Referendum e amministrative sono alle spalle.
Eventi che non sono passati invano, perchè da entrambi si osserva uno spostamento dell' asse dell' opposizione, verso sinistra.
Oggi ritorna all' ordine del giorno la questione delle alleanze fra le forze che si oppongono a Berlusconi.
Ma ritorna in forme e prospettive diverse da quelle del 2001.
Perchè sono cambiati i rapporti di forza a sinistra ed è cambiata l' aspettativa degli elettori.
L' unità delle sinistre è la parola che si sente invocare maggiormente.
Anche per questo ai centristi dell' Ulivo sarà difficile, oggi, fare ciò che fecero nel 2001: rifiutare cioè una alleanza programmatica con il PRC e ignorare la spinta dei movimenti.
Non possono più permettersi nè l' uno nè l' altro.
Dovranno, al contrario di allora, lavorare per un accordo organico con la sinistra comunista. Un Ulivo allargato. E dovranno inventarsi qualcosa (magari le primarie) per dare l' illusione ai "movimentisti" di contare qualcosa. Tanto il risultato sarà sempre lo stesso: Prodi o ualche altro della nomenklatura.
Ci riflettevo e mi chiedevo se mi interessa davvero.
La risposta è NO.
Non mi interessa affatto rieditare una coalizione di Governo come quella Prodi.
E' tornare indietro, a esperienze fallimentari di Governo che hanno spalancato un' autostrada di fronte alla destra.
Non mi interessa un Ulivo allargato al PRC, neanche se in esso fossero ben rappresentati CGIL e Movimento.
Quello che a me interessa è una sinistra unita sui contenuti, che non debba scendere a compromessi su guerre e politica estera, lavoro, diritti e quant'altro.
Che non debba preoccuparsi di tacere nell' alleanza per non disturbare i rapresentanti delle gerarchie ecclesiastiche sull' aborto e sulla scuola, del padronato su licenziamenti e sulla riduzione dell' orario.
Su lotte specifiche (la Giustizia, ad esempio, le Istituzioni ecc) ci si può trovare persino un Mastella o un Rutelli accanto. Ed è giusto esserci.
Ma una alleanza politica è un' altra cosa.
Il solo "sconfiggere la destra" è oggi ancora meno giustificato di ieri: quali sono i confini della destra da battere? E che significa "battere la destra"?
Far riformare il mercato del lavoro da un Prodi piuttosto che da un Berlusconi?
Quali sono, soprattutto, le potenzialità della sinistra?
Con il 90% di partiti contrari, nonostante l' oscuramento dei media, 10 milioni e mezzo di italiani hanno votato SI su parole d' ordine classicamente di sinistra, nella prima battaglia non difensiva sui diritti dei lavoratori combattuta da decenni!
Facciamo finta di niente?
E' la base popolare del centrosinistra che rinnega i suoi dirigenti e le politiche consociative dell' Ulivo! Il dialogo deve essere rivolto prima di tutto verso loro.
Questa è la potenzialità e da qui si devono dedurre le scelte politiche.
Facciamo crescere il consenso intorno a una mezza dozzina di punti qualificanti, sui contenuti che rispondano agli interessi di quella base popolare, proponendoli ai Partiti che (come i Diesse, i Verdi e il PdCI) sono costretti dai loro stessi elettori a prestare attenzione.
E coinvolgiamo il Movimento e la CGIL nella costruzione di un progetto politico di vera alternativa.
Questa è l' unità della sinistra, che mi interessa e per cui mi posso impegnare.
Senza più compromessi.




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