L’Albanian-American Civil League (AACL) è l’organizzazione degli albanesi emigrati in America. Ha sostenuto attivamente Berisha, prima, durante e dopo la rivolta albanese, offrendo sostegno alle iniziative dei nazionalisti albanesi della regione, come, per esempio, l’organizzazione dell’Università monoetnica albanese, illegale e non riconosciuta dalla Macedonia, nella valle di Tetovo, al confine con il Kosovo e Metohija.
Gli appoggi di cui la A.A.C.L. gode non sono di poco conto: presidente della Lega, che ha sede a New York, è Joseph Dioguardi, membro del Congresso e per lungo tempo stretto collaboratore del senatore Bob Dole, che sfidò Clinton come candidato ufficiale del Partito Repubblicano alle presidenziali del 1996. Proprio nel periodo in cui si preparava l’aggressione americana alla Jugoslavia, e proprio mentre veniva gonfiata la immensa bugia mediatica sull’esilio dei profughi albanesi dal Kosovo, come comunicò lo stesso organo della comunità albanese americana “Illyria”, alcuni membri dell’U.C.K., provenienti dalla Svizzera, organizzarono a New York, con l’aiuto della Lega, una serata per raccogliere fondi.
L’AACL ha, in molti suoi comunicati ufficiali, sostenuto apertametne l’operato dell’U.C.K., sostenendo che non si trattava di un’organizzazione terrorista. Il cosiddetto “Esercito di Liberazione del Kosovo”, grazie ai suoi collegamenti internazionali, ha in breve tempo acquisito una totale impunità per le sue azioni criminali. L’obiettivo della “Grande Albania” è stato l’obiettivo di tutta la vita per l’ex- membro del Congresso, Joe DioGuardi, che ha svolto una sua personale guerra di propaganda a sostegno degli obiettivi criminali del KLA (U.C.K.) senza che tale posizione sia mai stata contestata nel congresso stesso o sui mezzi di informazione.
La promozione operata da DioGuardi a sostegno degli obiettivi del KLA nel congresso, è sempre stata quanto mai esplicita, come in questa dichiarazione:
“La lega civica americana albanese è stata la prima organizzazione, negli Stati Uniti, ad uscire pubblicamente a sostegno del KLA, già nel mese di febbraio del 1998. Da allora, la lega civica ha svolto un ruolo importante nella promozione, nel sostegno politico e materiale dell’U.C.K.- KLA presso il congresso degli STATI UNITI e durante la gestione di Clinton. A conclusione della campagna della NATO, la lega civica ha annunciato il sostegno al governo provvisorio di Hashim Thaci, fino a che non fossero indette elezioni democratiche in un “Kosova” libero.” Cosa DioGuardi intenda per “libero”, si può facilmente tradurre con igenocidio fisico e culturale delle minoranze non albanesi in Kosovo.
La Lega Civile Americana- Albanese (A.A.C.L.) ha contribuito pesantemente alle campagne politiche dei membri del congresso che potevano appoggiare posizioni filo-albanesi.
E’ sotto gli occhi di tutti, che, nell’impotenza totale delle Nazioni Unite, la mafia albanese è saldamente al controllo del Kosovo, sotto gli occhi della NATO e di U.N.M.I.K. Tuttavia, non è mai stata compiuta alcuna seria indagine sulla AACL e sui suoi legami con il KLA, questo sedicente “esercito di liberazione” che è stato inserito fra i 100 gruppi terroristici più potenti del mondo, fino a quando Clinton non deciso di cambiare il “profilo” di questi “combattenti”, definendoli “combattenti di libertà.”
Visitando il sito ufficiale della A.A.C.L. è possibile fugare ogni dubbio riguarda a quello che è lo scenario politico, culturale e militare che la Lega propone. La mappa dell’Albania include non soltanto l’Albania comunemente detta, ma anche: “Kosovo (Kosova), Presevo valley (Kosova Lindore, or “Eastern Kosovo”), southeastern Montenegro, northwestern Greece (Chameria), western Macedonia” compresa la capitale della Macedonia “Skopje (Shkupi)”. La punta di diamante di questo “programma politico-culturale” è sicuramente il Kosovo. Non dimentichiamo che i tre più importanti leaders politici Albanesi del Kosovo, Hashim Thaci, Ibrahim Rugova e Veton Surroi, si recarono a Washington, dove Colin Powell promise “ di continuare a garantire l’impegno degli U.S.A.”...in cosa si risolva questo impegno è facile vederlo nel martirio quotidiano al quale viene sottoposta la sopravvissuta popolazione serba delle enclavi.
