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Scorie nucleari, il Governo non dice no
Il ministro Giovanardi: «Serve un deposito dei rifiuti atomici»
Interesse nazionale e segreto di Stato. Il rischio di arrivo delle scorie radioattive in Sardegna approda in Parlamento, dove il Governo - dietro domanda di Antonello Soro - non smentisce che l’Isola possa o debba ospitare il materiale radioattivo prodotto da centrali, ospedali e industrie: «Da qualche parte - dice in diretta tv il ministro Carlo Giovanardi - deve obbligatoriamente essere stoccato». Parole che accentuano la «grave preoccupazione» espressa dal deputato sardo della Margherita e che si uniscono a un altro episodio: una ordinanza del commissario governativo Carlo Jean è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale con un “omissis” relativo alle disposizioni di sicurezza per gli impianti e i depositi nucleari.
L’interrogazione di SoroDurante il question time, ripreso dalla Rai, Antonello Soro spiega che «secondo diverse fonti, tutte attendibili, il commissario delegato dal Governo per la messa in sicurezza dei materiali nucleari avrebbe identificato la Sardegna come sito ideale per lo stoccaggio». Dopo aver ricordato che l’Isola rischia una «servitù di pattumiera», il deputato conclude: «Chiediamo al Governo di escludere in Parlamento, con chiarezza e senza riserve, questa ipotesi, per interrompere una spirale di conflitto fra Stato e Sardegna che non ha precedenti».
La risposta di GiovanardiPrende la parola il ministro per i rapporti con il Parlamento. Giovanardi (Udc) non fornisce la smentita chiesta da Soro. Dice invece che «il Governo naturalmente non è in grado di assicurare che il sito non verrà trovato sul territorio nazionale, perché evidentemente da qualche parte esso dovrà essere collocato». Il ministro si riferisce al fatto che, in sede di G8, c’è un tentativo di convincere la Russia a prendersi le scorie italiane. Mosca però non possiede le tecnologie necessarie: inoltre, gli accordi internazionali vietano l’esportazione di materiale atomico. Giovanardi parla quindi di tutti i rifiuti nucleari, che comprendono anche «500 tonnellate all’anno di residui radioattivi» prodotti da industrie e ospedali. Aggiunge che il 16 aprile la Conferenza delle Regioni «è stata informata del programma di lavoro». E spiega che la prossima settimana la Conferenza riceverà anche i primi risultati dello studio per l’individuazione del sito. Però, diranno dopo alla Sogin (la società statale incaricata del lavoro) quel documento non conterrà nessun luogo, ma solo i criteri di scelta. Giovanardi spiega quindi che «le grandi isole non sono state escluse a priori perché le difficoltà di trasporto ed eventuali interferenze sul trasporto via mare sono state giudicate fattori da considerarsi solo in una fase successiva del processo di selezione come possibili criteri di preferenza». Va aggiunto però che la Sogin ha definito il trasporto via mare “il più sicuro”. «Nessuna scelta - prosegue il ministro - è stata effettuata. Si sta compiendo un lavoro tecnico scientifico sulla base del quale verranno, poi, scelti i siti indispensabili sul territorio nazionale per stoccare tale materiale di tipo radioattivo che fa funzionare i nostri ospedali e le nostre imprese e che da qualche parte deve obbligatoriamente essere stoccato». Soro non è soddisfatto: dice che la Sardegna ha già pagato il suo prezzo «all’interesse nazionale da lei evocato, signor ministro» e che questo nuovo conto non verrà saldato.
Marco Mostallino
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