di John Kaminski
I perfetti nemici terroristi che
non possono essere catturati
perche' non esistono o perche'
sono agenti della CIA
"La guerra e' una valvola di sicurezza sociologica che, intelligentemente, devia l'odio popolare per le classi dominanti verso una felice occasione per mutilare o uccidere nemici stranieri". - Ernest Becker
La guerra fornisce la copertura perfetta per chiunque voglia commettere crimini non solo contro i nemici ma anche contro gli amici. Tra patriottiche bandiere sventolanti e cerimonie tristi, la popolazione viene sottomessa e distratta e, in massima parte,
non vedra' le astuzie e le manipolazioni che non solo hanno creato le condizioni per la guerra, ma non capira nemmeno che il suo fine non e' la sconfitta del nemico, ma la castrazione finanziaria e la neutralizzazione sociologica di coloro che, in realta', aiutano a fare la guerra. Questo e' il processo mediante cui una potenza consolida il suo vantaggio tra i cosiddetti amici.
Le Crociate cristiane dei secoli scorsi forniscono un esempio appropriato di questo ingannevole processo. Senza nemici interni e con una sovrabbondanza di nobili armati ed influenti che ardevano per compiere atti aggressivi, i re ed i ministri dei passati imperi cominciarono a fabbricare minacce esterne con cui distraevano i loro potenti amici dal contemplare la rivoluzione. Gerusalemme ed i bruni musulmani divennero un obiettivo popolare. I susseguenti conflitti non solo mietevano nuove ricchezze per i re belligeranti, ma sciupavano anche le risorse e le schiere di coloro che erano mandati a combattere, diminuendo dunque la potenziale minaccia politica per le stesse persone che fabbricavano le guerre. Due piccioni con una fava.
Gli innocenti periti in tali cinici giochi oggi si chiamano "danni collaterali", spiacevoli ma necessari per i piani di coloro che, in posizione di potere, cercano di mantenerlo. Il mondo gira in questo modo da sempre.
In tempo di guerra, i cittadini dello stato belligerante non possono metterne in dubbio i motivi con i loro leaders, per non essere accusati di scarso patriottismo, tradimento ed essere messi all'indice. Dunque, ogni stato che cerchi obbedienza permanente e poche critiche da parte dei suoi cittadini aspirera' logicamente ad un programma di guerra permanente. Cosa supremamente ironica, la maggioranza di quei cittadini sosterranno quel programma con tutto il cuore, senza capire che nel mirino c'e' la distruzione della loro liberta', in primo luogo.
I veri nemici, pero', non sono di solito cosi' accondiscendenti da desiderare anch'essi di essere impegnati in battaglia a tempo indeterminato. Normalmente, o vengono sconfitti, e dunque spariscono come forza sociale in grado di sopravvivere, oppure daranno un calcio al barile e rovineranno i piani dell'aggressore manipolatore.
Un'astuta superpotenza intelligentemente evitera' la lotta alla pari, eliminando cosi', per quanto e' possibile, l'indesiderata sorpresa di una sconfitta inaspettata. Sara' sempre accondiscendente verso stati di relativamente uguale potenza, stabilira' relazioni diplomatiche ed attendera' il momento per graffiarli furtivamente e senza pagarne le conseguenze.
Dal momento che la situazione in cui siamo oggi e' quella di un'unica superpotenza che supera in forza militare le altre dieci nazioni piu' forti della lista, il bisogno di essere diplomatica e' molto scarso. Essa fa semplicemente cio' che vuole e quando vuole.
Ma, dal momento che gli esseri umani sono cio' che sono - desiderano cioe' essere liberi, felici, onesti e ben nutriti - anche una superpotenza che si trovi in tale posizione deve costruire scenari di fantasia per convincere il suo popolo che, supportando le guerre infinite, sta facendo la cosa giusta.
Oggi sentiamo i piu' infantili piagnucolii sulla "minaccia terroristica", anche se un rapido sguardo alla storia recente rivela che la maggior parte di queste minacce e' stata creata deliberatamente proprio dalla nazione che piu' si lamenta di queste minacce.
E questa epifania puo' condurvi verso un'osservazione sorprendente sulla natura del mondo, mentre la civilta' umana entra del 21 secolo successivo alla venuta del Messia.
Per un certo periodo di tempo - due secoli, in realta' - e' sembrato che gli Stati Uniti fossero un buon paese, campione di giustizia, avvocato della liberta' e roba del genere. Cio' che veniva taciuto ai suoi cittadini, invece, era la frequenza con cui esso indulgeva in guerre contro "intrusi" che, invariabilmente, venivano dipinti come "cattivi che si trovavano sul lato sbagliato del processo democratico". Una lettura attenta a questo omicida riassunto americano rivelera' invece che esso e' stato sempre l'aggressore, anche se le storie ufficiali nasconderanno i fatti per dimostrare che gli USA hanno sempre combattuto per la liberta', contro un tiranno o l'altro.
Ma, col passare del tempo, il mondo diventava sempre piu' piccolo e divenne chiaro il fatto che gli USA si trovavano a corto di paesi da dichiarare cattivi, a cui muovere guerra e polverizzare.
Inoltre, una volta che un paese sia stato distrutto, gli ci vuole poi troppo tempo per trasformarsi nuovamente in un nemico serio.
