Tratti dall Opinione.
Un flop la piazzaanti Moratti
di Ferruccio Formentini
Sabato manifestazione romana contro la legge Moratti. Un mezzo flop anche se non è politicamente corretto dirlo. Gli adulti e vaccinati hanno diritto, anzi fanno benissimo, ad esternare il proprio dissenso nei confronti di leggi, provvedimenti e perfino comportamenti. Sorprende quando, proprio i cattocomunismi, e non è la prima volta, portano in piazza i più piccini. “La Repubblica” in proposito titolava: “E’ una festa il corteo dei bimbi. Moratti ti abbiamo bocciata”. Giocare a scimmiottare mamma e papà per poi finire in televisione, è la più grande festa per qualsiasi bambino. Ma quando la manifestazione è politica bisogna chiedersi se è tollerabile servirsi di “bimbi” poco consapevoli se non del tutto all’oscuro del vero obiettivo della “festa” a cui stanno partecipando. Va da sé che gli scolari delle elementari e medie neppure capivano il senso di “Moratti, Moratti non siamo quattro gatti, ma siamo milioni contro Berlusconi” che pur gridavano felici. Due nomi che solo per i più grandicelli vogliono dire Inter e Milan. Ma il massimo era quel dodicenne che portava appeso al collo un cartello con scritto: “Più scuola meno tv, scelgo io e non tu”. Beh, secchioni e lecchini non sono mai mancati ma quel ragazzino esagerava.
Manifestazioni palestinesi
La sinistra da opposizione di repertorio ha aperto un nuovo capitolo nel grande libro sullo sfruttamento intensivo dell’infanzia. Sabato scorso chi ha avuto la ventura di assistere, in diretta o in differita tv, alla “grande manifestazione contro la legge Moratti” (erano al massimo 20 mila, piazza del Popolo era presidiata ma vuota) si è reso conto che oramai i Cobas della scuola hanno assimilato in pieno i metodi di lotta palestinesi. Bambini di cinque, sei anni che urlano slogan in prima fila e dietro avanzano minacciosi gli striscioni di guerra branditi dai padri. Tanto a scuola già li indottrinano alla stessa maniera. Manca solo che si facciano esplodere di fronte a Palazzo Chigi, ma è solo questione di tempo. Articolo non firmato quindi presumo del direttore Diaconale.
E' tipico dei cattocomunisti, quando era un educatore degli scout (quasi 10 anni fa) o litigato parecchio sull'argomento, c'era (e mi risulta ci sia ancora) la tendenza a fare prendere parte a manifestazioni politiche anche bambini di 8 anni.
Cordiali Saluti




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