"E' qualche settimana che la zona dell'Arcella dove è situato il centro sociale Pedro è oggetto di continue provocazioni da parte del SIS, la squadra speciale creata dall'assessore/deputato Maurizio Saia: tre settimane nelle quali minacce e insulti sono state all'ordine del giorno.
PADOVA - Ennesima provocazione del SIS al centro sociale Pedro - "E' qualche settimana che la zona dell'Arcella dove è situato il centro sociale Pedro è oggetto di continue provocazioni da parte del SIS, la squadra speciale creata dall'assessore/deputato Maurizio Saia: tre settimane nelle quali minacce e insulti sono state all'ordine del giorno. Ieri c'è stata un escalation di questa modalità di intervento e nel pomeriggio più volte le unità cinofile, i defender e pattuglie varie dei vigili urbani si sono trovate a transitare nella strada del centro sociale, insieme a numerosi posti di blocco che circondavano la zona. Alcuni compagni e compagne che stavano lavorando dentro il centro sociale hanno avvertito altre persone di quello che stava succedendo, ed in maniera abbastanza veloce abbiamo corso verso il Pedro. Arrivati lungo via Ticino abbiamo incrociato questa carovana di macchine, composta anche dalla macchina del SIS all'interno della quale era presente l'assessore Saia. Alla vista delle persone che stavano giungendo in Via Ticino hanno pensato bene di accellerare speronando una delle macchine in arrivo ed una moto, oltre a quasi investire uno dei ragazzi".
Max Gallob, centro sociale Pedro, sui fatti di ieri pomeriggio.
http://www.sherwood.it/portal/articl...thread&order=0
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Da il Mattino di Padova:
PADOVA. Momenti di tensione dopo la perquisizione di un capannone dov'erano stati segnalati spacciatori
Centro Pedro, scontri coi vigili
Calci, spinte e inseguimenti per un controllo. Saia: ne avevamo diritto
di Paolo Baron
PADOVA. Calci, sputi, minacce, insulti, auto speronate, inseguimenti. Clima da guerriglia urbana, ieri sera in via Ticino, fra alcune pattuglie della polizia municipale e i giovani del centro sociale Pedro. Tutto è cominciato in seguito a un controllo dei vigili urbani in un capannone di via Ticino, dove era stata segnalata la presenza di spacciatori.
Una provocazione per i «pedrini». Un'operazione legittima secondo l'assessore alla Sicurezza Maurizio Saia. «Quelli del Pedro - afferma - sono delinquenti comuni. Chi aggredisce le forze dell'ordine deve finire in galera». Per Luca Casarini «bisogna allontanare subito Saia, ma anche sciogliere il corpo speciale dei suoi pretoriani del Sis».
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Calci, sputi, minacce, insulti, auto speronate, inseguimenti. S'è vissuto un clima da guerriglia urbana ieri in via Ticino fra alcune pattuglie della polizia municipale e i ragazzi del Pedro. E per qualche minuto si è temuto il peggio. A bruciare la cortissima miccia tra le parti è stato un controllo dei vigili in un capannone di via Ticino dov'erano stati segnalati degli spacciatori. Una provocazione per i «pedrini». Un'operazione legittima secondo l'assessore Saia, osteggiata dai militanti del centro.
Tutto comincia verso le 18,45. La polizia municipale si porta in via Ticino, dove dicono che alcuni residenti abbiano segnalato la presenza di alcuni spacciatori. Il capannone da ispezionare si trova in fondo alla via, subito dopo il cso Pedro. La pattuglia - un defender della Sis, un'unità cinofila e una macchina dei carabinieri, in tutto 10 persone fra cui l'assessor-onorevole Maurizio Saia - percorre la via fino in fondo. Controlla l'edificio e poi torna indietro. Ma a questo punto scoppia il parapiglia. Secondo la versione della polizia municipale i militanti del Pedro, vista la presenza delle forze dell'ordine, escono dal cancello cercando di speronare il furgone con un fuoristrada e di prendere a calci i veicoli. Solo una sterzata improvvisa del defender davanti riesce a forzare il blocco speronando un'auto e a liberare la strada.
Per i pedrini, invece, la pattuglia aveva solamente l'intenzione di provocare. Come accadde due settimane fa quando Sis e militanti si trovarono per la prima volta di fronte gli uni contro gli altri in via Ticino a causa di un new jersey spostato per creare un parcheggio.
«Altrimenti - sottolinea Max Gallob - non si spiegherebbero i due furgoni parcheggiati in via Annibale da Bassano», uno all'altezza degli ex magazzini Dassi, l'altro vicino al ricovero auto Aci di Tombola. Ma c'è di più, secondo quanto riferisce il portavoce del Pedro: sarebbero stati i vigili a tentare di speronare volontariamente una Renault Clio durante una manovra che per poco non si concludeva con l'investimento di un ragazzo che per schivare l'auto si è procurato delle abrasioni. «Abbiamo preso la targa - sottolinea Gallob - denunceremo chi guidava il defender, metteremo tutti in mano ai nostri avvocati».
La tensione a questo punto sale. I «pedrini», che nel frattempo avevano richiamato alcuni compagni dal piazzale dello stadio Euganeo dove stavano montando gli stand della festa di Radio Sherwood, si mettono all'inseguimento dei vigili ma vengono bloccati dalla pattuglia presente davanti agli ex magazzini Dassi. I ragazzi circondano la pattuglia, che nel frattempo viene raggiunta da una macchina dei carabinieri. La rabbia crescente sta per trasformarsi in aperta violenza e un carabiniere estrae la pistola nel tentativo di calmare gli animi. Un particolare questo, confermato sia dai pedrini che dagli agenti della polizia municipale, ma non dall'Arma.
Nel frattempo una trentina di militanti insegue la macchina dell'assessore Saia - tra cui Max Gallob in scooter - fino in via D'Avanzo, dov'è in programma un secondo controllo da parte degli agenti. Ma l'arrivo dell'onorevole è contestuale con quello dei rinforzi, dieci macchine fra Volanti e Gazzelle, Digos e funzionari della questura. Un dispiegamento di forze imponente che contribuisce a placare gli animi. Ma non le polemiche. Roventi e velenose.




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