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Risultati da 1 a 10 di 17

Discussione: China Girl

  1. #1
    KillingTime
    Ospite

    Predefinito China Girl

    China Girl e' il nome del 346 G-VSKY con cui la settimana scorsa ho volato da Hong Kong a Londra.
    Durante lo stesso viaggio ho preso il Lady Penelope, G-VFAB da Londra a New York e ritorno. Per ritornare ad Hong Kong ho preso il Madam Butterfly, G-VSHY. In tutto circa quaranta ore di viaggio, che non raccomando a nessuno.

    ...ma Virgin e' una compagnia seria: Upper Class su tutte le tratte, e gratis...

  2. #2
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    Beato te... un unico appunto... l'immagine del primo link NON è un 340-600, ma un 340-300... il -600 ha i motori molto più grossi ed è infinitamente più lungo!

    lo trovi qui: http://www.airliners.net/open.file/371320/M/

    DaV

  3. #3
    KillingTime
    Ospite

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    Hai ragione, grazie. Non era un 600. Ma era China Girl...

  4. #4
    Habemus Marcionem!
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    Exactly, China Girl è un 340-300, hai ragione! Com'è stato il volo? Hai voglia di fare un "trip report", scrivendo le tue impressioni, sul volo, l'aereo, il servizio a bordo e a terra?

    DaV

  5. #5
    KillingTime
    Ospite

    Predefinito

    Ho scritto qualcosa su questo viaggio per un altro forum...ma non riesco a postare messaggi lunghi dall'hotel...uhm.
    prova prova

    ...funziona. ma due righe? ora provo...

  6. #6
    KillingTime
    Ospite

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    ...non mi funziona. lo faro' domani dall'ufficio. ciao.

  7. #7
    KillingTime
    Ospite

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    avviso: piu' che un trip report e' una storia di viaggio. spero di non annoiarvi.

    (1)
    Prima che qualcuno si lamenti per il mio uso improprio dell'apostrofo (al posto dell'accento) mi giustifico dicendo che il portatile che uso ha la tastiera standard di lingua inglese, nella quale le vocali accentate non ci sono. Certo, potrei usare i codici ASCII: alt138 per fare la è, alt133 per fare la à e cosi' via, ma ogni volta dovrei attivare la tastierina numerica e poi disattivarla subito dopo, se no invece di scrivere questo scriverei q4est6, e sinceramente e' troppo incasinato. Quindi, autoassoluzione impartita, apostrofo/accento sia.

    E' domenica mattina, e sono seduto nella sala per fumatori dell'aeroporto di Heathrow, a Londra. Sono arrivato un'oretta fa da Hong Kong e fra un paio d'ore ho il prossimo volo per l'aeroporto Kennedy di New York. E' strano pensare che a due ore di auto da qui c'e' la mia famiglia, le mie bambine che non vedo da sei settimane. Ma non c'e' il tempo materiale di andare a casa e tornare. Lo faro' fra una settimana: al ritorno da NY mi fermero'. Nel frattempo preferisco non pensarci.

    Ma tutto questo a voi non interessa. Lasciate che vi racconti del mio viaggio. Certo, e' un viaggio in aereo, e come tale non un viaggio vero. Mi manca l'Africa, dove viaggiare significava passare dieci o dodici ore al giorno sulle piste bianche della Dancalia, fazzoletto attorno alla testa e al naso per non respirare la polvere alzata dai camion e dai branchi di cammelli... oggi e diverso, piu' civilizzato, piu' comodo, e per me molto piu' stancante. Il mio orologio dice che sono le due e mezza del pomeriggio, e il mio stomaco e' d'accordo. Ma qui sono le sette e mezza del mattino e i passeggeri si abbuffano con bacon, fagioli e uova fritte...una delle cose piu' disgustose e rivoltanti che si possano fare di mattina, come tutti noi sappiamo. Ma tant'e', paese che vai....

