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    BENESSERE&OZIOXTUTTI
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    Red face Il fallimento dei primi piani quinquennali dimostra l'inferiorità del collettivismo

    Con la speranza di ritrovare un altro documento che possedevo più completo, per ora, cari filo-ameri-cani, accontentatevi di questo....






    Questi furono i risultati del primo piano quinquennale:

    1927 situazione// previsti dal piano// 1932 ottenuti
    Reddito nazionale(cent. di milioni in rubli)... 22,4//49,7//45,5
    Produz. Industriale ( id.)... 18,3//43,2//43,3
    Beni produttivi ( in miliardi di rubli)... 6,0//18,1//23,1
    Beni di consumo (id.)... 12,3//25,1//20,2
    Produzione agricola (id.)... 13,1//25,8//16,6
    Elettricità (x 100 mil di Kwh)... 5,5//22,0//13,4
    Carbone antracite... 35,4//7,5//64,3
    Petrolio (milioni di t)... 11,7//22,0//21,4
    Minerale ferro (id)... 5,7//19//12,1
    Ghisa (id)... 3,3//10//6,2
    Acciaio (id)... 4,0//10,4//5,9
    Alluminio (id)... 10,0//20.0//12,3
    Macchinari (in milioni di rubli)... 1822//4688//7362
    Superfosfati (milioni di t.)... 0,15//3,4//0,61
    Tessuti lana (id.)... 97// 270//93,3
    Forza lavoro occupata (milioni)... 11,3//15,8//22,8

    Dati da Storia economica dell'Unione sovietica, di A. Nove, Utet, Torino, 1970. p. 222


    Impressionante fu poi il salto della produzione dell'acciaio con il secondo e terzo piano quinquennale. Passò dai 5,9 milioni di t. del 1932, ai 45 milioni del 1939, ai 105 del 1970, ai 150 del 1979. Rispettivamente del 5, 17, 24, e del 25 % della produzione mondiale.
    L'alluminio dalle 10.000 t. del 1923, a 50.000 del 1938, a 410.000 nel 1955, ai 2.200.000 del 1978.
    Le rete ferroviaria alla fine della Grande Guerra era di 40.000 chilometri, nel 1950, 116.000.

    Istruzione. Nel 1917 il numero di studenti nelle scuole secondarie russe era di 4 studenti ogni 10.000 abitanti (47 in Italia, 121 in USA, 156 in Germania, 12 in Giappone).
    Ma nel 1940 l'URSS ne contava 730 (109 in Italia, 272 in USA, 388 in Germania, 54 il Giappone)
    (la grande differenza é dovuta al fatto che le scuole furono fatte frequentare a moltissimi adulti)
    Il numero passò così da 560.000 studenti nel 1917, a 14.085.000 di studenti nel 1940.

    Nelle scuole elementari (con gli zar, 4 anni di frequenza) il salto fu ancora più notevole. Nel 1917 la Russia contava 7.000.000 di alunni; nel 1940, 21.472.000; nel 1970, 40.310.000.
    Analfabetismo: Russia nel 1917, era del 72%; nel 1950 scese al 2%.
    (alle due stesse date, Italia 43% (14), Germania 1% (0,2); USA 8% (3,0)


    IL SECONDO PIANO QUINQUENNALE

    Se il costo in vite umane che l'Unione Sovietica subi' nell'era del primo piano quinquennale basterebbe a definirlo una tragedia , non si puo' non notare che effettivamente l'antica Russia rurale si stava avviando verso una crescita industriale senza precedenti. Industrie come quella chimica o elettrica nacquero di fatto dal nulla ed in poco tempo in tutta la Russia si contarono piu' di 2000 nuove fabbriche. In soli 4 anni poi erano nati giganteschi e modernissimi complessi industriali in regioni arretrate quali per esempio la zona degli Urali o la Siberia, e nelle zone asiatiche crebbe enormemente l'industria tessile.

    L'industria pesante poi, conobbe uno sviluppo tale da superare pure la quota di produzione assegnatale al momento del lancio del piano.

