Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 17
  1. #1
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito L'Ulivo si libera di Cofferati

    L'impiegato della Pirelli, ex segretario generale del sindacato rosso-giallo CGIL (rosso quando governa il CentroDestra, giallo quando al potere sono i compagni) sarà il candidato dell'Ulivo, l'anno prossimo, per le elezioni municipali del capoluogo Emiliano. Il "Cinese" ha ottenuto la nomination a candidato, senza entusiasmo e senza suscitare troppo entusiasmo (soprattutto da parte dei Margheritari), per tentare di riconquistare alle Sinistre la città di Bologna, strappandola al "macellaio" indipendente espressione del CentroDestra, signor Guazzaloca.
    Sicuramente il compagno Cofferati avrà ampie possibilità di riuscire nell'impresa, anche se l'esito delle prossime municipali nonè affatto scontato. Altrettanto sicuramente Cofferati ha dovuto rapidamente e inesorabilmente ridurre, almeno per qualche anno, le proprie ambizioni politiche di guida dell'Ulivo al fianco di Romano Prodi (che qualche segnale negativo, per quanto criptato, lo aveva dato a suo tempo).
    L'ex leader del Sindacato post-comunista, che ha giudato per mesi l'ala massimalista dell'Ulivo, con il suo dissociarsi dal referndum sull'articolo 18 (che confuta nei presupposti l'intera sua impostazione della battaglia a difesa "DI UN DIRITTO FONDAMENTALE" condotta durante l'ultimo scorcio della sua direzione del sindacato della sinistra) , si è fatto anche dei nuovi avversari proprio nelle sinistre sindacali e più radicali.
    Il "rientro nei ranghi" del Cinese rappresenta la fine di una parabola. Comunque una guida cofferatiana della sinistretta non avrebbe portato lontano ne' lui, ne' il suo partito, ne' tanto meno la coalizione del Sinistra-Centro. Se riuscirà ad essere il sindaco di Bologna non potrà in ogni caso aspirare ad avere quel rilievo e quella visibilità che spettano ai sindaci di città come Roma, Milano o Torino. Se dovesse perdere le elezioni potrebbe solo sperare....di fare il parlamentare, uno dei tanti tenenti-colonnelli della coalizione, subordinato alla schiera di Generali e Colonnelli. Potrebbe tentare ancora qualche sortita, e probabilmente lo farà, ma ormai Fassino e D'Alema lo hanno....elegantemente sistemato, collocandolo nel ruolo che gli compete, quello di comprimario, utile alla causa (se opera senza strappi e velleità), ma non un leader vero per la sinsitra politica (che non si riduce ai "Movimenti" piazzaroli) e tanto meno per il Sinistra-Centro. Dopo il referendum perso dai massimalisti potrà comunque cercare di riproporsi come alto membro del Presidium delle ali movimentiste e neo-comuniste dei Diesse, che rappresentano comunque non più di un terzo dei militanti del partito.
    Ovviamente in politica nulla è certo e definitivo, e Cofferati potrebbe ancora cercarsi una strada, dopo aver fatto eventualmente il Sindaco di Bologna o il Senatore del Mugello, alla testa della sinistretta, ma fra cinque anni nessuno di noi può prevedere quelle che saranno le posizioni delle pedine sulla scacchiera delle relazioni interne all'ULIVO e le condizioni politiche complessive del Paese.
    Saluti liberali

  2. #2
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Cofferati, se lo conosci....lo eviti

    da www.ilrestodelcarlino.quotidiano.net

    " 'Sergio Cofferati:
    se lo conosci, lo eviti'