    Ho lasciato l'albergo di Hong Kong dove abito di questi tempi ieri sera alle sette e mezza, un valigione con le ruote e la maniglia che in meno di un anno e' gia' diventato vecchio, e uno zainetto giallo e nero per il portatile e la borsa da toeletta (e le sigarette, e da leggere, e documenti, e tutto il resto). Un taxi di Hong Kong, di quelli rossi e bianchi mi ha portato alla stazione del treno per l'aeroporto. Il tassinaro aveva la mascherina sul naso, anche se ormai nessuno la usa piu', visto che la sars e' andata via come era venuta.
    La stazione dell'Airport Express e' una di quelle cose moderne in vetro e acciao, al centro della citta'. In alto, la torre della Bank of China lampeggia di luci rosse contro il cielo nuvoloso. La cosa buona e giusta e' che posso fare il check-in qui alla stazione, e prendere il treno col solo zainetto.

  8. #8
    KillingTime
    Ospite

    Predefinito

    (2)
    L' ufficio di NY mi ha mandato un biglietto elettronico Virgin Atlantic, e questo mi rassicura un poco sulla durezza del viaggio. Virgin e' una buona compagnia, ed il proprietario Richard Branson (quello del giro del mondo in pallone aerostatico) quando il mio ufficio gli chiese una donazione in denaro per l'organizzazione (siamo una ONG internazionale) disse di no. Invece ci ha regalato l'upgrade automatico ogni volta che uno di noi prende uno dei suoi voli. Gentile da parte sua: tutti noi che lavoriamo per il non profit voliamo sempre rigorosamente in classe economica, come e' giusto. Ma per un viaggio lungo come questo il posto in economica diventa presto scomodo. La Virgin non ha business class o prima classe: in puro stile britannico hanno l'Upper Class, o "classe piu' alta".
    La signorina cinese al check in mi annuncia che l'upgrade e' automatico. Tiro un sospiro di sollievo, senza farmi notare. Potere stendere le gambe e' una grande cosa quando si sta dodici ore in aereo. Ma sono anche incuriosito: ho sentito grandi cose su questa Upper Class. Staremo a vedere.

    Biglietto in tasca e zainetto in spalla, mi avvio a prendere il treno. Ci vogliono ventitre' minuti dal centro di HK al nuovo aeroporto sull'isola di Lantau. Il treno naturalmente sembra un aereo esso stesso: sedili imbottiti e video personale, aria condizionata ed inservienti in giacca. Ma e' quasi vuoto, come ormai da qualche tempo. Il viaggio e' breve e senza sorprese: il treno passa sotto il porto e riemerge a Kowloon, prosegue sopraelevato per Tsin Yi, e presto arriva all'aeroporto di Chek Lap Kok (o come diavolo si chiama), dove gli inservienti fanno trovare i carrelli per il bagaglio gia' allineati sulla piattaforma. Passo la barriera automatica, salgo una rampa inclinata e sono dentro l'aeroporto. Inutile dire che e' immenso: il soffitto sara' a trenta metri da terra, e una dozzina di campi di calcio ci entrerebbero comodamente. Costruito secondo i dettami del Feng Shui, ovvero la magia delle cose, delle loro forme e del loro rapporto con gli esseri umani, l'aeroporto ispira un senso di pace e quiete anche se si e' in mezzo a diecimila altri viaggiatori. Mi fermo a comprare un libro: Tokyo Station di Martin Cruz Smith. Gorky Park mi era piaciuto molto, vediamo com'e' questo. Avrei documenti di lavoro da leggere durante il volo, ma decido di ignorarli. Ho gia' deciso che voglio scrivere qualche cosa...

    Riempio la scheda per il controllo sanitario: dove abito, dove sono stato negli ultimi dieci giorni, se mi sento male, se ho avuto contatti con gente malata di sars. Un'altra signorina mascherata mi infila la macchinetta nell'orecchio e mi fa vedere il display: 36,2. Posso passare.
    Dall'altro lato c'e' l'immigrazione, e il controllo di sicurezza. Tutti in guanti bianchi. Passo velocemente, non c'e' quasi nessuno. Il gate per il mio volo e' dall'altro lato dell'aeroporto, un paio di chilometri a piedi. Ma dato che viaggio in Upper Class ho diritto ad un passaggio sulla buggy elettrica, quella con cui di solito portano i viaggiatori disabili o anziani. Profondamente vergognato (ma determinato ad approfittare della buona fortuna) metto il naso nel libro, ignoro tutti e mi faccio portare come un vecchietto fino alla Clubhouse di Virgin (di nuovo, privilegio Upper Class). Sembra un club inglese ma arredato in stile minimalistico IKEA: legno bianco e vasi da fiori in ceramica bianca dal collo lungo.
    Mi siedo ad uno dei loro PC e mi collego...

