LA REPUBBLICA
Batosta sulle liquidazioni
le tasse salgono del 20%
Nelle casse dell'erario entreranno circa 520 milioni di euro
Colpiti prevalentemente i redditi medio-bassi
ROMA - Batosta Irpef sul Tfr (trattamento di fine rapporto) nel 2003: con le nuove aliquote che fanno parte del primo modulo della riforma, le tasse per i redditi più bassi scendono di qualche punto, ma le liquidazioni (riferite a redditi inferiori ai 31.855 euro annui) ricevono un salasso fiscale superiore al passato anche del 20 per cento. E la "fregatura" la prenderanno proprio i lavoratori dipendenti a reddito più basso che andranno in pensione quest'anno e nei prossimi tre o quattro. La questione è stata sollevata in un'interrogazione di Giorgio Benvenuto (Ds); sindacati e oppsozioni hanno chiesto una clausola di salvaguardia, ma il governo, finora, ha risposto negativamente.
Vediamo di capire per quale diabolico meccanismo questo avviene. Col primo modulo della riforma varata dal governo la tassazione sui redditi fino a 31.855 euro sarà più pesante con incrementi del prelievo fino al 20% ed entrate più alte di oltre 500 milioni di euro per l'erario. A determinare l'aggravio di prelievo è stata la revisione delle aliquote e degli scaglioni di reddito del primo modulo della riforma Irpef che ha portato l'aliquota erariale del primo scaglione dal 18 al 23%. Ora per quanto riguarda il reddito annuo, l'aumento di aliquota è stato mitigato con la trasformazione delle detrazioni per produzione lavoro in deduzioni e l'introduzione della 'no tax area'. Un meccanismo che non è stato previsto per le liquidazioni che vengono tassate separatamente, applicando all'imponibile determinato con un meccanismo molto complesso le aliquote Irpef in vigore l'anno in cui viene percepito il Tfr.
In pratica dunque con il primo modulo della riforma per i redditi che rientrano nel primo scaglione si applica una aliquota maggiorata di 5 punti rispetto a quella che si applicava l'anno scorso. Tradotto in cifre ciò significa che per un contribuente con una anzianità lavorativa di un anno e 9 mesi e un Tfr maturato di 2.314 euro il prelievo sul tfr passa 443,36 euro del 2002 a 509,88 euro di quest'anno con un aggravio del 15%.
Se si passa ad un dipendente con 10 anni e 9 mesi di anzianità e un Tfr maturato di 11.000 euro il prelievo passa da 1.565 a 1.899 con un aggravio fiscale del 21,3%. Aggravio ancora più pesante per un lavoratore con 8 anni e 1 mese di anzianità e un tfr maturato di 7.993 euro si passa da un prelievo di 1.161 euro nel 2002 a 1.422 euro quest'anno con un aggravio del 22,4%. Aggravio più leggero invece per un lavoratore con 3 anni e 11 mesi di anzianità e un Tfr maturato di 5.221 euro: si passa da un prelievo di 922 euro nel 2002 a un prelievo di 1.058 euro quest'anno.
Nel complesso, secondo calcoli del ministero dell'Economia l'aggravio riguarderà tutte le indennità di fine rapporto il cui reddito annuale di riferimento risulti minore di 31.855 euro. Il maggior gettito derivate dalla tassazione del Tfr vine stimato in 520 mln di euro nel 2003, 468 nel 2004, e 312 nel 2005.
La questione comunque è anche all'attenzione del Parlamento. A sollevare il problema, in una interrogazione al ministro dell'Economia è stato l'ex presidente della commissione finanze, il diessino Giorgio Benvenuto, che ha anche presentato una proposta di legge in materia. "Si tratta - afferma il deputato - di uno scandaloso imbroglio a danno dei più deboli. Noi avevamo proposto di estendere la clausola di salvaguardia prevista per la tassazione Irpef dei redditi anche al Tfr. Ma il governo si è opposto con motivazioni risibili. La vicenda del Tfr dimostra che la riduzione delle tasse è un mezzo imbroglio. In pratica vengono penalizzati prorpio i redditi più bassi che il governo dice di aver sgravato".
(14 giugno 2003)




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