    Gianfranco Martelli (nella foto) , segretario della Uil cittadina, rompe il silenzio sulla candidatura di Sergio Cofferati. «Una vicenda — dice — che mi suscita tante perplessità. Sulla scelte dell'ex segretario della Cgil, ovviamente, ma anche e soprattutto, sulla leadership cittadina dei Ds...».
    E perché?
    «Perché in buona sostanza rinunciano al loro ruolo politico nella città. Con il loro comportamento certificano che la famosa federazione di Bologna, da sempre uno dei pilastri del partito anche a livello nazionale, non è in grado di esprimere un candidato locale di un qualche spessore. E dire che avrebbero solo l'imbarazzo della scelta. Hanno tanti uomini di valore, nella politica, nell'economia, nella cultura di Bologna. Ebbene, hanno deciso di non scegliere, di far fare ad altri la scelta. Se questa non è un'ammissione di debolezza e di impotenza...»
    E poi c'è il comportamento di Cofferati che, almeno fino ad ora non ha sciolto la riserva.
    «Se avessi più confidenza con il personaggio gli scriverei subito una lettera dicendogli: 'Caro Sergio, non commettere altri errori'. Infatti,come può pensare di dire e fare tutto e il contrario di tutto? Ha fatto per due anni la guerra al sistema politico, attaccando i suoi dal di fuori, sostenendo sempre che prima serve un preciso programma e poi, solo poi, si dovranno scegliere i nomi. E, con scarsa coerenza, dopo aver sostenuto tutto ciò, si fa paracadutare a Bologna. Non solo, ma esige anche la proclamazione all'unanimità. E forse alla fine di tutto neppure si candiderà. E c'è dell'altro...»
    Cosa?
    «C'è il Cofferati degli ultimi due anni nei quali si è fatto paladino inflessibile dei diritti, a cominciare dall'articolo 18 e delle tutele del mondo del lavoro, rompendo con la logica dei partiti. E come può entrare ora, nella logica spartitoria dei partiti? E poi c'è anche il punto interrogativo sul comportamento elettorale di tanti lavoratori di sinistra. Sono proprio sicuri, i vertici dei Ds, che i lavoratori che stanno pagando due anni di errori con scioperi a ripetizione, continueranno a dar loro fiducia? O la presunzione dei Ds riuscirà ad avere alla fine un risultato positivo o tutto questo si trasformerà non solo per Cofferati, ma per tutta la sinistra, in un trappolone formidabile».
    C'è poi un altro elemento non trascurabile, il fatto che Cofferati non è bolognese..
    «No, il tema della bolognesità o meno non credo sia rilevante. Rilevante è il fatto che con Cofferati non si unisce, si divide. e se lo conosci, lo eviti».
    E sul fronte della Cisl, l'altro sindacato in questi giorni sotto un tiro piuttosto pesante da parte della Cgil per il contratto separato dei metalemeccanici, arrivano segnali altrettanto negativi. Il nuovo segretario provinciale, Alessandro Alberani, che nei giorni scorsi aveva espresso la contrarietà della sua organizzzione alla candidatura, sottolineando che il ruolo del sindacato è ben diverso dal ruolo della politica, ha rincarato la dose. Non solo ha preso posizione, anche se a titolo personale, per il candidato autoescluso Flavio Delbono, ma ha anche deciso di fare un passo sul terreno della politica. L'opposizione cislina a Cofferati sta infatti prendendo corpo con la preparazione di un dossier sul 'Cofferati-pensiero'. Una raccolta, spiega Alberani, delle dichiarazioni del Cinese sul mercato del lavoro, e sul Patto per l'Italia. Anche qui la sintesi è che Cofferati non unisce, divide.
    Marco Montaguti
    "


    Saluti liberali

  3. #3
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    da www.avvenire.it