  9. #9
    KillingTime
    Ospite

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    (3)
    Un'altra signorina mi porta un gin tonic ed il menu'. Le chiedo di dove sia il cuoco, mi risponde che e' tailandese. Bene, quella gente sa cucinare. Fettuccine ai gamberi e panna, al dente, baguette all'aglio calda e croccante...merlot... ah, Upper Class...ancora merlot, please...ad un certo punto vado a sedermi da solo: ho delle cose da leggere su questo computerino, cose messe assieme in questi giorni, ed il merlot che lentamente si mischia al sangue mi da' un'ispirazione che da tanto non avevo. Visto che ci sono, faccio il full monty: mi avvito gli auricolari nelle orecchie, infilo lo spinotto nel portatile, e mentre leggo mi pompo nel cervello la compilazione di Vasco che Camilla mi ha regalato (be', diciamo la verita': gliel'ho rubato...). ancora merlot, prego. Albachiara mi fa inumidire gli occhi.

    Nessuno mi dice niente, nessuno mi disturba. Due ore volano, e' tempo di imbarcarsi. Appena in tempo mi ricordo che ho un biglietto speciale, ed evito la fila per passare direttamente nel tubo di vetro che porta all'aereo. Guardo l'aeroplano attraverso la vetrata: e' uno dei nuovi Airbus 340, grandi e belli (mi piacciono gli aerei...che ci posso fare?). Alla Virgin non hanno mezze misure: sulla prua c'e'dipinta una pin-up stile anni quaranta, costume rosso e riccioli biondi, bandiera inglese al vento, proprio come i bombardieri della seconda guerra mondiale.... Non posso fare a meno di pensare che British Airways avrebbe battezzato l'aereo "City of Manchester" e l'Alitalia forse "Monte Rosa". Ma Virgin appartiene ad uno con il senso dell'umorismo. Il nome dell'aereo, dipinto in larghe lettere blu sotto la cabina del pilota, e' China Girl. Entro sorridendo.

    Salire in aereo e girare a sinistra e' una cosa nuova. Le assistenti di volo sono in tailleur rosso, capelli raccolti e sorrisi standard. Mi dirigo verso il mio posto 7H. Fra un sedile e l'altro c'e' abbastanza spazio per giocare a ping pong. Bene. Metto lo zaino giu, il libro sul sedile, e una voce da dietro mi prende quasi alla sprovvista: "Gradisce un bicchiere di champagne, sir?" L'ennesima signorina, sorridente, vassoio con bicchiere pieno di bollicine in mano. Chi sono io per rifiutare? specialmente considerando che fra meno di un mese saro' in un posto dove l'unica cosa da bere sara' latte di capra fermentato...

