Burlesconi, che aveva promesso di astenersi dalla campagna elettorale per le amministrative, ovviamente non mantiene la promessa: eccolo qua, trottolino, a Pescara, a sostenere la candidatura di Masci, con le seguenti motivazioni:
- dovrebbe portare la riga nei capelli
- a Pescara il mare è azzurro, per cui è logico che lì si voti Forza Italia
- se a Pescara il polo vince, arriveranno tanti soldi del governo (un classico della propaganda berluschina: Polo conviene!!)
- vincerà sicuramente il Polo, e si esibisce nel famoso numero delle corna. Che simpatico furfante.
I sondaggi però non li dice mica. Staremo a vedere. Tra un mese e mezzo tiriamo fuori questo thread, d'acordooooo?
Venerdì 11 Aprile 2003
Il premier spiega la scelta del Polo: continuità con Carlo Pace
«Vince lui», corna facendo
Rivelazione sullo scontro con An: «Sospiri voleva candidarsi»
di PAOLO VERCESI
«Con Masci per vincere a Pescara, spero al primo turno... Con Masci per continuare quel gran lavoro di rilancio della città avviato da Carlo Pace, che è qui in prima fila, mio grande amico e collaboratore della Presidenza del Consiglio...».
Avanti tutta con Masci nel segno della continuità «perché questa di Pescara è una delle Amministrazioni comunali che hanno prodotto di più, ne ricordo poche allo stesso livello». E’ forte la voce del presidente Silvio Berlusconi, le cui parole chiamano l’applauso scrosciante e scaldano la platea azzurra inzeppata nell’auditorium del museo Vittoria Colonna. Davanti ai giornalisti, agli esponenti di partito e delle amministrazioni abruzzesi. E davanti al governatore Giovanni Pace seduto in prima fila. Fuori a spingere, cinquecento persone andate per vederlo da vicino anche un solo attimo. E c’erano anche gli operai della Merker con uno striscione (Geremia Mancini dell’Ugl ha consegnato al premier un dossier sul caso).
A Sabatino Aracu, coordinatore regionale di Forza Italia, meglio di così non poteva andare. Silvio Berlusconi ha lanciato il candidato sindaco Carlo Masci ed ha rivolto parole di apprezzamento al sindaco uscente, riassumendo i successi della sua Amministrazione. Per i ritrovati alleati del Polo è stato l’ennesimo calice amaro da mandare giù.
Il cavaliere è entrato in sala alle 17,05 accolto da un applauso vigoroso. Subito ha dirottato l’attenzione su Masci, come a dire: «non sono io il protagonista del giorno». Berlusconi ha aggiustato la giacca a Masci, l’ha “spazzolato" facendolo accomodare. Lo definirà “il predestinato".
«Vedo che s’è tagliato i capelli per andare nella Legione straniera, lo vedrei meglio con la riga...» ha detto Berlusconi indicando il poster del candidato sindaco. Riflettori e telecamere erano già tutti su Masci, il cavaliere fa le corna e scattano i flash: e quando mai se lo sarebbe sognato, il candidato sindaco di Forza Italia, di ritrovarsi davanti alla stampa nazionale che aspettava dal premier le prime dichiarazioni a guerra finita in Iraq. Berlusconi ha aggiunto due cose, ma di quelle che lasciano il segno: «Ma quant’è bella Pescara, affacciata sul mare, che sarà di Forza Italia anche lui: è azzurro». Aggiungendo poi: «Questo lungomare è meraviglioso, dovete liberarlo dalle automobili». E giù l’applauso. Masci ha quindi preso la parola e c’è stata la notizia: ha ritrovato l’eloquio che sembrava smarrito. Parla e convince, il candidato sindaco del Polo che davanti a Scajola aveva balbettato slogan. Racconta la città che sarà sotto la sua guida e con i milioni (di euro) dei Prusst, Equal, Urban e Giochi del Mediterraneo. In molti si chiedevano dove fosse finito Nino Sospiri, leader di An, grande assente (lui e tutto il partito). «Aveva l’aspirazione a diventare primo cittadino, ci credeva - ha rivelato Berlusconi, ringraziando comunque Sospiri per l’impegno a ritrovare l’unità - ma, sondaggi alla mano, la coalizione aveva già preso il sentiero verso Masci». Detto questo, Berlusconi non è stato troppo generoso con la compagine: ai saluti, addirittura ha dimenticato di citare l’Udc, il cui leader Giampiero Catone era lì in seconda fila. Tra una domanda su Masci e un’altra sulla guerra, il premier ha definito «una tarantella» il passo in avanti di D’Alema per un’Italia pronta a ricucire i rapporti in Europa. Ma di tarantelle, se ne sono viste anche qui e di migliori. Non un passo in avanti, ma ben tre indietro: di Catone, Nenna D’Antonio e Sospiri, costretti a ricompattarsi su Masci «che non ha e non avrà rivali» ha concluso applauditissimo Berlusconi. I sondaggi, però, restano gelosamente custoditi nel cassetto.




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a me non sembra un distacco enorme, c'è stato sì un sorpasso, ma di poco, tutto questo "clamoroso e micidiale" ce lo vedi solo tu. forse hai bevuto troppo.
