Tredici anni di prigione a dissidente via Internet
Tredici anni di prigione sono stati inflitti oggi a un
vietnamita accusato di "spionaggio" per aver usato
Internet in funzione anti-governativa.
Pham Hong Son - questo il nome del condannato - è stato
giudicato colpevole da un tribunale della capitale Hanoi,
che gli ha anche comminato tre anni di arresti
domiciliari da scontare dopo la reclusione in carcere.
L'uomo, un medico di 34 anni impiegato in un'azienda
farmaceutica, era stato arrestato il 27 marzo 2002 dopo
aver tradotto un articolo intitolato `Cosa è la
democrazia?', trovato sul sito Internet del dipartimento
di Stato Usa, che aveva poi inviato ad amici e funzionari vietnamiti.
Inoltre Son aveva scritto una lettera aperta, pubblicata
sul web, in cui protestava perché la sua abitazione era
stata perquisita e il computer gli era stato confiscato.
Pham Hong Son è stato perciò ritenuto colpevole di
"aver raccolto notizie e documenti da un Paese straniero
per usarli contro lo Stato socialista del Vietnam".
È inoltre accusato di aver raccolto danaro a favore dei
dissidenti vietnamiti che vivono all'estero.
Lo scorso novembre Le Chi Quang, avvocato, 32 anni, si
era visto infliggere quattro anni di prigione per aver
pubblicato su Internet articoli polemici nei confronti
del governo socialista.
Si stima che circa un milione di vietnamiti, su una
popolazione di 80 milioni, abbia accesso regolare alla
rete, soprattutto attraverso gli Internet cafè.
Anche in Vietnam, però, come già accade da molti anni in
Cina, le autorità continuano ad attuare severi controlli
sul web, ritenuto uno dei luoghi ideali per il
proliferare del dissenso.
[LM]
(C) Misna-VIETNAM 18/6/2003 150


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