Dove ha abbondato il peccato, sovrabbondi la Grazia"
17 giugno, San Ranieri (auguri al Principe di Monaco) Ragazzi/e, Per prima cosa vi riinvito a pregare per quella famiglia in crisi vicino da me. A coloro che me lo hanno chiesto, avviso che, appena possibile, ne darò notizie più precise. Detto questo pAsso al tema in oggetto. Chissà perchè, inutile nascondersi dietro un dito, tutti i tentativi di creare gruppi di discussione tradizionalista sul WEB italiano, a differenza di ciò che succede in altri paesi, sono stati problematici. Quello che funziona meglio, non a caso respinge con livore l'attributo "tradizionalista", preferendo qualificarsi specificamente "Sedevacantista" o, meglio ancora, più rigorosamente "CASSICIACUM", è il forum tematico "Tradizione cattolica" su Politica On Line. Per altri motivi che lo stesso ignoro, il suddetto Forum lo leggo ma, nonostante i miei tentativi non riesco a scrivervi. Su di esso ho letto il testo di una ragazza che desidera sposarsi con il rito tridentino.Invio il presente testo anche ad almeno due utenti di tale forum, pregandoli *ESPLICITAMeNTE* di copiarlo e di inviarvelo. Non per scoraggiarla, non è impossibile, io stesso ho avuto tale grazia, ma non è semplice.Andiamo per ordine. Come scrissi tempo, di tutti i Sacramenti, il matrimonio, oltre ad essere l'unico "inventato" da DIO Padre in persona nel Paradiso terrestre, oltre ad essere l'unico che sarebbe esistito anche senza il peccato originale, è anche quello che ha la dimensione sociale più spiccata. Ad essere sinceri scrissi che era quello *con* anche l'aspetto sociale. Giustamente Mons. Carlo Molari mi fece notare che tutti i Sacramenti hanno anche una dimensione sociale. Detto questo, però, la conseguenza è che tocca anche aspetti che vanno oltre la sola esperienza religiosa. Detto in soldoni, in Italia comporta anche la trascrizione civile, con tutte le conseguenze pratiche relative. Ora, poniamo il primo problema: chi, giustamente, desidera che il suo matrimonio ricada sotto il concordato, ciòè vuole la trascrizione civile con i relativi annessi & connessi, si trova costretto a doverlo far celebrare nella forma canonica. D'ordinario, la forma canonica del matrimonio prevede che sia celebrato dal parroco della sposa o da un suo delegato. Nel mio caso, sarà che il mio viceparroco (oggi parroco) di allora, sia io che le mia allora fidanzata oggi moglie siamo nati e residenti nella stessa parrocchia, è, comunque, già di suo un appassionato della lingua dei Cesari (da ripetizioni di latino gratis, dice che lo aiuta a sentirsi qualche anno in meno), ma diede dell'indulto un'interpretazione *DOPPIAMENTE*sbagliata. Io non gli ho mai detto che era sbagliata. Lui capì che bisognava chiedere il permesso scritto solo in caso di celebrazione regolare. In caso di celebrazione episodica era sufficiente la richiesta orale. In effetti, l'indulto del 1984 non conosce tale differenza. Parla che in ogni caso i richiedenti debbono riaffermare che "PUBBLICAMENTE CONSTA CHE NON HANNO NULLA A CHE FARE CON COLORO CHE DUBITANO DELLA LEGITTIMITà DEL MESSALE DI PAOLO VI". oVVIAMente non è il mio caso. Senza contare che, le funzioni parrocchiali, quali il matrimonio sarebbero, dalla lettera dello stesso indulto *esplicitamente* ESCLUSE o, quanto meno, confinate in un curioso limbo di eccezionalità nell'eccezionalità. Chi, invece, sceglie, volontariamente o per forza (dopo ci torno) di sposarsi al di fuori della forma canonica, il problema è relativo. Si tratta di separare le due cerimonie. Insomma seguire la prassi di prima del concordato: sposarsi civilmente alle 10 del mattino e religiosamente a mezzogiorno Narro alcuni episodi di nozze tradizionali, di cui sono a conoscenza
1) Coppia A A-VP (AA è un magistrato di fama nazionale)
