioniste.
    Infatti è sicuro che negli USA ci sono molti neri,messicani ecc...,ma questo NON significa che il "melting pot" sia elevato:anzi,vivono praticamente divisi in quartieri a compartimento stagno e il mix etnico,nonstante la propaganda è ancora molto basso.
    E' in Brasile che è accaduto il vero "melting pot"...il Brasile in cui Rio ha in media 22 omicidi al giorno...
    Ecco,a mio avviso,è molto + probabile che andremo verso una strada brasiliana invece che verso una americana.
    Allegria.

  2. #2
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    Predefinito Entro il 2015 saranno un milione i figli degli immigrati

    soluzione:

    tagliare i piselli e attappare le tope.

    volete venire in italia? ma dovete farvi fare il servizietto....

  3. #3
    allevatore
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    Predefinito

    Ma che teneri, hanno già coniato l'espressione "italiani con il trattino" scommetto che dal prossimo anno scolastico preti e maestre non mancheranno di adottarla per fare il lavaggio del cervello ai ragazzini con la loro propaganda mescolazionista. Perchè sono proprio la Chiesa e la Scuola i pilastri dell'integrazione razziale, il loro è stato un lavoro cominciato quando gli immigrati dovevano ancora arrivare e che procede perfettamente.

  4. #4
    allevatore
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    Predefinito Re: Entro il 2015 saranno un milione i figli degli immigrati

    Originally posted by Dragonball
    Convegno della Fondazione Agnelli sull’integrazione della nuova generazione di «italiani con il trattino»: aumento di matrimoni misti, niente ghetti e lavori più qualificanti
    «Tra dieci anni saranno un milione i figli degli immigrati».


    DAL NOSTRO INVIATO
    TORINO - Nel secondo decennio del Duemila saranno un milione gli «italiani con il trattino»: italiani-cinesi, italiani-marocchini, italiani-senegalesi. I figli e le figlie degli stranieri che vivono oggi in Italia saranno gli immigrati di seconda generazione. Lavoreranno in proprio. Non vivranno in ghetti urbani. Avranno proprie scuole, magari propri partiti. E si sposeranno sempre di più con gli italiani senza trattino.
    Parte da queste previsioni sulla società multietnica che verrà il convegno internazionale della Fondazione Giovanni Agnelli «Un futuro per l’immigrazione in Italia: l’orizzonte delle seconde generazioni» in programma oggi a Torino. «Perché bisogna imparare a guardare all’immigrazione andando al di là dell’emergenza e già da oggi pensare a costruire i possibili percorsi di integrazione delle seconde generazioni - commenta il presidente della Fondazione Marco Demarie -. Del resto, le esperienze d’oltreconfine hanno dimostrato come proprio l’inserimento dei figli di immigrati, un inserimento strategico per le comunità straniere ma anche per la società che li ospita, rappresenti l’anello più delicato del processo d’integrazione». Un esempio su tutti: in Europa, proprio con l’integrazione delle seconde generazioni si è posta in tutta la sua problematicità la questione islamica.


    I NUMERI - Oggi in Italia i figli degli stranieri sono circa 400 mila. Stando alle previsioni, solo quest’anno ne nasceranno altri 30 mila: il 5 per cento di tutti i parti. Ma l’aumento della popolazione straniera e la diminuzione della natalità italiana fanno pensare che nel 2015 si potrebbe toccare l’8-12 per cento. Così che per il secondo decennio del Duemila saranno un milione gli «italiani con il trattino», ormai ragazzi o adulti, che dovranno confrontarsi innanzitutto (ma non solo) con il mondo del lavoro.


    LAVORO E SCUOLA - Sulla prima grande prova di integrazione gli esperti hanno le idee chiare: le seconde generazioni diranno basta all’inserimento subalterno e saranno meno disponibili ad accettare i lavori rifiutati dagli italiani. Vale a dire: le figlie delle filippine non finiranno necessariamente a fare le colf. «Per la prima volta gli italiani con il trattino - spiega Stefano Molina, responsabile del programma Popolazione e società della Fondazione Agnelli - si affacceranno in modo consistente sui segmenti medi e alti del mercato del lavoro». E in molti potrebbero andare ad alimentare settori economici tradizionali: dal commercio ambulante alle panetterie artigianali. Quanto al mondo della scuola, la strada è in discesa: «L’integrazione sui banchi è già stata avviata». Ma oltre agli istituti pubblici, dove magari verranno proposti corsi di cultura islamica, i figli dei figli degli immigrati potranno frequentare scuole proprie.


    LA CASA - C’è poi il problema della casa. «Problema se si parla di affitti o di ricerca dell’abitazione», continua Molina. Ma gli addetti ai lavori sono pronti a giurare che, al di là di qualche Chinatown nelle metropoli, di ghetti urbani non ce ne saranno. «A differenza che in altri Paesi, l’immigrato di seconda generazione in Italia troverà casa accanto a una famiglia italiana».


    CONFLITTI - Le esperienze straniere, però, avvertono: proprio dentro le mura di casa aumenterà la conflittualità intergenerazionale. Tra genitori e figli sarà scontro sulla trasmissione dei valori e dei modelli culturali. Fuori, il conflitto sarà, invece, fra italiani con il trattino e gli immigrati di prima generazione che continueranno ad arrivare in Italia: «Gli ultimi saranno gli ultimi».
    Alessandra Mangiarotti
    Interni



    E come ho sempre sostenuto i figli degli immigrati a causa della propaganda egalitaria,non vorranno fare gli stessi lavori dei loro padri,quindi...per fare certi lavori cosa si farà?Ma si chiameranno altri immigrati!Ovvio,no?
    E poi altri ancora,e ancora,e ancora...

