Rapporto Annuale 2003
Map of Italy (the Italian Republic)
Italy (the Italian Republic)
Repubblica italiana
Capo di stato: Carlo Azeglio Ciampi
Capo del governo: Silvio Berlusconi
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Statuto di Roma della Corte penale internazionale: ratificato
Sono continuate a pervenire segnalazioni di eccessivo uso della forza e maltrattamenti, talvolta configurandosi come tortura, ad opera di agenti delle forze dell'ordine e agenti di custodia, insieme a segnalazioni di decessi in circostanze controverse di persone arrestate e detenute. Il funzionamento del sistema giudiziario penale è stato oggetto di rinnovate critiche da parte di organismi interni ed intergovernativi. Uno dei tre uomini condannati nel 1995, a seguito di procedimenti legali dalla dubbia equità, per la partecipazione ad un omicidio politico avvenuto nel 1972, è rimasto in carcere per scontare una pena a 22 anni di reclusione ed in attesa dei risultati di unistanza presentata alla Commissione europea per i diritti umani. Organizzazioni attive in campagne per i diritti umani dei rifugiati hanno espresso preoccupazioni per la persistente mancanza di una legge sullasilo e per ladozione di una nuova legge, principalmente incentrata sullimmigrazione, che contiene disposizioni sullasilo che hanno ostacolato leffettivo esercizio del diritto di asilo stabilito dalle norme internazionali sui rifugiati e sui diritti umani e hanno aumentato il rischio di refoulement (rimpatrio forzato) di persone a rischio di subire gravi violazioni dei diritti umani. Un gruppo politico armato, le Brigate rosse per la costruzione del Partito comunista combattente (Br-Pcc) ha rivendicato la responsabilità dell'uccisione, avvenuta a marzo, di un consigliere economico del governo.
Contesto
Nel mese di gennaio, in seguito a proteste su scala nazionale dei magistrati, il Relatore speciale sullindipendenza di giudici e avvocati della Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani ha espresso preoccupazione per il crescente contrasto tra il governo e la magistratura che, ha detto, potrebbe indebolire lo stato di diritto. Il Relatore speciale si è recato in Italia a marzo e a novembre per studiare le cause di tale contrasto e aiutare a trovare una soluzione.
Nei rapporti e dichiarazioni preliminari emessi dopo le visite, il Relatore speciale ha affermato di essere convinto che giudici e pubblici ministeri avessero ragionevoli motivi per ritenere minacciata la propria indipendenza. Dopo la visita effettuata a marzo, egli ha chiesto agli esponenti politici coinvolti in processi di alto profilo relativi a corruzione e falso in bilancio, tra cui il primo ministro Silvio Berlusconi, di rispettare i principi del giusto processo e di non usare la propria posizione per ritardare indebitamente i procedimenti. Il Relatore speciale ha anche raccomandato listituzione di un comitato di coordinamento rappresentativo di tutti i settori dellamministrazione della giustizia con il compito di affrontare la riforma del sistema della giustizia in maniera olistica ed onnicomprensiva. Nel corso della visita compiuta a novembre egli ha rilevato che proseguivano il reciproco sospetto e la sfiducia che sfociano in tensione - tra i magistrati e il governo. Egli ha affermato che le cause alla radice [di tale tensione] sembrano essere la pesantezza del sistema giuridico e delle sue procedure che conduce ad abusi ed i processi di alto profilo di importanti esponenti politici che vengono visti trarre vantaggio dalla debolezza del sistema e, dove necessario, utilizzare la procedura parlamentare. Il Relatore speciale ha anche concluso, tra laltro, che non vi erano stati molti progressi nella riforma del sistema giudiziario e ha sottolineato che anche il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa era preoccupato per leccessiva lunghezza dei procedimenti giudiziari in Italia e stava tenendo sotto controllo lefficienza del sistema giudiziario penale.
Nel suo secondo rapporto sullItalia, pubblicato ad aprile, la Commissione europea contro il razzismo e lintolleranza (Ecri) ha riconosciuto che negli ultimi anni il paese aveva compiuto un certo numero di passi in avanti nella lotta a tali problemi, ma ha notato che essi persistevano comunque e si manifestavano sotto forma di pregiudizi sociali, episodi di discriminazione ed atti di violenza. La Commissione ha sottolineato che la propaganda di provocazione razzista e xenofoba condotta da certi leader politici aveva svolto un ruolo nel determinare tale situazione e meritava urgente attenzione. In risposta alla Commissione, le autorità italiane hanno osservato che nessun partito politico in Italia, nel suo programma o nel suo comportamento, si ispira allintolleranza razziale e xenofoba.
Maltrattamenti ed impiego eccessivo di forza da parte delle forze dell'ordine
Sono stati avviati, o sono proseguiti, numerosi procedimenti penali relativi a denunce di maltrattamenti ed eccessivo uso della forza da parte di agenti delle forze dell'ordine, nonché a sparatorie, talvolta fatali, avvenute in circostanze controverse.
LEcri ha espresso preoccupazione per le segnalazioni del coinvolgimento di alcuni agenti delle forze dell'ordine in controlli discriminatori, linguaggio insultante ed ingiurioso, maltrattamenti e violenze, compreso, in alcuni casi, luso indebito di armi da fuoco e per il fatto che alcuni gruppi di persone tra cui in particolare i rom/zingari, gli stranieri e i cittadini italiani di origine immigrata erano particolarmente espost[i] al rischio di divenire le vittime di tali comportamenti. LEcri ha rilevato come la maggior parte di tali incidenti non ha dato origine a denunce penali da parte delle vittime, che le indagini su tali casi sono state esigue, che vi è stata poca trasparenza in merito ai risultati delle inchieste della polizia e che contro-denunce sono state frequentemente presentate o minacciate contro le persone che esprimevano lintenzione di sporgere denuncia di maltrattamenti La Commissione ha sottolineato lesigenza urgente di migliorare le risposte dei meccanismi di controllo alle denunce per la cattiva condotta della polizia contro membri delle minoranze e ha raccomandato, tra laltro, la creazione di una commissione indipendente incaricata di svolgere indagini su tutte le presunte violazioni dei diritti umani commesse dalla polizia.
Aggiornamenti
Tra le indagini penali in corso figuravano quelle relative alle violazioni dei diritti umani commesse durante le operazioni di polizia legate a manifestazioni di massa in occasione del terzo Global Forum (Napoli, marzo 2001) e del Summit G8 (Genova, luglio 2001).
*Decine di agenti di polizia di Napoli sono stati sottoposti ad inchiesta. In aprile la giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta del procuratore della Repubblica per larresto di otto agenti di polizia. Tra i vari capi daccusa vi erano laver trasferito illegalmente ed indiscriminatamente in una struttura detentiva decine di persone prelevate dagli ospedali locali, in cui molti si erano recati per sottoporsi a cure urgenti per le ferite riportate durante le manifestazioni; laver impedito agli arrestati di comunicare con parenti e avvocati; laver sottoposto gli arrestati a perquisizioni corporali illegali ed umilianti, aggressioni fisiche, anche con manganelli, intimidazioni, minacce e altri maltrattamenti; laver danneggiato oggetti di proprietà degli arrestati e laver illegalmente confiscato pellicole fotografiche, macchine fotografiche, videocamere, telefoni cellulari ed altri oggetti allo scopo di coprire i presunti reati commessi dalle forze dell'ordine. Nel mese di maggio la sezione per il riesame del tribunale di Napoli ha annullato l'ordine di custodia. Tuttavia, il tribunale ha sottolineato che, sebbene non avesse rilevato prove sufficienti per confermare laccusa di sequestro di persona, vi erano prove consistenti di reati di violenza privata e lesioni personali; che era indubbio che si fossero verificate condotte violente e vessatorie da parte della polizia in palese viol’azione di norme di legge, soprattutto presso la caserma in cui erano stati portati gli arrestati; e che
[erano] state poste in essere condotte abnormi e assolutamente ingiustificabili.
*Le numerose indagini penali relative agli incidenti in occasione del G8 avviate dalla procura della Repubblica di Genova comprendevano anche l’inchiesta per l'uccisione di un dimostrante, Carlo Giuliani. Il carabiniere che esplose il colpo da una camionetta dellArma attaccata dai manifestanti è stato indagato per possibile omicidio volontario mentre si svolgeva lanalisi delle testimonianze e delle prove forensi. Nel mese di dicembre la procura, sostenendo che l'agente aveva agito per legittima difesa, ha presentato richiesta di archiviazione alla giudice per le indagini preliminari. I legali della famiglia di Carlo Giuliani si sono opposti alla richiesta e, a fine anno, la giudice non aveva ancora reso noto la propria decisione.
È proseguita unaltra indagine penale relativa al comportamento degli agenti delle forze dell'ordine durante lirruzione in un edificio legalmente occupato dal Genoa Social Forum. Almeno 62 delle 93 persone arrestate durante lirruzione riportarono ferite, alcune delle quali resero necessario il ricovero urgente e, in alcuni casi, lintervento chirurgico. Decine di agenti di polizia sono stati posti sotto inchiesta, inizialmente per possibili accuse di abuso di autorità, lesioni e percosse, ingiurie e/o per non averne impedito il compimento da parte di altri agenti ai loro ordini. L'indagine si è ampliata quando sono emerse forti prove che suggerivano che gli agenti avevano commesso reati di falsa testimonianza e falsificazione di prove contro i 93 arrestati, apparentemente per giustificare lirruzione, il grado di forza impiegata dalla polizia e larresto stesso delle 93 persone. Queste ultime sono state accusate di resistenza a pubblico ufficiale, furto, porto darmi ed associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio. Nel mese di dicembre la procura ha presentato richiesta di archiviazione per i primi tre reati, mentre per il quarto a fine anno l'indagine penale era ancora in corso.
Ancora aperta era anche l'indagine sul comportamento degli agenti e del personale penitenziario allinterno del centro detentivo temporaneo di Bolzaneto, in cui furono condotti più di 200 arrestati. A fine anno più di 30 persone, tra cui agenti di custodia, medici, carabinieri e agenti di polizia, risultavano essere sotto inchiesta per abuso di autorità, lesioni e percosse, ingiurie e/o per non averne impedito il compimento.
Carceri
È perdurato il cronico sovraffollamento e sono continuate a pervenire segnalazioni di assistenza medica inadeguata, condizioni sanitarie carenti ed alti livelli di autolesionismo, tentato suicidio e suicidio. Le frequenti proteste dei detenuti sono state causate largamente dalle condizioni sempre più deteriorate, sia per i reclusi, sia per il personale penitenziario. Durante l'anno erano ancora in corso numerosi procedimenti penali, alcuni dei quali contraddistinti da eccessivi ritardi, in merito ai presunti maltrattamenti, talvolta configurandosi come tortura, compiuti dagli agenti di custodia. Sono state espresse preoccupazioni che il regime di massima sicurezza cosiddetto del 41-bis (che consente un duro grado di isolamento dal mondo esterno ed è applicabile a detenuti legati al crimine organizzato) possa in certi casi configurarsi come trattamento crudele, inumano e degradante. Una legge approvata dal parlamento in dicembre ha esteso l'applicazione del 41-bis anche alle persone detenute per traffico di esseri umani e per reati commessi con finalità di terrorismo ed eversione.
*Nel mese di maggio, più di 70 detenuti del carcere distrettuale di Trento hanno firmato un reclamo in cui denunciavano che alcuni agenti di custodia avevano picchiato un recluso di origine marocchina e che spesso abusavano del loro potere. In giugno il ministero della Giustizia ha dichiarato che la procura locale aveva avviato indagini sia sulle denunce dei detenuti, sia in merito ad un rapporto presentato dagli agenti di custodia di Trento in cui affermavano che, nel mese di maggio, i reclusi avevano commesso reati violenti contro gli agenti stessi e che alcuni detenuti di origine marocchina avevano preso parte a violenti disordini.
*A settembre la procura di Palermo ha aperto un'indagine penale in merito ad una denuncia scritta presentata da circa 25 detenuti del carcere Pagliarelli. Essi avevano denunciato che alcuni agenti li avevano sottoposti ad aggressioni, intimidazioni, violenza fisica e psichica e che tali trattamenti avevano portato ad un tentativo di suicidio.
*È stato segnalato che, nelle carceri di Cuneo, LAquila e Viterbo, le finestre delle celle occupate dai detenuti sottoposti al regime del 41-bis erano state coperte con vari strati (talvolta fino a tre) di vetro rinforzato e barriere di sicurezza metalliche che avevano significativamente ridotto la possibilità per i reclusi di ricevere aria e luce dallesterno. Le denunce riferivano che i detenuti ospitati in tali celle per periodi prolungati avevano subito un considerevole deterioramento della vista.
*Nel mese di dicembre si è aperto il processo agli otto agenti di custodia accusati di aver causato lesioni gravi a Luigi Acquaviva, morto nel carcere sardo di Bade Carros nel gennaio 2000. Lautopsia ed altre perizie legali stabilirono che il suo corpo, ritrovato impiccato in una cella di isolamento sorvegliata elettronicamente, presentava estesi traumi sofferti prima della morte e ferite al collo compatibili con lipotesi del suicidio. Inoltre, un agente di custodia è stato accusato di omicidio colposo per omissione di soccorso, per non aver controllato il detenuto e non averne impedito il suicidio.
Giurisdizione universale per crimini contro lumanità
A febbraio un cittadino ruandese residente in Italia è si è recato in Tanzania dove si è consegnato al Tribunale penale internazionale per il Ruanda (Ictr) di Arusha. Nel 2001 lItalia si era rifiutata di mettere in atto un mandato di arresto internazionale spiccato nei suoi confronti per genocidio e crimini contro lumanità, sostenendo che, in base al diritto interno, non vi erano fondamenti legali per effettuare larresto. Amnesty International aveva chiesto allItalia di mantenere immediatamente i propri obblighi internazionali e garantire che i responsabili di gravi violazioni dei diritti umani fossero condotti in giudizio. Nel mese di agosto è stata promulgata una legge sulla cooperazione dell'Italia con il Tribunale per il Ruanda




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