    L'impiego su scala massiccia del lavoro forzato consenti' poi l'ammodernamento e la costruzione di ferrovie e canali che andarono a migliorare sensibilmente i sistemi di trasporto.

    Se le cifre della crescita economiche fornite dal partito al potere erano sicuramente esagerate e' stato fu pero' stimato da economisti occidentali che il tasso di crescita della Russia di quel periodo andava sicuramente collocato fra il 13 ed il 15%, numeri mai visti in tutta la storia russa.

    Cosi' mentre in Occidente si dovevano fare i conti con la drammatica crisi economica frutto del celebre crollo della borsa di New York nell' ottobre 1929, la Russia parve esserne immune. Il partito seppe nascondere abilmente le condizioni durissime che il popolo subi' negli anni della collettivizzazione, il dramma delle campagne o gli spasmodici ritmi di lavoro.

    Le masse vivevano in realta' appena sopra alla soglia di sussistenza e lo stato inoltre esportava, al fine di trovare capitali necessari ad incrementare la crescita dell'industria, beni che sarebbero stati fondamentali alla popolazione quali riso, zucchero o grano.

    Inoltre ben poco si seppe in Occidente della carestia del 1932, che venne accuratamente celata. Ad alimentare il nascente mito dell'Unione Sovietica come il mondo nuovo, l'unico paese che aveva saputo evitare la crisi del 1929 furono poi anche casi come quello dell'importante politico radicale francese e gia' primo ministro Herriot. Al ritorno da un suo viaggio in Urss si dichiaro' favorevolmente stupito ed ammirato dal sistema staliniano, tanto che defini' l'Urss e specialmente l'Ucraina "un giardino in pieno rigoglio". Ma famosa fu anche la frase di uno dei piu' noti giornalisti americani, Lincoln Steffen, che parlando dell'Urss disse "lì ho visto il futuro..e come funziona!" E davvero tanti furono i casi analoghi a questi. I dirigenti sovietici facevano vedere solo cio' che volevano si vedesse; deportazioni, gulag o anche solo le file davanti ai forni per avere il pane, erano accuratamente celate.

    E tuttavia in quegli anni l'antica profezia di KARL MARX sulla inevitabile fine del capitalismo parve stare per realizzarsi. Gli USA, la Germania della fragile repubblica di Weimar, l'Inghilterra e con un po' di ritardo la Francia vissero una crisi economica senza precedenti e senza che si intravedessero soluzioni, con disoccupazione ed inflazione a livelli spaventosi. Il mondo del liberalismo pareva andare verso un misero crepuscolo (ed in Germania nel Gennaio 1933 Hitler ando' al potere).

    L'Urss apparve davvero come l'alternativa , il mondo nuovo, dato che anziche' arretrare stava vivendo uno sviluppo impressionante.

    Ma non va dimenticato inoltre il contributo spesso fondamentale che proprio l'Occidente dette all'Urss durante il periodo del primo piano quinquennale. L'uso di manodopera e finanziamenti interni probabilmente non sarebbe bastato all'Urss per portare a termine il piano.

    Cosi' famoso fu l'accordo che FORD stipulo' con l'Urss col qule si impegno' a costruire una grande fabbrica di automobili a Novgorod. Ma gia' nel 1928 dirigenti sovietici avevano concluso una convenzione con ingegneri di Detroit , perche' i preparati tecnici americani elaborassero progetti di sviluppo industriale per l'Urss che vennero valutati oltre 2 milioni di dollari. Numerosissime furono le fabbriche russe progettate da tecnici statunitensi, basti pensare ad una delle piu' famose, quella di trattori a Stalingrado. Ma molteplici furono pure i macchinari occidentali acquistati dall'Urss per ammodernare le fabbriche.

