Ai referendum soltanto il 23,4% degli elettori.
C'è evidentemente qualcosa che non funziona da parte di chi vorrebbe imporre delle svolte. L'antagonismo di ogni colore è diventato neo-pannellismo.
Cioè servilismo atto a facilitare l'operato delle oligarchie.
Ciò premesso vorrei rispondere a soviet9999 ora che non c'è rischio di fraintendimento.
In un precedente dibattito allegai un articolo di Rinascita da cui estrapolo l'elemento cardinale
Quindi concludo a margine.
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Innanzitutto sappiamo che il referendum non raggiungerà il quorum a meno di un vero e proprio miracolo e quindi la vittoria del SI avrà un valore politico ma non diventerà in alcun modo giuridicamente vincolante.
Poi, se anche per miracolo andasse alle urne oltre il 50% degli aventi diritto al voto, sappiamo benissimo che il risultato sarebbe tranquillamente ignorato dal potere, così come è accaduto per il rigettato finanziamento pubblico dei partiti e per l’abolito ministero dell’agricoltura. Che si è pensato bene di ribattezzare in “politiche agricole” quantomeno utilizzando l’italiano, il che è già un lusso, visto che siamo probabilmente l’unico Paese che vanti un ministero denominato in lingua straniera: proprio quel ministero del welfare che è direttamente interessato agli esiti del plebiscito.
In altre parole, se la proposta referendaria è sicuramente demagogica e praticamente demenziale, poco importa perché non passerà.
Molto conta invece battere in ogni caso politicamente il governo e i poteri forti sulla politica antisociale; creare un’ampia convergenza trasversale in senso antiliberista; dimostrare senza ambiguità che chi è considerato erede di un grande passato non si confonde in alcun modo con la tecnocrazia capitalista.
La politica si fa in molti modi e si svolge in più tempi. Essa consiste in occupazione di spazi, in creazione di strutture, in sviluppo di progetti, in azioni ed anche in puri e semplici gesti.
Questi contano di meno ma contano eccome !
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Soviet 9999 suggeriva che potesse essere un modo subdolo per alimentare il dubbio e dunque l'astensione. Egli riteneva infatti che il quorum potesse essere raggiunto e che, una volta raggiunto, l'esito sarebbe stato vincolante.
Questo secondo punto è opinabile, ma il primo ?
Con un calcolo pessimistico i votanti sarebbero stati intorno al 12 %, ottimisticamente si sarebbe rasentato il 20% e, di per sé, l'afflusso è stato alla fine superiore alle più ottimistiche previsioni.
Che erano facili sommando l'elettorato di estrema sinistra, una percentuale infima della già irrisoria percentuale della destra radicale, parte della sinistra DS e del mondo sindacale ai quali si doveva sommare una variabile da individuare nei singoli cittadini ma che non poteva essere molto nutrita se si considerano la legge della propaganda, della comunicazione e la sproporzione dei mezzi.
Non ho insistito prima ma ora, a bocce ferme, mi chiedo:
com'è possibile essere così poco realisti ? Che la stessa sinistra antagonista abbia smarrito quei parametri di scientificità che facevano parte del suo patrimonio per vagare nel romanticismo velleitario ?




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