    " Perplessità moderate sulla candidatura

    Il massimalista Cofferati nella culla dell'Ulivo



    Massimo Franco

    La designazione di Sergio Cofferati a candidato sindaco di Bologna non è una scelta di ordinaria amministrazione. Prefigura una sorta di operazione «Bologna la rossa», che dovrebbe archiviare come anomalia la conquista del comune da parte di una giunta civica di centrodestra; e ribadire il primato storico dei Democratici di sinistra nel capoluogo della regione Emilia Romagna. Ma c'è un ulteriore elemento a rendere il progetto intrigante. Bologna è anche, per definizione, «la città di Romano Prodi». E' la culla socio-culturale, prima che politica, dell'Ulivo. La sfida diessina, dunque, e il personaggio a cui viene affidata, hanno una doppia valenza.
    C'è il confronto locale fra Ds e Margherita; e c'è, meno visibile ma più strategico, lo scenario nazionale che rimane sullo sfondo. Le perplessità emerse di fronte a un esponente come Cofferati da parte di Margherita e socialisti riflettono questo intreccio. Mettono in discussione il metodo, perché sembra che i Ds abbiano deciso e imposto il proprio candidato alla coalizione. Ma sotto sotto, criticano anche il merito, come riconosce con un filo di inquietudine lo stesso ex segretario generale della Cgil, che ieri si è riservato di dare una risposta. Per merito si intende la designazione a sindaco di una città, di un personaggio paracadutato da fuori, visto che Cofferati è lombardo; e la capacità di attrazione del voto moderato da parte di un sindacalista di sinistra.
    Non si può ignorare che si tratta di un leader in bilico per un anno e mezzo tra riformismo e massimalismo. E' questa moderazione a intermittenza a lasciare perplessi i prodiani bolognesi. Il timore è di regalare un vantaggio insperato ai sostenitori del sindaco Giorgio Guazzaloca; di ibernare altrove i consensi decisivi della borghesia cittadina. È stato già sfruttato, con una dose di velenosa strumentalità, il modo in cui la Cgil di Cofferati demonizzò la riforma del lavoro del professor Marco Biagi, poi assassinato proprio a Bologna dalle Br. Ma il prob lema non è tanto quello, quanto l'affidabilità del riformismo di Cofferati di fronte a un «elettorato tranquillo» anche quando votava i Ds.
    Il suo recupero ad un impegno «di governo» è un fatto positivo. Dopo essersi fatto portare in pellegrinaggio sulle piazze d'Italia da girotondini e iper-pacifisti, scivolando su posizioni sempre più extraparlamentari, il leader sindacale è tornato nell'alveo del partito d'origine. Lo hanno aiutato la pazienza e la tenacia di Piero Fassino. Ma la larvata unità che il segretario dei Ds è riuscito a ritrovare fra i suoi, spiazzando la minoranza, allontanando il fantasma della scissione e ottenendo un risultato elettorale lusinghiero alle provinciali di due settimane fa, crea nuove incognite. Apre un fronte decisivo proprio all'interno dell'Ulivo.
    Ripropone un rapporto con la Margherita nel quale il ruolo dei "centristi" appare indebolito sia dalle percentuali, sia politicamente. Non chiarisce quale schema di alleanza prevarrà da qui alle europee del prossimo anno; e soprattutto alle politiche del 2006. Le resistenze bolognesi a Cofferati segnalano quasi inconsciamente questa incertezza. Dissimulano il timore di un centrosinistra condannato al primato diessino e al ricatto di Rifondazione comunista come alleato indispensabile. L'idea che Prodi potesse rientrare da Bruxelles per guidare un'opposizione meno diessina e più ulivista, senza dover trattare i ruoli con gli alleati, oggi è meno scontata.
    Insomma, se l'operazione sindaco di Bologna alla fine si affiderà davvero all'ex sindacalista, diventerà una sorta di esperimento locale delle gerarchie nazionali del centrosinistra. Se Cofferati dovesse passare e poi vincere, i Ds potranno a ragione sostenere che anche un loro esponente è in grado di conquistare voti moderati. Se invece l'eroe delle piazze perderà, l'Ulivo potrà dire che soltanto un esponente non di sinistra può battere la coalizione di governo: in Italia ancora più che nel capoluogo emiliano. Quanto a lui, Cofferati, una sconfitta servirà soltanto a confermare la maledizione che sembra colpire i sindacalisti attratti dalla politica.
    "

