Stupri di massa in Iraq
Dopo le donne del Vietnam, della Somalia,
del Ruanda, del Kosovo, infatti, sono state quelle irachene a pagare l'amaro conto dell'occupazione nemica, della guerra, un altro crimine contro l'umanità da aggiungere alla lista di quelli già segnalati dalle organizzazioni internazionali. Lo ha rivelato il quotidiano sunnita "As-Sa'ah", accusando 18 soldati americani di aver stuprato due ragazze irachene. Secondo quanto riferito dal direttore del giornale arabo, Naama Abdel Razak, il fatto sarebbe accaduto lo scorso venerdì a Suwarra, 180 chilometri a sud di Baghdad. Due adolescenti, di 14 e 15 anni, che stavano conversando con un gruppo di soldati americani sarebbero state invitate ad accompagnarli nel loro campo per scattare delle foto. Episodio da cui sarebbe scaturita la violenza collettiva. Una delle due ragazze sarebbe morta dopo lo stupro e la seconda sarebbe stata uccisa, invece, dai suoi familiari. Come prevedibile, è giunta immediata la smentita formale da parte delle forze armate Usa che hanno tentato di difendersi affermando che si tratta di un'azione volta a minare la credibilità delle truppe Usa. Ma, nonostante ciò, il capo del giornale sunnita ha replicato che: "La vicenda è nota a tutti gli abitanti di Suwarra e gli americani non hanno bisogno di una lunga inchiesta per conoscerne tutti i dettagli". Due inviati del "As-Sa'ah", infatti, avrebbero avuto la possibilità di raccogliere personalmente testimonianze e di vedere anche i corpi straziati delle due vittime.
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Nota: non e' chiaro se la seconda ragazza sia stata uccisa o se sia una diceria di paese, i giornalisti non sono riusciti a trovarla.
Sembra che il tutto sia scaturito da un giro di prostituzione messo su dai militari, con annessa distribuzione di riviste pornografiche ai giovani del luogo e richiesta di "ragazze" (sentito alla radio)




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