    Questa frase è interessante:"«A differenza che in altri Paesi, l’immigrato di seconda generazione in Italia troverà casa accanto a una famiglia italiana»".
    Probabilmente si,daltronde basta vedere la storia.Gli spagnoli e i portoghesi in America Latina non hanno avuto problemi a mischiarsi con gli indigeni locali e coi neri importati dall'Africa,mentre gli anglosassoni hanno immediatamente preso nette distanze tra loro e gli altri imponendo negli Stati del Sud(ma anche nel Nord) delle vere e proprie barriere segregazioniste.
    Infatti è sicuro che negli USA ci sono molti neri,messicani ecc...,ma questo NON significa che il "melting pot" sia elevato:anzi,vivono praticamente divisi in quartieri a compartimento stagno e il mix etnico,nonstante la propaganda è ancora molto basso.
    E' in Brasile che è accaduto il vero "melting pot"...il Brasile in cui Rio ha in media 22 omicidi al giorno...
    Ecco,a mio avviso,è molto + probabile che andremo verso una strada brasiliana invece che verso una americana.
    Allegria.
    Soluzioni:
    1- segregazionismo
    2- cittadinanza legata soltanto allo ius sanguinis, chi nasce su territorio italiano da genitori stranieri non diventa cittadino italiano ma ottiene lo status di apolide che gli consente di rimanere sul territorio nazionale fino al compimento del 18esimo anno di età, a quel punto gli è fatto obbligo di ritornare al paese dei propri genitori o in alternativa gli è concesso di chiedere il permesso di soggiorno per lavoro come un normale immigrato.

  5. #5
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Gli ''italiani col trattino'' sono una contraddizione in termini.

  6. #6
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Re: Entro il 2015 saranno un milione i figli degli immigrati

    Originally posted by asburgico
    Soluzioni:
    1- segregazionismo
    2- cittadinanza legata soltanto allo ius sanguinis, chi nasce su territorio italiano da genitori stranieri non diventa cittadino italiano ma ottiene lo status di apolide che gli consente di rimanere sul territorio nazionale fino al compimento del 18esimo anno di età, a quel punto gli è fatto obbligo di ritornare al paese dei propri genitori o in alternativa gli è concesso di chiedere il permesso di soggiorno per lavoro come un normale immigrato.
    ma quale segregazionismo...espulsione di tutti gli immigrati regolari..clandestini..badanti..e boiate varie..altro che legge Bossi-Fini..qui ci vuole un provvedimento drastico o le nazioni padane saranno ridotte a poltiglia senza futuro!!!
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  7. #7
    Totila
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Entro il 2015 saranno un milione i figli degli immigrati

    Originally posted by Der Wehrwolf
    ma quale segregazionismo...espulsione di tutti gli immigrati regolari..clandestini..badanti..e boiate varie..altro che legge Bossi-Fini..qui ci vuole un provvedimento drastico o le nazioni padane saranno ridotte a poltiglia senza futuro!!!

    Sono d'accordo. Facciamo la segregazione e poi arrivano: Amnesty International, Sos Racisme, la Licra, le Comunità Istraelite, Bernard-Levy, Glucksman, Finkelstein, Finkelkraut, Finkelgold e poi siamo tutti fottuti.
    Espulsione di massa. E insieme agli immigrati (non europei) mandiamo in Marocchinia anche tutti quelli che vorrebbero un'Europa marronereti, monache, progressisti, cessisociali, Gruppo Abele, focolarini, Mani tese, Beati Costruttori di Pace e che il diavolo se li porti!

  8. #8
    Socialcapitalista
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Entro il 2015 saranno un milione i figli degli immigrati

    Originally posted by Totila
    E insieme agli immigrati (non europei) mandiamo in Marocchinia anche tutti quelli che vorrebbero un'Europa marrone: preti, monache, progressisti, cessisociali, Gruppo Abele, focolarini, Mani tese, Beati Costruttori di Pace e ...
    Totla....

  9. #9
    Totila
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Entro il 2015 saranno un milione i figli degli immigrati

    Originally posted by Pasquin0
    Totla....
    Volevi dire Pasquino...

  10. #10
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    E' ovvio che le soluzioni ottimali sarebbero il blocco degli ingressi prima e una graduale espulsione poi, ma, realisticamente, è necessario insistere innanzitutto sul primo punto [con annessi ricongiungimenti familiari] e restringere i flussi il più possibile agli europei dell'est [esclusi albanesi].

    Ma soprattutto, e per evitare le solite accuse, è necessario diffondere un segregazionismo ''de facto'', ossia isolare e ghettizzare gli allogeni, evitare ogni contatto o ridurli a semplici rapporti funzionali

    In primis, mandare i propri figli in scuole senza allogeni

    Non frequentare luoghi pubblici [bar, luoghi di ritrovo, ecc] dove gli allogeni sono già numerosi. In tal modo si favorisce la loro concentrazione solo in determinati posti

    Evitare di acquistare mercanzie dagli allogeni e di frequentare ristoranti o negozi da loro gestiti

    Spostarsi, se possibile, da quartieri ad alta densità abitativa allogena, in modo da favorire la creazione di ghetti solo per loro

    Evitare ogni familiarizzazione con gli allogeni

 

 
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