    Cordiali saluti

  4. #4
    sacher.tonino
    Ospite

    Predefinito

    Cofferati spaventa la vecchia nomenclatura centralistica dei moderati, semplicemente perchè è una persona seria.
    il popolo è provvisto di una sorta di radar epidermico.Riconosce gli avventurieri dalle persone serie.
    Il problema non si pone, se non per chi vuole sprecare il suo tempo in esercizi dialettici che vedono una falsa contrapposizione tra riformisti e massimalisti, tanto che oggi tutti si dicono riformisti,
    perfino i neoconservatores di Berlusconi si dicono liberali e riformisti, non avendo essi nulla a che spartire ne con il pensiero liberale ne con il riformismo, essendo essi sotto padrone, fanno solo quello che vuole Berlusconi.

    Cofferati, ripeto, è una persona seria e preparata.Il resto sono chiacchere.
    sacher.tonino



    Sergio Cofferati


  5. #5
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Comunque un po' poco per chi sognava, e non è un mistero per nessuno, di fare il leader della sinistra nella coalizione e ....quanto meno......il prossimo vicepremier dell'Ulivo.

    Saluti liberali

  6. #6
    Iscritto
    Data Registrazione
    23 Mar 2003
    Messaggi
    58
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Io direi che l'Ulivo si riprende Bologna (spero)

    Originally posted by Montalbano
    Semplicemente mandiamo Cofferati a governare bene Bologna. Ce n'è bisogno dopo quattro anni di nulla compresso...

  7. #7
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Pieffebi
    da www.avvenire.it

    " Perplessità moderate sulla candidatura

    Il massimalista Cofferati nella culla dell'Ulivo



    Massimo Franco

    La designazione di Sergio Cofferati a candidato sindaco di Bologna non è una scelta di ordinaria amministrazione. Prefigura una sorta di operazione «Bologna la rossa», che dovrebbe archiviare come anomalia la conquista del comune da parte di una giunta civica di centrodestra; e ribadire il primato storico dei Democratici di sinistra nel capoluogo della regione Emilia Romagna. Ma c'è un ulteriore elemento a rendere il progetto intrigante. Bologna è anche, per definizione, «la città di Romano Prodi». E' la culla socio-culturale, prima che politica, dell'Ulivo.
    "

    Cordiali saluti

    Shhhh.

    Parla il Presidente Europeo Romano Prodi.


    Il presidente della Commissione europea a Bologna dà il via libera all’ex leader Cgil: ho detto quello che ho detto


