Sig. Tiberio Graziani,
Direttore di Eurasia. Rivista di Studi geopolitici
Caro Sig. Graziani:
Abbiamo appreso con grande rammarico la notizia che il 5 maggio 2009 il cittadino russo Victor V. Erofeev, che si presenta come uno ‘scrittore russo’ abbia vinto il premio letterario ‘Mondello’ per il libro ‘Il buon Stalin’(2004), e che un testo praticamente sconosciuto in Russia sia stato riconosciuto – evidentemente per negligenza – come il miglior ‘romanzo’ dell’anno in Italia.
E’ triste che individui culturalmente minorati provenienti dalla Russia e Europei non informati, cadano vittime di una tale provocazione, poiché l’autore di cui sopra non può in nessun modo essere considerato uno scrittore, né tantomeno uno scrittore RUSSO.
L’inevitabile conclusione alla quale siamo giunti dopo una buona conoscenza del libro ‘L’enciclopedia dell’anima russa’ (2006 in Italia), è che tale libro può essere descritto solo come una poltiglia russofobica, immorale ed antisociale, volta a generare un odio generalizzato in Russia. Chiaramente questa scrittura è figlia di una devianza mentale, di immaginazione iperattiva e di una visione distorta e senza speranze. Ci sorprende che questo oltraggioso odio bestiale per tutte le cose russe, per la Russia e per l’umanità in genere, possa vedere la luce nella nostra epoca. Il linguaggio con cui ‘L’enciclopedia’ è scritta, puzza di graffiti illetterati e offensivi lasciati sui muri dagli hooligans. Alcune citazioni di seguito dovrebbero illustrare a sufficienza la questione.
Per esempio, la parte di testo intitolata ‘La Domenica di Sangue’ recita:
‘I russi dovrebbero essere bastonati.
I russi dovrebbero essere ammazzati.
I russi dovrebbero essere murati.
Altrimenti non sarebbero più russi.
La Domenica di Sangue è festa nazionale’
La parte del testo intitolata ‘La Piazza Rossa’ – il posto favorito e dai russi e dai turisti stranieri che visitano la nostra nazione – dice:
‘La Piazza Rossa è una prova per gli stupidi. Se ti piace devi essere completamente pazzo. Se non ti piace significa che sei ugualmente al 100% pazzo. Il luogo è incantato. Ci sono schiere di pazzi ben vestiti che camminano intorno alla Piazza Rossa. Tenete in mente che nel maggio 1945 la Piazza Rossa fu il luogo in cui la Russia imbellettata si rallegrò del grande trionfo sul Fascismo hitleriano!’
Qui di seguito alter idee del Sig Erofeev in merito alla Russia:
‘Avendo girato il mondo per comprendere meglio la Russia, ho capito che essa rappresenta una seria minaccia al mondo’.
‘La Russia non è fra le culture capaci di autodeterminarsi. E’ storicamente una nazione disonesta. Essa si basa su delle menzogne.’
‘La cultura russa è un obitorio a cinque stelle’
I commenti sono superflui. In aggiunta bisognerebbe solo notare che – oltraggiosamente come Cam nella Bibbia – il sig. Erofeev non solo insulta i Russi, ma anche tutti coloro che nel mondo ammirano la Russia e si considerano suoi amici.
Qui un altro passaggio da questi scritti barbari:
‘Un russo è un caso di responsabilità limitata. Non saprai mai cosa ha compreso e cosa non è riuscito ad afferrare. Dovresti parlare ai russi in termini il più semplici possibile. Questa non è una malattia, bensì una condizione storica’.
‘Il modo di agire con I russi è di mettere la maschera antigas e di attaccare. Loro odiano essere trattati bene. Se tu ti comporti bene con loro, essi si decompongono come salsicce al sole.’
‘Tutti… pensano che i russi abbiano le sembianze di persone normali.. E’ solo un’illusione – sono bestie con quattro nasi.’
‘La normale condizione di un russo è l’ubriachezza.. Quando è ubriaco un russo sembra se stesso’
‘La Russia è una nazione vergognosa. Un taccuino di stereotipi. Loro non sono capaci né di lavorare né di pensare in maniera sistematica’
E’ noto che la nazione che il Sig. Erofeev chiama ‘vergognosa’ è rispettata in Italia. Questo rispetto è dovuto non solo alla grande cultura russa e ai legami di lungo termine tra Russia e Italia, ma anche il fatto che storicamente gli italiani hanno avuto l’occasione di incontrare i russi e di poter testimoniare il carattere russo.