Le nozze dovevano avere luogo in un celebre santuario campano. Era stato organizzato per il tardo pomeriggio di un giorno feriale, proprio allo scopo di far avvenire il tutto in assenza del parroco. Il celebrante era un prete della FSSPX.. Purtroppo c'è chi fa la spia. Non abbiamo mai saputo chi ma abbiamo dei sospetti. Il parroco c'è. Allora si cerca di tenerlo bloccato in confessionale. dIVERSE PERSONE VANNO A FARE LA CONFESSIONE GENERALE, dalla prima caramella rubata, all'ultimo pizzicotto dato al /alla ragazza/o. Al parrocco era stato, con i buoni uffici di un frate del santuario, comune amico, data una spiegazione sommaria sul "latino". Si vede che era convinto (del resto,nessuno gli aveva mentito, ma lo si era lasciato credere che il prete era del clero diocesano del Piemonte) che si sarebbe trattato della Messa di Bugnini, in latino. Infatti, dimostrando a sua volta o di non averci capito nulla, o di aver capito anche troppo, aveva fatto trovare il messale del 1965, ancora Messa tridentina, per quanto già trasformata, e la pianeta tradizionale. Ciò, però, di cui si era raccomandato era che la celebrazione, indipendentemente dalla lingua, avvenisse verso il popolo e non verso il Tabernacolo. Nessuno gli rispose. Nel momento in cui vede che il leggio ed i candelabri vengono cambiati d'orentamento, esce dal confessionale. Il celebrante non se ne da per inteso e continua imperterrito a cantare. Dopo la Messa fa un po' il difficile per mettere a disposizione i registri, ma, dato anche il nome e la professione dello sposo, tutto finisce bene. Questo particolare dei registri dice tutto.
2) Una coppia di amici ha parlato con il parroco. Prima il parroco ha accettato, poi non è stato più vero nulla. Alla fine, "ob torto " collo hanno scelto il compromesso di sposarsi senza messa. Hanno fatto solo il rito dell'espressione del consenso, tra la perplessità dei rispettivi genitori, la soddisfazione degli invitati già presenti ed il disappunto di quelli che non erano ancora arrivati, fidando nel solito ritardo delle spose; 3)Altra coppia di amici; parroco che per poco non li consegna all'esorcista. Soluzione radicale: matrimonio civile e religioso separati;
4) Soluzione ancora più radicale: un'altra coppia si fissa temporaneamente la residenza in una parrocchia di rito orientale e si sposa con il rito bizantino (la buonamima di padre Alessio Floridi SJ, di matrimoni del genere ne ha celebrati tanti);
5) Situazione un po' diversa. I protagonisti sono dei convertiti. Erano già sposati da anni solo civilmente. Desiderano sposarsi in un celebre santuario. Vanno a parlare con il rettore che chiede loro:" POTETE GARANTIRE PER ISCRITTO CHE TUTTI I VOSTRI INVITATI SANNO IL LATINO?!?" oVVIAMENTE se rispondevano che si trattava di tutti grecisti non avrebbero certo potuto smentirli, ma è di quelle cose che lasciano interdetti. Morale della favola, li sposa un anziano sacerdote. Ovviamente tutti questi problemi sono risolti alla radice, in parrocchie il cui parroco, come padre Luois Demornex a Corigliano di Sessa Aurunca, caso raro in Italia, ma non infrequente all'estero, sia tornato a celebrare sempre & solo la Messa Tridentina. Ovviamente da quelle parti tutti i matrimoni saranno così. Concludendo, ripeto, non ho certo l'intenzione di scoraggiare il "capolavoro di DIO" (con tale termine definisco le donne, perchè, in effetti sono il capolavoro di DIO, sia esteticamente, sia perchè madre Eva è stata la "ciligiena sulla torta" che ha concluso la Creazione, ammesso e non concesso che la Creazione si concluda) che ha espresso tale desiderio. Può darsi che il clima di "distensione" che, a ragione o a torto sembra respirarsi circa il tradizionalismo possa togliere qualche ostacolo. DIO ci benedica l'uomo che non fu mai