La Russa, Fini, l'aborto e i "cattolici" in Alleanza Nazionale
Fabio de Fina
27/11/2005
L'orrore dell'aborto: un feto di 11 settimane, un piccolissimo essere umano,
una vita atrocemente stroncata.
".fermo e determinato no a qualsiasi modifica della legge 194
sull'interruzione della gravidanza. Così Ignazio La Russa, capogruppo di
Alleanza Nazionale, sintetizza ai microfoni di Radio Radicale la sua
posizione sull'aborto. Non è assolutamente nostra intenzione modificare la
legge 194 - spiega La Russa - ma sono consenziente con l'idea del ministro
Storace. Di sicuro vogliamo che la legge 194 sia applicata".
Quella dell'onorevole La Russa potrebbe sembrare una posizione personale,
pur di un importante dirigente di Alleanza Nazionale, ma non è così: il
19/11/2005 l'Adnkronos ha riportato la dichiarazione del ministro degli
Esteri e presidente di Alleanza Nazionale Fini riguardo alla legge 194
sull'interruzione volontaria della gravidanza.
Fini si dice convinto che non sia il caso di intervenire.
"E' una legge che c'è e penso, anch'io come Casini, che non sia il caso di
intervenire in una materia così delicata".
Quello che pensano gli onorevoli La Russa e Fini ci ripugna e lo scriviamo,
non dovendo andare a rapporto da loro ad elemosinare consigli di
amministrazione, collegi elettorali, consulenze, posti di lavoro,
raccomandazioni, incarichi politici, favori, od altro.
Se non sono ancora sazi degli oltre 6.000.000 di esseri umani, nostri
connazionali, uccisi con l'aborto in oltre venti anni (da quando la legge è
in vigore) è un loro problema morale, oltre che di quelli che li hanno
votati, intendono rivotarli, che voteranno Alleanza Nazionale, un partito al
potere, che dispone di ministri e sottosegretari, che potrebbe quindi
provare almeno ad ostacolare l'olocausto dell'aborto (vedi su internet, alla
voce aborto, immagini).
Può essere però che La Russa e Fini abbiano una formazione "laica", che non
siano quindi sensibili a questi temi; ma in Alleanza Nazionale ci sono i
"cattolici", per esempio a Milano c'è il consigliere regionale Piergianni
Prosperini, "difensore della cristianità" (così è scritto sui suoi depliant
elettorali, che lo ritraggono vestito con armatura medioevale) e tanti
altri; come reagiranno costoro?
Come reagirà la "classe dirigente" della "Consulta Etico Religiosa di
Alleanza Nazionale"?
Se si legge il preambolo "Cos'è la Consulta" sembra lo abbia redatto un De
Mita dei tempi migliori [.] "intende [la Consulta] affrontare le complesse
problematiche che intercorrono tra etica e politica" [.] "l'attenzione,
prima che ai problemi pratici e normativi, viene posta a quella fonte
legittima del comportamento che è il diritto naturale iscritto nell'animo di
ogni uomo.".
E' probabile che da parte di questa "classe dirigente" non ci sarà nessuna
"alzata di scudi" (forse è per questo che sono stati scelti) dimissioni, o
proteste; il rischio sarebbe la perdita di posizioni di potere, di
retribuzioni ottenute non facendo quasi niente, di visibilità, forse il
doversi cercare un lavoro, o tornare ad un lavoro oscuro, o malpagato.
Tra i membri del direttivo della "Consulta" c'è Alfredo Mantovano, nuova
"stella" di Alleanza Nazionale, sottosegretario al ministero degli Interni,
già di Alleanza Cattolica (o lo è ancora?) un movimento che alla fine degli
anni '60, inizio anni '70 insegnava ai militanti le canzoni della "Guardia
di ferro" di Codreanu, pubblicava, per le edizioni Cristianità "Il problema
dell'ora presente", di monsignor Henry Delassus, [che in 1.366 pagine, tra
l'altro, scriveva "l'assalto dato alla santa Chiesa, assalto sì ben condotto
dagli ebrei, che sembra debba necessariamente soccombere."; oppure, in nota
alla frase precedente, "Cornelio a Lapide riporta le testimonianze di
sant'Ireneo, di sant'Ambrogio, di sant'Agostino, di san Gregorio, di
sant'Anselmo (lungo elenco di santi) i quali tutti hanno fatto derivare
l'Anticristo da una famiglia ebrea"; oppure "il giudaismo, l'apostasia, i
vizi e le passioni, sotto la direzione suprema di Lucifero, muovono insieme
all'assalto della Gerusalemme celeste" e si potrebbe proseguire a lungo], i
cui dirigenti ricevevano ai "ritiri spirituali", quasi sdraiandosi per terra
nell'atto di baciargli l'anello episcopale, monsignor Marcel Lefebvre, certo
prima che fosse cacciato dalla Chiesa, ma che aveva già espresso tutto
l'essenziale del suo pensiero e della sua opera (l'ordinazione di vescovi è
una questione a parte, ma è un argomento troppo vasto ed importante per
essere trattato in un inciso).
Mantovano è un uomo che conosce la dottrina; come concilierà le sentenze del
suo "capo" Fini con la sua coscienza?
Anche perché i cattolici sanno che "dal momento del concepimento c'è una
nuova vita, distinta cromosomicamente da quella del padre e della madre,
come ha ampliamente dimostrato la scienza e come è sempre stato noto, dai
primordi dell'umanità, grazie all'uso della retta ragione; se l'embrione,
frutto del concepimento, è ucciso, non nasce una nuova vita, se lo si lascia
sviluppare nasce una nuova vita", [anche la vita degli onorevoli La Russa e
Fini] come abbiamo scritto, su questo giornale, il 10/6/2005 a proposito del
referendum sulla legge 40/2004; tutto il resto, compresi "i casi pietosi"
[la violenza carnale, l'incesto, la gravidanza dell'adolescente, la nascita
dell' "infelice mongoloide", etc.] sono sofismi elaborati ad arte; niente
giustifica l'omicidio di un innocente indifeso.
Fabio de Fina




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