Il 28 dicembre 1908, data catastrofica in cui a seguito di un terremoto Messina crollò, i marinai russi si precipitarono a salvare la gente tra le rovine della città, salvando oltre 3000 vite; questa data non è stata dimenticata in Italia. Nel 1910 il governo italiano insignì della medaglia di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia l’Ammiraglio di Divisione V.I. Litvinov delle medaglie di comandanti dell’Ordine della Corona d’Italia tutti i capitani e medici russi della missione, mentre i marinai furono insigniti di medaglie commemorative. Ci sono strade in alcune città italiane intitolate ai marinai russi della missione del 1908.
Sig Graziani, come lei ben sa, il centesimo anniversario della tragedia è stato commemorato in Italia nel dicembre del 2008.
E’ deplorevole che – contro l’evidenza degli eventi passati – un premio letterario sia stato assegnato a Palermo, in Sicilia, a Erofeev, che era stato denunciato due mesi prima da un gruppo di attivisti moscoviti per incitamento all’odio all’interno della nazione russa. Il premio sembra un’espressione di supporto allo scribacchino datogli da una nuova Internazionale che ha bisogno di persone come Erofeevs, per seminare ostilità fra i popoli e quindi spingere il mondo verso la catastrofe.
Gli Italiani sono conosciuti per essere pii cristiani. Quindi dovrebbero sapere come l’uomo di Neanderthal con ambizioni letterarie abbia osato imbrattare l’intero mondo cristiano.
‘Il Cristianesimo si sta evolvendo in una orchestra folkloristica guidata da Pietro e Paolo…
Sono stanco degli dei in abiti teatrali. Non dovrebbe essere troppo difficile trovare un lavoro per questi veterani del Paradiso. Insieme agli dei dell’Olimpo e a Babbo Natale, potrebbero essere utilizzati per intrattenere i bambini e personaggi di miti istruttivi, di leggende e di favole..
‘Naturalmente convocare una sessione dell’Unesco e commissionare un nuovo dio è un’opzione. E’ più probabile, comunque, che emergerà naturalmente dallo sporco dell’Africa e da internet, fra i senza casa russi, le zanzare del Kolkota, tra i tossicodipendenti di New York..’
‘In essenza il Cristianesimo è stato concepito in maniera eccezionale: la predestinazione della morte in cambio dell’osservazione di regole morali’
Questa è la visione del mondo del recente vincitore del premio Mondello. Egli insulta apertamente l’intero mondo, tra cui milioni di cristiani, i costruttori della grande cultura spirituale del genere umano, sia quelli che vivono in questo mondo che quelli che sono passati a miglior vita.
Sig. Graziani, sapendo che lei è un patriota della sua nazione, un sincere amico della Russia e un conoscitore della sua cultura, le chiediamo di riportare sulla sua rivista il vero stato dell’ambiente intellettuale russo, di far conoscere ai suoi lettori gli autori russi di rilievo e di spiegare come si sentono i russi relativamente a questo fenomeno pseudo-culturale, spesso soprannominato ‘russo’ all’estero, ma che mal rappresenta la sua gente, diffondendo odio verso qualsiasi cosa russa, inculcando disprezzo per gli uomini, odio per Dio, e disprezzo per i valori morali.
Con i nostri migliori saluti,
V.N. Krupin, scrittore, membro del Presidio dell’Accademia Russa delle Arti, Co-Presidente dell’Unione degli Scrittori Russi
E.Z. Tsybenko, Professore Emerito dell’Università statale di Mosca, Dr. in Scienze filologiche, insignito con il titolo di Comandante dell’Ordine al Merito della Repubblica Polacca.