    Prodi: Cofferati? La sua è una candidatura degnissima


    La visita al circolo ulivista: Romano, ti vogliamo al posto del Cavaliere



    DAL NOSTRO INVIATO
    BOLOGNA - Cofferati? L'uomo di Bruxelles ha detto sì. Ora il Cinese ha il semaforo verde del presidente della Commissione europea Romano Prodi. «Non solo è una candidatura degna, è una candidatura degnissima». Poche parole per lanciare la corsa dell'ex capo della Cgil alla poltrona di sindaco. Il Professore si fa sentire, dissolvendo con una sola frase i dubbi di un conflitto di interessi familiare: anche suo fratello Vittorio, ora presidente della provincia, si sentiva in pista per Palazzo d'Accursio. Poi si gode un pomeriggio tutto nostalgia del pullman che conquistò Palazzo Chigi, al Circolo Arci Benassi dove i prodiani della prima ora gli gridano di essere pronti a togliere il vecchio autobus dal garage per riprendere la marcia su Roma.
    Prodi, prima di dare il via libera a Sergio Cofferati, aveva osservato da fuori i movimenti nel campo del centrosinistra. «Sino ad ora non ho parlato perché la mia responsabilità mi rende difficile entrare nei temi della politica italiana e ancora più difficile entrare in quelli della politica bolognese». Una premessa snocciolata davanti ad una batteria di telecamere e di microfoni, in sostanza per dire che si tratta di un'eccezione alla linea di non ingerenza nei fatti nazionali. Poi, mentre tutti pendevano dalle sue labbra, il guizzo retorico: «Se però mi chiedete...». E giù con la meditata, soppesata, e annunciatissima dichiarazione pro Cofferati. Un «se mi chiedete vi dico» che non va oltre quel «degna, anzi degnissima». Infatti il Professore si trincera in una sorta di passo e chiudo, quando un cronista vorrebbe sapere se suo fratello Vittorio è ancora in corsa nonostante. La risposta sigilla il discorso: «Ho detto quel che ho detto». Un altro tentativo di allargare il tema politico naufraga appena viene pronunciato il nome di Berlusconi. E' bastato un superlativo per decretare il "missione compiuta" del leader europeo sotto le Due Torri infuocate dal meteo e dalla politica.
    Con il suo «degnissima» ha dato a Cofferati quella sostanziale benedizione che mancò a Silvia Bartolini, candidata dei Ds, davanti alla sfida contro Giorgio Guazzaloca. E Vittorio Prodi si è subito adeguato, sensibile alla prospettiva di fare il vice di Cofferati: «Credo proprio che se ne potrebbe discutere». Chiusa la giornata formale, con la partecipazione ad un convegno dell'Api sul ruolo sociale dell'impresa, Romano si è tuffato in un bagno di entusiasmo popolare. Con baci, abbracci, richieste degli ulivisti che affollavano il Circolo Benassi: «Romano, ti vogliamo al posto di Berlusconi».
    In realtà, la visita è sembrata un ritorno al passato. Con il Prof che si stringe al vecchio Umberto Bianchini che guidò il mitico torpedone per Roma. Che vede Franco Righini, l'uomo molto schivo ed efficiente al quale erano affidati i conti della benzina. Che si ritrova accanto il diessino Maurizio Cevenini, vice presidente del Consiglio comunale e prodiano tanto convinto da dire: «Ancor più che Bologna, conta riprendersi il governo». Che si interessa a chi gioca a tombola, a quelli del calcetto, persino alle signore che si dedicano al ricamo, fino a dire alla sua Flavia: «Impara». E lei: «Veramente un pochino so fare anch'io». Solo davanti a due cose si tira indietro. La prima, quando lo portano nella sala da ballo dove una coppia inguainata in costumi bianchi e neri si esercita nel cha cha cha.
    Vorrebbero che provasse qualche movimento con Barbara, l'avvenente ballerina. Ma il Professore scappa: «No di sicuro, non so ballare». L'altra, quando gli fanno vedere in un telefonino la sintesi dei risultati elettorali a favore del centrosinistra: «Non so leggere».
    La visita è stata nel segno del già visto ai tempi del pullman. Ma proprio questa è la notizia: al Professore l'antico clima piace ancora.
    Beve lo spumantino italiano dai bicchieri di carta, sta in maniche di camicia e, proprio come una volta, si è portato la famiglia al completo, con in più Chiara, la nipotina neo arrivata. Su Cofferati non aggiunge una parola, mentre qualcuno osserva che in fin dei conti ha speso poche parole. Con il «degnissima», gli chiede uno della Margherita bolognese, si è riferito alla candidatura o alla persona? La risposta è il silenzio di un sorriso tipo: non provarci più.

    Vittorio Monti

  8. #8
    Socialcapitalista
    Data Registrazione
    01 Sep 2002
    Località
    -L'Italia non è un paese povero è un povero paese(C.de Gaulle)
    Messaggi
    89,492
     Likes dati
    7,261
     Like avuti
    6,458
    Mentioned
    341 Post(s)
    Tagged
    30 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by sacher.tonino
    Cofferati spaventa la vecchia nomenclatura centralistica dei moderati, semplicemente perchè è una persona seria.
    il popolo è provvisto di una sorta di radar epidermico.