I tre personaggi, Thaci, Rugova e Surroi agirono e parlarono, in quell’occasione, con una sola voce, a dimostrazione di quanto sia fittizia e pretestuosa la distinzione fra Albanesi estremisti, “hard-liners,” “moderates” e “intellectuals.” Sono tutti uniti, in primo luogo, nel perseguire, ad ogni costo, l’obiettivo del cosiddetto “Kosovo indipendente”. La Albanian American Civil League ha svolto bene la sua azione di lobby in quella guerra di aggressione contro la Serbia - momento decisivo per la definitiva disintegrazione della Jugoslavia - che si è configurata in primo luogo come guerra mediatica: e ricordiamo, che, dal punto di vista dei media, e’ stata innanzitutto la Ruder&Finn Public Global Affairs a curare le “pubbliche relazioni” delle Repubbliche secessioniste e dell’autoproclamato “Governo del Kosova” di Ibrahim Rugova.
“Il contrasto tra serbi ed albanesi in Kosovo - scrive il Coordinamento Romano per la Jugoslavia - e’ stato scelto come “piede di porco” per la destabilizzazione dei Balcani, da parte
di chi in tutti questi anni non ha fatto altro che gettare benzina
su ogni focolaio di tensione. Klaus Naumann, consigliere militare NATO per la Germania, descritto come “l’uomo piu’ decorato al mondo”, fondò egli stesso la “squadra speciale” dell’esercito tedesco che ha addestrato i “pretoriani” dell’ex presidente Berisha, poi impegnati in Kosovo, nella guerra contro i serbi nelle file dell’UCK. “Pretoriani” che costituirono nel nord dell’Albania il centro logistico-militare di ogni azione armata in Kosovo. Dall’Albania arrivò, non smentito né fermato da nessuno, un fiume di armi e di volontari, alcuni dei quali nemmeno
si curarono di cambiare la divisa dei corpi speciali”. Le strutture parastatali e i mezzi di informazione albanesi in Kosovo sono stati finanziati dalle lobbies degli emigrati all’estero, dalla Fondazione Soros e da svariate organizzazioni cosiddette “umanitarie”. Non dimentichiamo che il capo della CIA, Tenet, e’ di origine albanese: anche grazie a lui, l’Albania e’ diventata cruciale
per i piani americani nell’area. Non dimentichiamo neanche che l’appoggio americano ai criminali dell’UCK si è sviluppato in modo sempre piu’ scoperto - basti pensare alla visita di Holbrooke al Quartier Generale UCK e alla conferenza di Rambouillet, quando la delegazione kosovaro-albanese era addirittura guidata da membri dell’UCK, accompagnati da “consiglieri” del calibro di Morton Abramovitz, in qualita’ di rappresentante dell’”International Crisis Group”, lobby di pressione e disinformazione legata a Soros, nonche’ Marshall Harris e Paul Williams ex-funzionari del Dipartimento di Stato, Filippo di Robilant, ex portavoce di Emma Bonino e rappresentante della “Coalition for International Justice”.
La disintegrazione della Jugoslavia ha consentito agli Stati Uniti di dare il via alla “riorganizzazione” di questa area centrale dei Balcani. “La Slovenia, la Croazia e la Bosnia-Erzegovina dovevano entrare nella sfera di interessi tedesca. La Germania otteneva l’accesso al mare sull’Adriatico e in prospettiva, se si fosse riusciti a piegare totalmente i Serbi, al nuovo canale Reno-Danubio, una via d’acqua che puo’ trasportare navi da 3.000 tonnellate dal Mare del Nord al Mar Nero. Le parti meridionali della Jugoslavia dovevano cadere in una sfera di interessi americana. La Macedonia, che controlla gli unici valichi tra est e ovest e tra nord e sud nelle montagne dei Balcani doveva essere il centro di una regione americana. Ma la sfera
americana doveva includere anche l’Albania e, se si fosse riusciti a strappare quelle regioni alla Serbia, anche il Sangiaccato e il Kosovo. Alcuni esperti americani parlarono della possibilità di far emergere una “Grande Albania” sotto tutela degli USA e della Turchia, comprendente una serie di staterelli musulmani, compresa se possibile la Bosnia-Erzegovina, con accesso all’Adriatico...”
La Jugoslavia federale e’ stata spazzata via dalla NATO, dalla guerra mediatica, dai bombardamenti “umanitari”, dall’ipocrisia e dall’impotenza delle Nazioni Untie, per aver avuto la grave colpa di rimanere l’ultimo paese dell’area balcanica indipendente e con una propria reale sovranita’. Una colpa gravissima agli occhi di chi ha assunto il compito di distruggere l’indipendenza dei popoli, proponendosi come “gendarme del mondo”.