È pazzesco ciò che ho letto, tempo fa, sulla Stampa: “Cristo fu giustiziato dai romani”, “Gli ebrei sono innocenti” ed ancora “Pilato non si lavò le mani”.
Con una puntigliosa analisi Chaim Coha, giurista israeliano, nel suo libro “Processo e morte di Gesù” ricostruisce ciò che successe 2000 anni fa e rovescia l’opinione comune. Prende in esame i fatti di allora come si trattasse di un normale processo ed incrocia le prove.
Mette in evidenza le contraddizioni nei Vangeli ed utilizza il Talmud. Gustavo Zagrebelsky, costituzionalista e membro della Consulta, nonché traduttore di “Processo a Gesù”, nel suo articolo evidenzia l’esigenza che, ora, parte del mondo ebraico, intende “riappropriarsi di Gesù, un Gesù ebreo e di restituire Gesù ai suoi”.
“Gesù non sarebbe un soggetto cristiano ed i cristiani non potrebbero dirsi credenti nella religione di Gesù. Le basi del Cristianesimo sarebbero state poste dopo la morte di Gesù per creare una religione monoteistica universale e diffonderla nel mondo ellenistico dei gentili, secondo il progetto e la predicazione di Paolo di Tarso”.
Io, fervente cattolica, provo orrore da simili affermazioni blasfeme. Ma che pretendete voi, ebrei, che attendete ancora l’arrivo del Messia? Dopo 2000 anni, forse, vi siete convinti che è Gesù il Messia inviato da Dio, o forse, ci volete defraudare del nostro Signore?
Volete essere sempre la “prima donna”, non vi basta essere una super potenza economica mondiale; continuate a fare vittimismo come se foste gli unici ad aver sofferto. Persino l’intellettuale Amos Oz, definito “lo specchio d’Israele” ha detto: «Ebrei, basta romanticizzare l’Olocausto».
Avete obliato che negli anni 60 la Germania armò Israele, e gli ultrà ortodossi che non riconoscevano lo Stato (solo l’arrivo del Messia poteva proclamarlo), giudicarono motivo di perdizione e di eterna condanna l’accettare denaro ed armi dalla Germania? Ma, Ben Gurion, disse loro: «Konrad Adenauer è un sicuro amico di Israele. Cercate di vedere l’antisemitismo là dove si trova veramente. L’antisemitismo dei fatti».
Come potete avere rapporti con una Nazione che ha sterminato 6 milioni di ebrei e vi ha definito razza inferiore?
Invece di dissacrare la nostra Religione, perché Gesù è dei cristiani, non degli ebrei, sia ben inteso, cercate, piuttosto, di non usurpare territori dei palestinesi che avete cacciato dalle loro case per allargare i vostri confini.
Ricordate che Israele è stata condannata da una risoluzione dell’ONU del 1974, che definiva il sionismo ideologia razzista; che ammette, legalmente, la tortura come metodo poliziesco e di coercizione; che occupa, impropriamente, ampi territori, ignorando, sistematicamente, il biasimo della comunità internazionale.
Israele è, nonostante la sua recente fondazione, il paese che ha collezionato il maggior numero di risoluzioni di condanne dell’ONU. Inoltre, non ha ancora depositato i suoi confini rivendicati o reali all’ONU.
Da anni, continua una guerra che non avrà mai fine, come vediamo alla TV e sui giornali dei fatti cruenti che sono solo una vendetta ed una prevaricazione su uno Stato più debole. Israele non ammetterà, mai, una sconfitta.
In ciò non desidero intromettermi, poiché sono affari vostri. Però, abbiate il coraggio di risolvere le vostre diatribe da soli, senza chiedere, continuamente, aiuti da altri Stati. Moderate la vostra superbia, smettetela di fare le vittime ed abbiate più dignità.
Non toccate la nostra Religione e non farneticate dicendo che Gesù è vostro, ma cogitate sul vostro passato e presente che è, veramente, disdicevole per un popolo che vuole essere una Nazione!
Lilina Parodi




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