    La propaganda sovietica poteva ben scagliarsi contro il "corrotto mondo occidentale", ma la collaborazione di questi fu fondamentale durante il primo piano quinquennale. E d'altronde fu lo stesso dirigente sovietico addetto all'industria pesante, Ordzonikdze a dirlo, non nascondendo una vena sarcastica verso l'occidente :"le nostre fabbriche e miniere", disse, "dispongono di attrezzature perfette e modernissime, superiori a qualunque paese. Come le abbiamo ottenute? Ma e' semplice: comprandole. Da americani, inglesi, francesi, e' anche grazie a loro che oggi possiamo dire di avere un apparato industriale che non teme confronti".
    [...]
    Intanto nel 1933 in Urss si pote' lanciare il secondo piano quinquennale secondo ritmi di sviluppo piu' equilibrati. L'industria fini' col crescere del 114% rispetto al livello pur ragguardevole raggiunto alla fine del primo piano. L'Urss poi era ormai diventata il terzo produttore mondiale di energia elettrica ed in numerosi settori reggeva ormai il passo con gli Stati Uniti, usciti dalla crisi del 1929 grazie al New Deal di Roosvelt. Ma fu ancora una volta l'industria pesante a conoscere l'incremento piu' gigantesco; la Russia uscita umiliata dalla prima guerra mondiale si stava accingendo a diventare una superpotenza militare.

    E non vanno dimentica opere quali la metropolitana di Mosca, vero e proprio vanto del regime, che fini' col suscitare ammirazione convinta in Occidente e capace di superare in fama la pure rinomata ed ammirata metropolitana di Londra.

    Cosi' alla fine del secondo piano quinquennale, la Russia poteva indiscutibilmente dirsi superpotenza economica, ormai solo gli Stati Uniti la sopravanzavano del tutto.

    I piani quinquennali di Stalin erano stati visti al loro lancio come utopici ed inattuabili; essi comportarono una terribile militarizzazione della societa', purghe nei confronti dei comunisti scettici, uno sfruttamento abnorme del lavoro di centinaia di migliaia di deportati e lo sterminio di interi villaggi contadini, e cio' non deve mai essere dimenticato.

    Tuttavia si deve ammettere che ci fu anche chi vide migliorarsi la vita e che Stalin, oltre ad aver raggiunto l'obbiettivo di industrializzare l'Urss, si costrui' pure un consenso fra il popolo. (vedremo piu' avanti come nacque il culto di Stalin).

    In vasti settori dell'opinione pubblica occidentale poi, ignari, a volte volutamente, delle sofferenze che il popolo russo aveva subito e continuava a subire, crebbe l'ammirazione per l'Urss. Sembrava incredibile e stupefacente che un paese a nettissima prevalenza agricola e con un industria scarsissima, in soli 10 anni fosse divenuto la seconda potenza mondiale.

    Il terzo piano quinquennale, si disse, avrebbe dovuto definitivamente edificare il "socialismo", ma venne interrotto dalla guerra.

    L'Urss stava per entrare nella seconda guerra mondiale, e stavolta ne sarebbe uscita , ad un prezzo durissimo, vincitrice.





    da www.cronologia.it
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  2. #2
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    E tutto questo tenendo conto di immani sprechi e corruzione imperante.
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  3. #3
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    STALIN IN SEZIONE, BERTINOTTI SI INFURIA.
    "Sono proprio queste le cose che mi fanno imbestialire». E' una furia Fausto Bertinotti verso i compagni di Udine. La colpa? Aver visto l' immagine di Stalin appesa alle pareti della sezione di Rifondazione. «Ma è uno dei nostri padri storici», si giustifica un militante. «Non dobbiamo nulla a lui - lo rimprovera il leader del Prc in città per la campagna elettorale per le Regionali -. Bisognerebbe chiederlo a Bucharin o a Trotzky, oppure alle migliaia di compagni morti nei gulag. Altro che nostro padre»

    CORRIERE DELLA SERA.

  4. #4
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    "Voglio rifugiarmi sotto il patto di Varsavia
    voglio un piano quinquennale e la stabilità."


  5. #5
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    In Origine Postato da ScimmioneNudo
    "Voglio rifugiarmi sotto il patto di Varsavia
    voglio un piano quinquennale e la stabilità."


    ......Non solo hanno cambiato nome, ma non la suonano piu' da anni.

  6. #6
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    Predefinito Re: Il fallimento dei primi piani quinquennali dimostra l'inferiorità del collettivismo

    [QUOTE]In Origine Postato da soviet999
    [B]Con la speranza di ritrovare un altro documento che possedevo più completo, per ora, cari filo-ameri-cani, accontentatevi di questo....








