Citazione:
Originally posted by yurj
Per gli ignoranti, che vivono solo in funzione di un nemico e incapaci di discutere delle questioni reali e complesse del mondo, si sta parlando si questo:
Sono quattro le misure annunciate:
Primo: Limitare le visite governative bilaterali ad alto livello.
E’ necessario ricordare che negli ultimi cinque anni nessun Capo di Stato o
di Governo dell’Unione Europea ha visitato Cuba.
Nemmeno il Re di Spagna, Don Juan Carlos I, che per la sua naturale simpatia
e semplicità si è guadagnato il rispetto del popolo e del governo cubano, è
riuscito a compiere la sua visita ufficiale; il Capo del Governo spagnolo,
José María Aznar –che costituzionalmente deve autorizzare la visita--, è
stato concludente: "Il Re andrà a Cuba quando sarà l’ora".
Da parte loro, soltanto due Ministri degli Esteri dei Quindici hanno
viaggiato a Cuba dal 1998: il signore Louis Michel del Belgio, nel 2001 –il
quale ha fatto un genuino sforzo per sviluppare i rapporti— e la signora
Lydie Polfer, del Lussemburgo, nel 2003.
Nessun altro ha voluto in Europa –e oggi ancora meno— provocare dei
dispiaceri a Washington. Invece, soltanto nel 2002, visitarono Cuba 663
delegazioni di alto livello del resto del mondo, di cui 24 Capi di Stato o
di Governo e 17 Ministri degli Esteri.
Secondo: Ridurre il livello della partecipazione degli Stati Membri in
avvenimenti culturali.
Su questa insolita decisione dell’Europa colta e civile diremo che dovrebbe
almeno far vergognare i suoi autori.
Convertire gli intellettuali e artisti, europei e cubani, e i nostri popoli
che si beneficiano dello scambio culturale, in vittime speciali
dell’aggressione è una misura tanto reazionaria che risulta inconcepibile
nel XXI secolo.
Il primo segnale di questa politica assurda era stato fornito dal governo
spagnolo, che nello scorso aprile ha vietato la partecipazione della
delegazione spagnola al festival "La Huella de España" (L’Impronta della
Spagna; N.d.T.), dedicato proprio a rendere omaggio alla cultura del
suddetto popolo fratello. A ciò si aggiunge il fatto che il Centro Culturale
Spagnolo all’Avana, lungi dal promuovere la cultura spagnola a Cuba,
obiettivo per il quale fu creato, ha mantenuto un programma di attività non
riferite alla sua funzione originale, in aperta sfida alle leggi e alle
istituzioni cubane, e in flagrante trasgressione della lettera dell’accordo
che gli diede origine.
Nei prossimi giorni le autorità cubane adotteranno le misure pertinenti
affinché il centro venga trasformato in un’istituzione che compia in realtà
il nobile proposito di diffondere la Stato o di Governo e 17 Ministri degli
Esteri.
Secondo: Ridurre il livello della partecipazione degli Stati Membri in
avvenimenti culturali.
Su questa insolita decisione dell’Europa colta e civile diremo che dovrebbe
almeno far vergognare i suoi autori.
Convertire gli intellettuali e artisti, europei e cubani, e i nostri popoli
che si beneficiano dello scambio culturale, in vittime speciali
dell’aggressione è una misura tanto reazionaria che risulta inconcepibile
nel XXI secolo.
Il primo segnale di questa politica assurda era stato fornito dal governo
spagnolo, che nello scorso aprile ha vietato la partecipazione della
delegazione spagnola al festival "La Huella de España" (L’Impronta della
Spagna; N.d.T.), dedicato proprio a rendere omaggio alla cultura del
suddetto popolo fratello. A ciò si aggiunge il fatto che il Centro Culturale
Spagnolo all’Avana, lungi dal promuovere la cultura spagnola a Cuba,
obiettivo per il quale fu creato, ha mantenuto un programma di attività non
riferite alla sua funzione originale, in aperta sfida alle leggi e alle
istituzioni cubane, e in flagrante trasgressione della lettera dell’accordo
che gli diede origine.
Nei prossimi giorni le autorità cubane adotteranno le misure pertinenti
affinché il centro venga trasformato in un’istituzione che compia in realtà
il nobile proposito di diffondere la cultura spagnola nel nostro paese.
Terzo: Invitare i dissidenti cubani alle celebrazioni di feste nazionali.