  10. #10
    KillingTime
    Ospite

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    (4)
    Flute in mano, mi siedo, anzi scompaio nel sedile che usano qui, pelle rossa e alluminio satinato. Do' un'occhiata veloce ai vari comandi e bottoni e mi confondo subito. Cosa sara' questo?...ah..il supporto lombare pneumatico si muove su e giu contro la mia schiena...premo un'altro bottone ed il poggiagambe scatta da sotto il sedile e va a mettersi in posizione orizzontale, facendomi un doppio sgambetto col risultato che sprofondo ancora di piu'...luci varie, presa elettrica per il portatile, telefono/telecomando del video, i film sono a richiesta eccetera eccetera. Ah! ecco il comando reclinazione sedile. Questa e' la prova del nove per Virgin. Premo, e servomeccanismi si mettono in azione sotto di me: il sedile si abbassa e si allunga. Tengo premuto. Il sedile sprofonda fra i braccioli, si fa orizzontale, si stende come un gatto al sole...ahhhh..bene. Ma non ora. Cambio bottone ed il letto ridiventa un sedile, emergendo come un sommergibile...appena in tempo. Un'altra signorina mi porta il menu, mi chiede a che ora desidero mangiare...aha! hanno lo stesso merlot...mentre studio il menu noto una brunetta la quale fa ovviamente parte dell'equipaggio, ma e' vestita diversamente: gonna bianca e maglietta nera, blocco note in mano. Parla con il tipo seduto davanti a me e prende appunti. Chi sara' questa? una che fa ricerche di mercato a bordo? Dopo un minuto viene a parlare con me: "Sir, desidera un massaggio durante il volo?" Venendo dalla Cina non credo alle mie orecchie: Virgin offre sesso gratis ai passeggeri di Upper Class?...Prima di imbarazzare tutti, la tipa mi elenca i tipi di massaggio, tradizionale alla schiena, shiatsu, collo & braccia eccetera. Voi cosa dite, me lo faccio fare un massaggio in volo? non sara' il Mile High Club, ma e' la cosa che piu' gli si avvicina...mi prenoto per un massaggio alla schiena un'ora prima dell'atterraggio, prima di colazione. La tipa e' efficiente, scrive e passa al prossimo passeggero.

    Nel frattempo decolliamo, rotta nord, verso la Mongolia. Il televisorino dieci pollici davanti a me lampeggia e si accende. Un cartone animato popolato da personaggi punk spiega le dotazioni di sicurezza dell'aereo, proibisce di fumare nei cessi e generalmente dice le stesse cose di tutti gli altri aerei del mondo, solo piu' divertente.

    Molto presto ho fame ancora. le fettuccine erano buone ma sono passate quattro ore...e nelle ventiquattro ore precedenti ho mangiato solo lychees...ordino il branzino alla griglia e un piatto di formaggi, che non mangio da quando sono arrivato ad HK, dato che per i cinesi il formaggio e' latte marcio. Un'ennesima signorina (ormai non le distinguo piu': stessi capelli, stesso sorriso, stesso culo piatto) arriva, preme qualcosa: il tavolino esce dal bracciolo e si apre meccanicamente. Tovaglia di lino. Grazie. Tovagliolo di lino. Grazie. posate di plastica. uhmm..well, faccio di necessita' virtu' e mi godo un ottima cena. Il branzino e' in realta' un mezzo branzino, filettato e condito...ma almeno e' servito in un piatto vero...insomma, vi risparmio i dettagli eccetera. Dopo mangiato decido di farmi una dormita seria, visto che ci vogliono otto ore ancora per Londra e poi dovro' prendere un altro volo per NY...Attivo tutto, mi tolgo le scarpe, metto le calze da cabina Virgin (le quali si rivelano a forma di muso di gatto, con occhi e lingua), e mentre sto per darmi a Morfeo, la signorina arriva con una busta di plastica tipo negozio: "sir, il pigiama per lei"...questo e' troppo, decido di non rischiare. Se le calze hanno gli occhi del gatto il pigiama avra' stampata la faccia di Berusconi...meglio no. Mi copro col piumino e mi addormento pensando a quando ci volevano quattro mesi per fare lo stesso viaggio...sono nato troppo tardi....

    (ho scritto abbastanza. Sono ora sul secondo volo, Londra- NY sempre in Upper, ormai blase' riguardo allo champagne. La presa elettrica per il portatile non funziona, sono a batteria...la responsabile cabina (accento irlandese, occhioni verdi) e' dispiaciutissima che non ci sia elettricita' nel bracciolo: pare che non ci sia corrente per portatili in nessuno dei braccioli: mi tiene informato. Ha chiesto al comandante di chiamare Londra per farsi dire come sistemare il problema. Torna piu' volte. Mi mostra il radiogramma da Virgin Technical Services datato dieci minuti fa: bisogna bypassare le luci secondarie in cabina e ridirigere l'energia nelle prese....la prego di non farlo, non vale la pena solo per me. Mi guarda e mi dice: "siete in due a lavorare col portatile oggi, devo tentare di sistemarlo". Ho immagini di un Airbus con noie all'impianto elettrico... Ci accordiamo: lei mi porta la bottiglia di Barolo che sto bevendo, ed io metto via il computer....

 

 
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