L.S. Krasnova, Professore dell’Università statale di Mosca presso la facoltà di Lingue Straniere, Dr. in Scienze filologiche
V.V. Voropaev, Professore dell’Università statale di Mosca presso la facoltà di Filologia, Dr. in Scienze filologiche
N.V. Maslennikova, Professore dell’Università statale di Mosca presso la facoltà di Filosofia, Dr. in Scienze filologiche
O.V. Tsybenko, Ricercatore associato, Istituto per gli studi Slavi presso l’Accademia russa delle Scienze, Dr. in Scienze filologiche
A.N. Strizhev, Scrittore, membro dell’Unione degli Scrittori Russi
V.A. Nedzevetski, Professore Emerito dell’Università statale di Mosca, Dr. in Scienze filologiche, vincitore del premio letterario ‘I.A. Goncharov’
G.A. Bogatova, Accademico dell’Accademia Internazionale Slava, Professore dell’Università Ortodossa the St. Tikhon, Dr. in Scienze filologiche
Archpriest Valentin Asmus, Decano della Chiesa ‘Velo Protettore della Santa Vergine’ di Krasnoye Selo, Professore dell’Università Ortodossa the St. Tikhon, MS in Teologia
E.V. Putintseva, referente dell’Arciprete Artemiy Vladimirov (Chiesa di Tutti I Santi a Krasnoye Selo), Dr. in Scienze filologiche
T.L. Mironova, Capo Ricercatore Associato della Biblioteca di Stato russa, Dr. in Scienze filologiche, membro dell’Unione degli Scrittori Russi
V.V. Schmidt, Deputato della Facoltà di Stato Relazioni Nazionali, Primo Consigliere di Stato della Federazione Russa, Dr. In Scienze filosofiche, membro dell’Accademia Russa di Servizio dello Stato per il Presidente della Federazione Russa
E.A. Bondareva, Direttore di Programmi Pubblici, Fondazione Prospettive Storiche, Dr. In Scienze storiche
E.A. Popov, Direttore degli Studi Ukraini, Professore all’Università federale del Sud (Rostov-on-Don), , Dr. In Scienze filosofiche
A.S. Novikova, Professore dell’Università statale di Mosca presso la facoltà di Filologia, Dr. in Scienze filologiche
V.I. Maksimenko, Direttore della Fondazione Russkoe Edinstvo per la Promozione della Cooperazione Umanitaria, Dr. in Scienze storiche
S.G. Zamlelova, Scrittore, membro dell’Unione degli Scrittori Russi
Mosca
14 settembre 2009
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Cari Amici Russi,
ho letto con molta attenzione il testo della vostra lettera aperta.
Lo ritengo un simbolico atto di denuncia contro la campagna di disinformazione e demonizzazione attualmente in atto ai danni della vostra nazione e del vostro popolo.
Tale campagna, volta a creare diffidenza verso il popolo russo, vale la pena ricordarlo, è iniziata a partire dagli anni 2000, quando la Russia ha iniziato a rialzare con dignità e fermezza il capo, dopo il collasso sovietico dei primi anni novanta e la successiva gestione el’ciniana della cosa pubblica.
La ragione principale di questa campagna trae la sua origine da una prassi geopolitica perseguita costantemente dalle potenze atlantiche, Gran Bretagna e Stati Uniti in testa, e dalle lobbies che ne determinano la politica estera. Lo scopo di questa prassi è la disgregazione totale dello spazio russo o, perlomeno, il suo accerchiamento.
Lo spazio russo rappresenta infatti l’area perno dell’intera massa eurasiatica. La sua disgregazione (o il suo accerchiamento) produrrebbe un effetto disastroso per il costituendo scenario multipolare, e soprattutto, per lo sviluppo delle relazioni culturali, economiche e politiche tra le Nazioni europee e la Federazione russa.
La campagna russofoba, in cui si inserisce l’opera di Erofeev, è parallela e sinergica ad un’altra campagna, quella islamofoba, orchestrata da Washington e Londra a partire dagli anni novanta.
Anche in questo caso le potenze atlantiche, al fine di limitare ogni possibile intesa, in particolare, tra l’Europa meridionale, il Nordafrica e il Vicino Oriente hanno messo in atto una campagna mediatica volta a produrre diffidenza tra gli Europei e gli appartenenti alla cultura islamica. Anche alcuni “intellettuali” italiani si sono prestati a questa indegna campagna.
Pubblicherò e diffonderò la vostra lettera, affinché sappiate che qui in Italia e in Europa avete amici sinceri e disinteressati che insieme a voi denunciano lo scontro di civiltà alimentato dai think tanks atlantici.
Con i migliori auguri.
Tiberio Graziani
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Tiberio Graziani,
direttore di Eurasia. Rivista di Studi geopolitici




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