    Sono solo dati
    che non vogliono dire assolutamente nulla in quanto sono estrapolati dalla situazione generale sovietica e dalla situazione internazionale



    L'Urss stava per entrare nella seconda guerra mondiale, e stavolta ne sarebbe uscita , ad un prezzo durissimo, vincitrice.


    Si vincitrice per merito dei dollari e dei carri armati usa



    L'industria pesante poi, conobbe uno sviluppo tale da superare pure la quota di produzione assegnatale al momento del lancio del piano.


    I fucili c'erano in abbondanza, magari mancava il pane



    non si puo' non notare che effettivamente l'antica Russia rurale si stava avviando verso una crescita industriale senza precedenti. Industrie come quella chimica o elettrica nacquero di fatto dal nulla ed in poco tempo in tutta la Russia si contarono piu' di 2000 nuove fabbriche. In soli 4 anni poi erano nati giganteschi e modernissimi complessi industriali in regioni arretrate quali per esempio la zona degli Urali o la Siberia, e nelle zone asiatiche crebbe enormemente l'industria tessile.

    Si ma i guadagni non arrivarono mai alla gente comune, mentre i soviet erano ricchi



    L'impiego su scala massiccia del lavoro forzato consenti' poi l'ammodernamento e la costruzione di ferrovie e canali che andarono a migliorare sensibilmente i sistemi di trasporto.


    Peccato che anche da noi non ci sono i lavori forzati per ammodernare le imprese





  7. #7
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    In Origine Postato da Pitone
    STALIN IN SEZIONE, BERTINOTTI SI INFURIA.
    "Sono proprio queste le cose che mi fanno imbestialire». E' una furia Fausto Bertinotti verso i compagni di Udine. La colpa? Aver visto l' immagine di Stalin appesa alle pareti della sezione di Rifondazione. «Ma è uno dei nostri padri storici», si giustifica un militante. «Non dobbiamo nulla a lui - lo rimprovera il leader del Prc in città per la campagna elettorale per le Regionali -. Bisognerebbe chiederlo a Bucharin o a Trotzky, oppure alle migliaia di compagni morti nei gulag. Altro che nostro padre»

    CORRIERE DELLA SERA.

    Grande bertinotti
    ultimamente anche lui sta salendo (come aveva fatto AN a destra) sul carro del revisionismo

  8. #8
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    In Origine Postato da Pitone
    ......Non solo hanno cambiato nome, ma non la suonano piu' da anni.
    Se e' per quello non ci sono nemmeno piu'.



    Ma grazie lo stesso per quello che ci hanno dato. Anche per questa:

    "I soviet piu' l'elettricità
    Non fanno il comunismo
    Anche se e' un dato di fatto
    Che a Stalingrado non passano."

    E poi c'era quella bellissima che faceva piu' o meno cosi'...

    "Il fuoco di un cuore che incendia la mente
    Può fondere il gelo del marmo bollente
    Onoro il braccio che muove il telaio
    Onoro la forza che muove l'acciaio
    Esiste lo so!"

  9. #9
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    In Origine Postato da S.P.Q.R.
    Grande bertinotti
    ultimamente anche lui sta salendo (come aveva fatto AN a destra) sul carro del revisionismo
    Piano con le definizioni.
    Il revisionismo non e' questo. Non mi pare che i libri di storia avessero mai taciuto i crimini di Stalin, almeno da quarantanni a questa parte...

  10. #10
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    In Origine Postato da ScimmioneNudo
    Piano con le definizioni.
    Il revisionismo non e' questo. Non mi pare che i libri di storia avessero mai taciuto i crimini di Stalin, almeno da quarantanni a questa parte...
    Non del tutto(sicuramente anche per colpa delle notizie che non arrivavano)

    Comunque non è la prima volta che sento bertinotti (ULTIMAMENTE) a rinnegare certe cose e a prendere posizioni diverse dai soliti comunisti beceri che continuano sulla stessa strada, se cambiare idea è segno di inteligenza
    complimenti

 

 
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