da un quotidiano liberaldemocratico
" il Giornale del 24/06/2003
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Il dibattito sull'immigrazione
«Non ci sono problemi con Berlusconi»
Bossi frena: «Il governo è a posto. Ma per l'immigrazione serve un commissario, un militare»
Stefano Filippi
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- Ministro Umberto Bossi, come sta?
"Eh, sono qui, un pò slogato".
- Qualcuno ha malignato che l'infortunio al piede che da domenica la costringe a casa sia molto "diplomatico".
"Ma va', sabato sono andato a Lodi a vedere le gare di atletica dei bambini, ogni tanto lo faccio. Ho fatto una corsetta e ho messo male un piede. Si è gonfiato un po', robe che passano in due giorni".
- Anche i problemi con il governo passano in due giorni?
"Per adesso il governo è a posto. Ci sono soltanto delle questioni su riforme e immigrati".
- Come "soltanto"? Sull'immigrazione avete minacciato la crisi.
"Bisognava dare un segnale di non accettazione, se no qui gli stranieri diventano montagne di milioni. Noi non dobbiamo essere buoni, ma applicare la legge. Ognuno deve fare il suo mestiere e il nostro è governare. Bisogna essere precisi per evitare un pasticcio incredibile. Precisi e severi, senza mandare segnali che qui c'è spazio e lavoro per tutti. Nessun segnale di accettazione dei clandestini. La nostra gente ci ammazzerebbe".
- Il ministro dell'Interno è stato difeso da tutti, da Ciampi alla sinistra.
"Beh, la sinistra per forza. Non si capisce se parla l'ex ministro Turco o lui. Ci vuole un commissario. Un militare, uno che applichi la legge".
- Si è parlato di Giancarlo Gentilini, l'ex sindaco sceriffo di Treviso.
"No no, un militare. Un uomo che coordini gli interventi di Marina militare, Guardia di finanza e Guardia costiera. Adesso il coordinamento non c'è oppure non sortisce un effetto visibile. Ho sentito che ci sono stati incontri con ambasciatori, vertici diplomatici... Ma se a quei Paesi dai dei soldi, mica mantengono la parola. Tutti sanno da dove partono le navi piene di clandestini, vuol dire che la polizia di quei posti non è capace di fare il suo mestiere. E allora via. Dall'Albania non ne abbiamo più visto neppure uno. Sa perché? Perché gli abbiamo mandato la polizia dall'Italia".
- Ma non si può mandare la polizia italiana in tutto il Mediterraneo.
È inutile parlare di interesse nazionale se non c'è un minimo di difesa dei confini. Poi c'è chi vuol fare il buono, il bravo e ci guadagna. Chi è al governo deve applicare le leggi e basta. Il buonismo... Pensavo fosse roba della Turco, invece no. E la cosa peggiore del mondo. Noi siamo qui a dirgli di venire in Italia, e loro, nei loro Paesi senza regole dove non rispettano i diritti umani e ambientali, distruggono le nostre imprese. Facciamo discorsi seri prima di finire in guai molto grossi".
- E' ancora valida la richiesta di dimissioni del ministro dell'Interno?
"Ho visto che Calderoli le ha domandate. Boh... Pisanu ha sempre detto che quello dell'immigrazione non era il suo problema principale, l'ha detto lui, eh. E allora mettiamoci un commissario per l'immigrazione come fanno tutti gli altri Paesi. Ci sarà un motivo per cui altrove hanno deciso così".
- Quindi Pisanu va bene ma privo di competenze sull'immigrazione?
"Il commissario deve servire a difendere le coste e coordinare l'impegno dei nostri militari".
- Ha già in mente qualche nome?
"Ci sono parecchi militari con la testa a posto, determinati e saggi. Saggi perché applicano la legge, determinati perché non si devono mandare messaggi che qui c'è lavoro per tutti o posto per tutti. Bravi militari ce ne sono. I nomi lasciamoli fare a Berlusconi".
- Questa sera (ieri per chi legge, ndr) andrà ad Arcore per la consueta cena del lunedì con Berlusconi, Tremonti e Brancher?
"Non mi pare che ci sia. Mica ci troviamo tutti i lunedì, ci vediamo quando serve".
- E ha già una data per il consiglio federale della Lega saltato ieri?
"Meglio che non ci sia stato. I problemi non si risolvono incazzandosi, ma soltanto se si affrontano razionalmente, proponendo soluzioni. E trovandole: la sensazione della gente è che in campagna elettorale abbiamo detto cose che non manteniamo. La gente non è fatta da intellettuali e bada al sodo".
- Lo slittamento del consiglio federale ha smorzato un po' di polemiche. Non le sembra che la Lega abbia alzato troppo i toni?
"No no, va bene così... Sento gente che parla di interesse nazionale e ci rompe le balle, ma se non è interesse stazionale difendere le coste...".
- Ma voi avete chiesto le dimissioni di un ministro, un vostro collega.
"C'è chi ha chiesto le dimissioni e c'è anche chi, come me, tenta di ricucire, di trovare gli equilibri. In politica è così".
- Lei ha detto che le questioni aperte riguardano riforme e immigrazione. E il resto?
"Ehhh, ce ne sarebbero di cose, come le pensioni o la Rai al Nord...".
- Dicono che lei ce l'abbia proprio con Antonio Marano, direttore di Raidue, la rete da trasferire a Milano.
"È un problema più ampio di Marano. Se la Rai non viene a Milano si va verso una contrapposizione ancora più forte. Alla fine dell'anno esplode il casino: il 60 per cento del canone viene dal Nord. Impossibile pensare che qualcuno continui a fare il razzistello, per loro il Nord esiste solo come pagator cortese e non può neppure dire come la pensa. Siamo finiti in un sistema in cui tutto il potere dell'immagine è concentrato a Roma. Bisogna dare una svolta".
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................ no comment ...............
Cordiali saluti




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