    _________________________
    dopo l'istinto di classe
    mò il popolo cià pure il radar..

  9. #9
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Prodi in effetti si vuole accertare di non avere il Sergio fra le scatole nel 2006........e da disposizioni ai Margheritari bolognesi (che in buona parte votarono Guazzaloca per far dispetto ai diesse disarcionatori di Prodi.....alle scorse municpali)

    dal quotidiano di Torino

    "
    La Stampa del 10/06/2003


    --------------------------------------------------------------------------------
    Il presidente della commissione Ue affronta il Caso-Bologna

    Cofferati ottiene il via libera di Prodi
    Finora aveva preferito non intervenire nelle vicende italiane. Ma ha voluto troncare le voci di un «no» della Margherita sul nome dell'ex leader Cgil
    Fabio Martini
    --------------------------------------------------------------------------------

    Quando si fa sera, Romano Prodi se ne va alla periferia di Bologna, entra nel circolo Arci, dice "Stasera volevo essere felice con voi", bacia in pubblico la nipotina Chiara, abbraccia vecchi conoscenti, prende applausi e l'invocazione di un vecchio compagno: "Ti vogliamo al posto di Berlusconi!". E lui: "Al posto di?". E' un Prodi casual, in versione pre-pullman quello che in un lunedì qualunque decide di cimentarsi in una delle esternazioni politicamente più dettagliate da quando è emigrato a Bruxelles: "Se sinora non ho parlato delle elezioni di Bologna è perché la mia responsabilità mi rende difficile entrare nei temi della politica italiana, tanto più in quelli della politica bolognese, ma se mi chiedete se quella di Cofferati sia una candidatura degna, vi debbo dire: non solo è degna, è una candidatura degnissima".
    Parole che Prodi aveva pronunciato in mattinata, nell'aula magna dell'Univerisità, uno dei luoghi più cari al Professore. Parole che rappresentano la benedizione che mancava ad una candidatura, quella di Cofferati a sindaco di Bologna, che nelle ultime 48 ore ha decisamente preso quota. Ma una benedizione per nulla scontata. Se si esclude l'"indignazione" espressa da Prodi per la performance di Berlusconi a "Excalibur", nei quattro anni trascorsi a Bruxelles, mai il presidente della Commissione Europea era stato così esplicito. Curiosamente, per tutta la giornata, il diretto interessato, Sergio Cofferati, ha evitato qualsiasi commento, continuando a restare al coperto, in attesa di un atto formale da parte dell'Ulivo bolognese. Che è arrivato in serata: venerdì l'ex capo della Cgil è convocato alla sede dell'Ulivo di Bologna e finalmente in quelli. occasione gli sarà formalmente chiesto di candidarsi a sindaco. Ma l'ennesimo silenzio del "Cinese", anche davanti alla robusta esternazione prodiana, è l'ultima conferma: Cofferati si sta avvicinando alla candidatura a Palazzo d'Accursio con la stessa evasiva prudenza che i grandi notabili democristiani applicavano alla scalata del Quirinale. Fino all'ultimo parlavano d'altro, negavano.
    Ma i fatti stanno dando ragione a Cofferati. Il puzzle, che all'inizio sembrava sul punto di impazzire, si sta ricomponendo. Negli ultimi tre giorni, il messaggio che stava passando nei media si poteva sintetizzare così: i Ds più la maggioranza dell'Ulivo bolognesi vogliono Cofferati candidato sindaco, ma i prodiani e la Margherita stanno mettendo il bastone tra le ruote. Con una postilla velenosa: mentre il professor Flavio Dalbono, vicepresidente (prodiano) della Regione si è ritirato dalla corsa a sindaco, Vittorio Prodi (fratello di Romano) continuava a ripetere: "Nessuno mette in discussione Cofferati, ma io sono a disposizione della coalizione". E così, Romano Prodi, spendendosi a favore di Cofferati, in una volta sola ha fugato eventuali sospetti su una sua simpatia per il fratello e al tempo stesso ha messo il suo cappello su una candidatura che era nata in casa Ds. Ieri mattina, davanti all'Università, uno che conosce bene Prodi come Giovanni Salizzoni, vicesindaco della giunta Guazzaloca, subito dopo aver salutato in modo familiare il presidente della Commissione Europea ("Ciao Rom"), spiegava così la sponsorizzazione a favore di Cofferati: "A Bologna Romano è il personaggio di maggior carisma, ma per riconquistare la fiducia che in parte ha perso in città, azzerare e proporre lui un candidato è il modo per esserci di più".
    Ma è pur vero che la vicendaCofferati stava assumendo toni kafkiani, in un gioco di specchi nel quale i veri sponsor dell'operazione (Piero Fassino e Massimo D'Alema) si sono eclissati, il diretto interessato (Sergio Cofferati) tace, gli interditori (la Margherita) parlavano di metodo, chi aveva invocato trasparenza e primarie (le associazioni) si stavano preperando a girotondi propiziatori a favore del candidato unico, il Cinese. E dunque nell'interpretare Prodi, la lettura più convincente finisce per darla un prodiano pragmatico come Andrea Papini: "La vicenda si era talmente ingarbugliata che serviva qualcuno che avesse testa e la usasse. Romano ha anche un'altra virtù: capisce quel che la gente capisce".
    E proprio ieri Pier Ferdinando Casini, che è. amico del sindaco Giorgio Guazzaloca e ha un buon rapporto con Romano Prodi, ci ha tenuto a prendere le distanze dal Professore: "Da bolognese non dico niente: non sarebbe corretto da parte mia".
    "