Con questa decisione, che convertirebbe gli ambasciatori europei all’Avana
in impiegati del signor Cason, e che metterebbe le ambasciate dei paesi
membri dell’Unione Europea al servizio del lavoro sovversivo della Sezione
di Interessi nordamericana –il che fino adesso soltanto veniva fatto in modo
aperto dall’Ambasciata spagnola--, l’Unione Europea formalizza l’intenzione
di sfidare il popolo cubano, le sue leggi e istituzioni.
Cuba avverte, in modo sereno ma deciso, alle ambasciate europee e ai
mercenari locali del governo nordamericano che non tollererà provocazioni né
ricatti. I mercenari che tentino di trasformare le ambasciate europee
all’Avana in centri di cospirazione contro la Rivoluzione, devono sapere che
il popolo cubano saprà esigere che si applichino con rigore le nostre leggi.
Le ambasciate europee devono essere coscienti che mancherebbero ai propri
obblighi, stabiliti nella Convenzione di Vienna sui Rapporti Diplomatici, se
si prestano al lavoro sovversivo contro Cuba.
Le misure che Cuba deva adottare per difendere la propria sovranità e le
conseguenze che ne derivino saranno responsabilità esclusiva dell’Unione
Europea, che con assoluta arroganza ha adottato una decisione che offende
profondamente la sensibilità e la dig cultura spagnola nel nostro paese.
Terzo: Invitare i dissidenti cubani alle celebrazioni di feste nazionali.
Con questa decisione, che convertirebbe gli ambasciatori europei all’Avana
in impiegati del signor Cason, e che metterebbe le ambasciate dei paesi
membri dell’Unione Europea al servizio del lavoro sovversivo della Sezione
di Interessi nordamericana –il che fino adesso soltanto veniva fatto in modo
aperto dall’Ambasciata spagnola--, l’Unione Europea formalizza l’intenzione
di sfidare il popolo cubano, le sue leggi e istituzioni.
Cuba avverte, in modo sereno ma deciso, alle ambasciate europee e ai
mercenari locali del governo nordamericano che non tollererà provocazioni né
ricatti. I mercenari che tentino di trasformare le ambasciate europee
all’Avana in centri di cospirazione contro la Rivoluzione, devono sapere che
il popolo cubano saprà esigere che si applichino con rigore le nostre leggi.
Le ambasciate europee devono essere coscienti che mancherebbero ai propri
obblighi, stabiliti nella Convenzione di Vienna sui Rapporti Diplomatici, se
si prestano al lavoro sovversivo contro Cuba.
Le misure che Cuba deva adottare per difendere la propria sovranità e le
conseguenze che ne derivino saranno responsabilità esclusiva dell’Unione
Europea, che con assoluta arroganza ha adottato una decisione che offende
profondamente la sensibilità e la dignità del popolo cubano.
Quarto: Riesaminare la Posizione Comune dell’Unione Europea su Cuba.
Con quest’ultima formulazione, il signore Aznar e il governo spagnolo
annunciano sin da adesso che intendono inasprire il testo della cosiddetta
Posizione Comune su Cuba che, --vale la pena di ricordarlo— la Spagna impose
al resto dell’Unione Europea nel 1996.
Il 13 novembre di quell’anno il giornale spagnolo El País, sotto il titolo:
"La Spagna propone all’Unione Europea di interrompere il credito e la
cooperazione con l’Avana", annunciava che:
"Il governo spagnolo proporrà domani a Bruxelles ai suoi soci dell’Unione
Europea una strategia di persecuzione economica del regime di Fidel Castro
(...) Il pacchetto che propone Aznar è strettamente in linea con l’attuale
politica nordamericana. L’iniziativa che pretende portare avanti l’Esecutivo
di Aznar suppone chiudere gli accessi alla cooperazione e ai crediti dei
Quindici ed elevare il livello del dialogo con l’opposizione anticastrista.
"(...) Le misure carezzate da Aznar (...) presuppongono una rottura completa
della politica spagnola con Cuba..."
Tra le misure annunciate dal giornale quel giorno c’era, oltre al tentativo
di Aznar di sospendere la cooperazione dei quindici paesi europei con Cuba,
alla revoca degli accordi imprenditoriali e alla chiusura deinità del popolo
cubano.
Quarto: Riesaminare la Posizione Comune dell’Unione Europea su Cuba.
Con quest’ultima formulazione, il signore Aznar e il governo spagnolo
annunciano sin da adesso che intendono inasprire il testo della cosiddetta
Posizione Comune su Cuba che, --vale la pena di ricordarlo— la Spagna impose
al resto dell’Unione Europea nel 1996.
