COVERCIANO (Firenze), 7 giugno 2003 - Nei giorni scorsi aveva dettato le sue preferenze per il mercato della sua Roma, ma - sollecitato a parlare di nuovo del suo futuro - Totti lancia un ultimatum a Sensi e butta lì una provocazione che farà accapponare la pelle ai tifosi giallorossi. "Berlusconi poteva essere il mio presidente anni fa, e chissà che non lo sia in futuro...". Forse scottato dalle promesse non mantenute in passato, forse deluso dal fatto che alle sue parole non abbia risposto nessuno, il capitano della Roma precisa il suo pensiero: "Uno scudetto con la Roma non mi basta: voglio vincere. Con la Roma, si intende, perché sono orgoglioso di vestire questa maglia".
"Ma se ci dovessero essere problemi, se certi impegni presi dalla società non dovessero essere rispettati, mi sentirei svincolato dagli impegni anche io. E per fortuna non c'è solo Berlusconi..." Totti ha già dato i suoi consigli a Sensi: "Ho fatto tre o quattro nomi, mi rendo conto che sono prime scelte, gente che fa la differenza, ma sono quelli che servono a questa squadra. Se mi accontenterei di due acquisti? Sì, due quest'anno e due l'anno prossimo". Capitolo riduzione degli ingaggi: "Non ho ancora parlato con nessuno, quando rientrerò dalla trasferta con la Nazionale mi incontrerò con Sensi e parleremo della riduzione dell'ingaggio (Totti guadagna 5 milioni di euro all'anno e ha un contratto fino al 2006, la Roma vorrebbe ridurlo del 20% portandolo a 4 milioni di euro, ndr). I vecchi contratti andrebbero rispettati, se ci sono problemi seri, però, andrò incontro alla societá. Dobbiamo esserne sicuri, però".
Un passo indietro e Totti fa il bilancio di una stagione non certo esaltante della sua Roma, una spiegazione il capitano ce l'ha: "Se siamo andati male quest'anno è anche colpa degli arbitri. Questa è la verità, tanto ci bacchettano sempre, sia quando dici la verità che quando dici una bugia, meglio allora dire la verità perché certi episodi che ci sono capitati quest'anno fanno riflettere. Quando parti con 10-12 punti di svantaggio da Inter, Milan e Juve è poi difficile recuperarli. È chiaro che in campo ci andiamo noi e che la colpa è nostra, però quando non ti danno rigori che ci sono, te ne fischiano di dubbi e magari nemmeno stai giocando bene.... Se fosse stato nel Milan, però, con 15 rigori a favore avrei vinto il titolo di capocannoniere. Avrei fatto 29 gol e non avrei avuto neanche 10 rigori contro".
Venendo alla Nazionale, Totti ritrova Del Piero: "Effettivamente è passato tanto tempo dall'ultima volta che abbiamo giocato insieme ma io e Ale siamo sempre andati d'amore e d'accordo. In campo e fuori. Per dimostrarlo batteremo una punizione per uno, visto che lui le ha sempre tirate ma anche io sono migliorato. Sono contento di ritrovarlo dopo il Mondiale e sono convinto che possiamo fare anche meglio perchè io sto meglio di un anno fa. Magari avessi avuto questa condizione al Mondiale".




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