    Saluti liberali

  10. #10
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    da www.giornale.it

    " Cofferati accetta la candidatura a sindaco di Bologna

    "Ho accettato di buon grado la proposta che mi è stata fatta da parte dell'Ulivo bolognese e del partito dell'Italia dei valori di essere il loro candidato nella contesa elettorale per le amministrative del 2004". E' con queste parole che Sergio Cofferati ha detto sì a chi gli chiedeva di essere il candidato sindaco del centro-sinistra a Bologna.
    "Ci sono le condizioni ottimali - ha proseguito Cofferati al termine della riunione - per poterlo fare. Tornerò poi a Bologna nei prossimi giorni per incontrare le associazioni e i movimenti anche nel rispetto del percorso che era già stato qui deciso, e che personalmente condivido molto".
    "Il percorso, fissa per la fine del mese di luglio l'assemblea progettuale e poi, alla fine di settembre, o nei primissimi giorni di ottobre, concluderà il tutto con un'altra assemblea, con le modalità che sono già state programmate. Io trovo che il percorso e il rapporto con i movimenti, così come il rapporto che il Tavolo riprenderà con Rifondazione comunista, siano un'ottima condizione di metodo e spero anche di merito per avere uno schieramento molto largo, in grado di imporsi nelle elezioni amministrative".
    A chi chiedeva se fossero state chiarite le incomprensioni che avevano caratterizzato la prima riunione del tavolo dell'Ulivo la scorsa settimana, Cofferati ha risposto: "Tutto a posto".



    14 Giu 2003
    "


    Liquidato " di buon grado " dalla "grande politica" nazionale..........Fassino e D'Alema [ con Prodi] hanno vinto.

    Saluti liberali

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Cofferati metafora dell’Ulivo al potere
    Di Mantide nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 26-10-05, 19:19
  2. Ulivo: proposte di Cofferati
    Di Claude nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 10-08-02, 18:50
  3. L'ulivo di Cofferati e' destinato a fallire...
    Di olaf nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 07-08-02, 18:53
  4. Cofferati: Voglio Un Grande Ulivo
    Di brunik nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 19-07-02, 03:53
  5. Cofferati,L'Ulivo ed il Governo
    Di pietro nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 10-07-02, 11:48

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito