Da Sands a Massud: giovani di destra a caccia di eroi
Il più scontato è Ezra Pound, poeta americano con simpatie fasciste. Il più sorprendente, il comandante Massud, il leone del Panshir. Insieme a loro ci sono Jan Palach, lo studente di Praga morto suicida nel ’69, e Bobby Sands, «martire» per la libertà dell’Irlanda. Sono i quattro candidati dai giovani di An - che ne discuteranno alla festa del Secolo di Milano - a diventare i nuovi «eroi» della destra, i «Disobbedienti per la Patria». Il pantheon della destra si rinnova e il tasso ideologico, già diluito dalla svolta di Fiuggi, cala drasticamente. Finiscono in cantina i classici di pensatori in odore di antisemitismo, vengono relegati in un angolo personaggi non troppo in sintonia con il moderatismo di Fini. E così fuori Evola, Codreanu e anche Gentile. Dentro la regina dei descamisados Evita Peron, il «Principe degli Anelli» Tolkien, il giudice antimafia Paolo Borsellino.
Ma le quattro figure «candidate» dai giovani di destra hanno poco o nulla a che fare con un’ideologia strettamente di destra. «E’ vero - spiega il coordinatore di Azione giovani Carlo Fidanza -, a parte Pound, gli altri hanno percorsi differenti. Ma c’è una cosa che li unisce: la scelta di lottare in difesa del proprio popolo e della propria patria contro l’invasore».
Per due dei quattro la scelta è soprattutto in chiave anticomunista: Massud ha speso buona parte della sua vita da guerrigliero combattendo contro l’invasione sovietica in Afghanistan. E Jan Palach si è immolato in segno di protesta contro i carri armati sovietici che soffocavano la rivoluzione di Praga.
Il nome di Pound, il poeta di «Clara e Ben appesi a Milano», è invece un classico della cultura di destra. Quanto a Sands, acerrimo nemico di quella che un tempo si chiamava «la perfida Albione», qualcuno non sarà contento di vederlo arruolato tra gli eroi della destra. A cominciare dai compagni di Rifondazione del «Circolo Bobby Sands» di Bologna. «Se avessimo dovuto scegliere militanti di destra avremmo potuto fare i nomi dei 23 ragazzi che hanno pagato con la vita la militanza di destra - spiega Fidanza - in realtà volevamo andare oltre. E trovare giovani che si sono sacrificati per la patria, esempi concreti di fede profonda in un ideale».
Operazione inversa a quella fatta da una parte della sinistra, che cerca di liberarsi da miti ormai troppo ingombranti, come Che Guevara. «Figuriamoci, uno come lui lo portano pure nelle manifestazioni pacifiste». Ma un po’ il Che glielo invidiano i giovani di destra a quelli di sinistra: «Anche noi abbiamo bisogno di simboli forti. E il Che in passato piaceva a molti di noi perché incarnava la figura del guerrigliero che aveva combattuto contro il modello liberalcapitalista». E combatteva per la Patria. Come i quattro candidati. E come i partigiani contro il nazismo. «Andiamoci piano, molti combattevano in vista dell’asservimento ai sovietici». Meglio Massud, allora, e Sands, ben distanti dalla travagliata storia d’Italia e dal fascismo rinnegato da An. Eroi moderni a basso tasso d’ideologia. «Anche se io - spiega Fidanza, che ha 27 anni - mi sono formato su Evola, Codreanu e Pound».
da Il Corriere della Sera 18.06.03




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(barbun!)

