L'impiegato della Pirelli, ex segretario generale del sindacato rosso-giallo CGIL (rosso quando governa il CentroDestra, giallo quando al potere sono i compagni) sarà il candidato dell'Ulivo, l'anno prossimo, per le elezioni municipali del capoluogo Emiliano. Il "Cinese" ha ottenuto la nomination a candidato, senza entusiasmo e senza suscitare troppo entusiasmo (soprattutto da parte dei Margheritari), per tentare di riconquistare alle Sinistre la città di Bologna, strappandola al "macellaio" indipendente espressione del CentroDestra, signor Guazzaloca.
Sicuramente il compagno Cofferati avrà ampie possibilità di riuscire nell'impresa, anche se l'esito delle prossime municipali nonè affatto scontato. Altrettanto sicuramente Cofferati ha dovuto rapidamente e inesorabilmente ridurre, almeno per qualche anno, le proprie ambizioni politiche di guida dell'Ulivo al fianco di Romano Prodi (che qualche segnale negativo, per quanto criptato, lo aveva dato a suo tempo).
L'ex leader del Sindacato post-comunista, che ha giudato per mesi l'ala massimalista dell'Ulivo, con il suo dissociarsi dal referndum sull'articolo 18 (che confuta nei presupposti l'intera sua impostazione della battaglia a difesa "DI UN DIRITTO FONDAMENTALE" condotta durante l'ultimo scorcio della sua direzione del sindacato della sinistra) , si è fatto anche dei nuovi avversari proprio nelle sinistre sindacali e più radicali.
Il "rientro nei ranghi" del Cinese rappresenta la fine di una parabola. Comunque una guida cofferatiana della sinistretta non avrebbe portato lontano ne' lui, ne' il suo partito, ne' tanto meno la coalizione del Sinistra-Centro. Se riuscirà ad essere il sindaco di Bologna non potrà in ogni caso aspirare ad avere quel rilievo e quella visibilità che spettano ai sindaci di città come Roma, Milano o Torino. Se dovesse perdere le elezioni potrebbe solo sperare....di fare il parlamentare, uno dei tanti tenenti-colonnelli della coalizione, subordinato alla schiera di Generali e Colonnelli. Potrebbe tentare ancora qualche sortita, e probabilmente lo farà, ma ormai Fassino e D'Alema lo hanno....elegantemente sistemato, collocandolo nel ruolo che gli compete, quello di comprimario, utile alla causa (se opera senza strappi e velleità), ma non un leader vero per la sinsitra politica (che non si riduce ai "Movimenti" piazzaroli) e tanto meno per il Sinistra-Centro. Dopo il referendum perso dai massimalisti potrà comunque cercare di riproporsi come alto membro del Presidium delle ali movimentiste e neo-comuniste dei Diesse, che rappresentano comunque non più di un terzo dei militanti del partito.
Ovviamente in politica nulla è certo e definitivo, e Cofferati potrebbe ancora cercarsi una strada, dopo aver fatto eventualmente il Sindaco di Bologna o il Senatore del Mugello, alla testa della sinistretta, ma fra cinque anni nessuno di noi può prevedere quelle che saranno le posizioni delle pedine sulla scacchiera delle relazioni interne all'ULIVO e le condizioni politiche complessive del Paese.
Saluti liberali




Rispondi Citando
dalla "grande politica" nazionale..........Fassino e D'Alema [ con Prodi] hanno vinto.