Il 13 novembre di quell’anno il giornale spagnolo El País, sotto il titolo:
"La Spagna propone all’Unione Europea di interrompere il credito e la
cooperazione con l’Avana", annunciava che:
"Il governo spagnolo proporrà domani a Bruxelles ai suoi soci dell’Unione
Europea una strategia di persecuzione economica del regime di Fidel Castro
(...) Il pacchetto che propone Aznar è strettamente in linea con l’attuale
politica nordamericana. L’iniziativa che pretende portare avanti l’Esecutivo
di Aznar suppone chiudere gli accessi alla cooperazione e ai crediti dei
Quindici ed elevare il livello del dialogo con l’opposizione anticastrista.
"(...) Le misure carezzate da Aznar (...) presuppongono una rottura completa
della politica spagnola con Cuba..."
Tra le misure annunciate dal giornale quel giorno c’era, oltre al tentativo
di Aznar di sospendere la cooperazione dei quindici paesi europei con Cuba,
alla revoca degli accordi imprenditoriali e alla chiusura dei crediti
scarsi, costosi e a breve termine che Cuba riceveva in quel critico momento
del periodo speciale, il seguente proposito:
"Dialogo con l’opposizione. Ognuno dei quindici ambasciatori europei
all’Avana designerebbe un diplomatico specializzato nello stabilimento di un
dialogo ad alto livello con i gruppi d’opposizione a Castro. I governi
europei inviterebbero questi gruppi a un contatto permanente ad alto
livello.
"Questo pacchetto si formalizzerebbe mediante una "posizione comune"
dell’Unione Europea e si ispira direttamente alla strategia nordamericana di
persecuzione proclamata dall’Ambasciatore itinerante statunitense, Stuart
Eizenstadt."
Secondo il giornale El País, e la realtà lo ha confermato dopo: "Questo
diplomatico statunitense ha insistito presso le cancellerie europee sulla
necessità che l’Unione Europea abbandoni la sua attuale strategia..." nei
confronti di Cuba.
"Ha anche promesso all’ambasciatore itinerante che se i quindici paesi
comunitari aderiscono all’approccio nordamericano, Washington "conferirà" ai
suoi soci successivi delle proroghe semestrali nell’applicazione della Legge
Helms Burton, che inasprisce l’embargo a Cuba e punisce gli investimenti
europei nell’isola."
"Spagna, che è stato il pilastro dell’approccio autonomo, diventerebbe così,
se l’iniziativa fosse accolt crediti scarsi, costosi e a breve termine che
Cuba riceveva in quel critico momento del periodo speciale, il seguente
proposito:
"Dialogo con l’opposizione. Ognuno dei quindici ambasciatori europei
all’Avana designerebbe un diplomatico specializzato nello stabilimento di un
dialogo ad alto livello con i gruppi d’opposizione a Castro. I governi
europei inviterebbero questi gruppi a un contatto permanente ad alto
livello.
"Questo pacchetto si formalizzerebbe mediante una "posizione comune"
dell’Unione Europea e si ispira direttamente alla strategia nordamericana di
persecuzione proclamata dall’Ambasciatore itinerante statunitense, Stuart
Eizenstadt."
Secondo il giornale El País, e la realtà lo ha confermato dopo: "Questo
diplomatico statunitense ha insistito presso le cancellerie europee sulla
necessità che l’Unione Europea abbandoni la sua attuale strategia..." nei
confronti di Cuba.
"Ha anche promesso all’ambasciatore itinerante che se i quindici paesi
comunitari aderiscono all’approccio nordamericano, Washington "conferirà" ai
suoi soci successivi delle proroghe semestrali nell’applicazione della Legge
Helms Burton, che inasprisce l’embargo a Cuba e punisce gli investimenti
europei nell’isola."
"Spagna, che è stato il pilastro dell’approccio autonomo, diventerebbe così,
se l’iniziativa fosse accolta, la punta di lancia del movimento inverso"
–concludeva il giornale El País .
E così l’iniziativa del signore Aznar è stata accolta. Da essa è nata la
Posizione Comune e, più tardi, la vergognosa Intesa dell’Unione Europea con
gli Stati Uniti sulla Legge Helms Burton, in cui i governi europei hanno
accettato di sottomettersi alle condizioni imposte dagli Stati Uniti, a
cambio della promessa nordamericana di non castigare le imprese europee. Da
essa nasce anche questa nuova campagna dei governi europei contro Cuba.
-----------------------------------------------