Naturalmente, se il cartello che ha guidato questo paese per 227 anni questo paese aveva come obiettivo quello di stare al potere, doveva escogitare una nuova formula per trovare sempre nuovi nemici da combattere. Un sistema era quello di "creare" letteralmente questi nemici. Si sponsorizzavano dunque malcontenti giovanili per combattere battaglie che servivano agli scopi dei potenti, si armavano e si usavano per un po' di tempo, facendo in modo dunque di controllare e di indirizzare il loro potenziale aggressivo. Il tutto era ovviamente monitorato dalle agenzie americane di intelligence, per determinare esattamente quando potessero essere considerati maturi abbastanza per trasformarsi da alleati nominali ad incubo minaccioso che metteva in pericolo gli interessi americani.
L'elemento chiave per rendere funzionante l'intero processo era quello di costruire eventi terroristici "controllati" perpetrati contro i loro stessi cittadini ma la cui responsabilita' veniva attribuita a quei "provocatori" stranieri precedentemente nutriti e portati a maturazione dagli stessi USA. Questo trucco e' stato imparato da Israele, che lo ha utilizzato con successo in tutta l'Europa (principalmente in Germania) e specificamente in Iraq negli anni '40 per convincere il popolo ebraico della pericolosita' dei "nemici" che aveva precedentemente supportato: tutto cio' allo scopo di creare un'isteria collettiva e convincere quanti piu' ebrei fosse possibile a trasferirsi in Israele.
Naturalmente, ora vediamo come Israele ha usato questo progetto di terrorismo controllato per ottenere il supporto internazionale alla sua occupazione illegale della Palestina. E, ancora piu' vividamente, vediamo come gli eventi di terrorismo controllato a New York City abbiano spinto gran parte dell'occidente verso una nuova "crociata" contro i popoli di paesi islamici. Gli storici seri lo capiranno piu' in la', ma la popolazione contiene in genere pochi storici seri, sicche' la maggior parte della gente non comprende che l'attuale "guerra al terrorismo" e' semplicemente una ripetizione della propaganda reale europea usata per attaccare i popoli mediorientali ottocento anni fa e da allora in poi.
Per timore che possiate considerare tutto cio' un mero volo di fantasie letterarie, vi invito a ripensare alle carriere di Osama bin Laden e Saddam Hussein, entrambi i quali sono stati catapultati all'attenzione della pubblica opinione come agenti della CIA in erba, bin Laden come un eroe della controcultura araba che guido' alla vittoria i mujahhidin afghani assistiti dagli intrallazzatori della CIA su ordine di Ronald Reagan; e Saddam come uno degli esecutori materiali del golpe del 1968 in Iraq, alimentato, indovinate un po', dalla CIA. Probabilmente non c'e' bisogno di sottolineare che nessuno dei due e' mai stato catturato.
E, affinche' questa gente si trasformi in minaccia contro il mondo (per non citare il caso Noriega a Panama, il quale ha seguito la stessa progressiva trafila: prima pedina del gioco della droga in Sud America e buon amico della famiglia Bush, per diventare, in seguito, l'obiettivo di una massiccia invasione americana) basta solo seguire lo schema.
Gli USA hanno effettivamente sostituito come clienti gli stati nemici, che costruirono con bustarelle e fondi, con i nemici individuali, cui forniscono supporto militare, provocano con promesse non mantenute e poi invadono in un vantaggioso slancio di giusta retribuzione.
E' chiara la situazione?
E' interessante leggere alcune vecchie storie su al-Qaida, il cosiddetto gruppo terroristico fondato da Osama bin Laden in Afghanistan (e finanziato dall'intelligence pakistana, a sua volta occultamente finanziato dalla CIA americana), e vedere come i suoi membri combatterono fianco a fianco dei mercenari americani in Bosnia, Kossovo, Macedonia e persino in Cecenia, ma, nel momento in cui essi servivano come scusa per fare guerra altrove, rapidamente vennero convertiti in nemici.
Chiaramente, al-Qaida e' collegata alla CIA, ma, per poter rubare le risorse petrolifere irachene, gli USA l'hanno collegata all'Iraq, servendosi dell'aiuto della cosiddetta stampa libera americana, oggi meritevole di un altro appellativo, ben peggiore.
Credo che si possa definire al-Qaida un patrimonio multifunzionale della CIA, utile per attivita' buone e cattive.
Si sostiene che gli uomini neri di al-Qaida abbiano perpetrato l'11 settembre e siano collegati a Saddam. Eppure, quando si va per indagare su di loro, spariscono in una nuvola di polvere da agenti segreti, e diviene impossibile persino capire il punto da cui sono spariti. Davvero molto conveniente.
La vera ragione e' che i loro controllori vivono al Pentagono ed in altri prestigiosi indirizzi di Washington, per non menzionare alcuni palazzi sauditi legati alle corporazioni americane. Di tanto in tanto, poi, il potere ci lancia un osso, come Moussaui o Richard Reid, ad esempio, giusto per cercare di dimostrare che esistono effettivamente terroristi in carne ed ossa. Ma a quanti cosiddetti terroristi e' stato concesso di scappare, coperti dall'assistenza della CIA? E quanti altri non vengono catturati per timore che essi rivelino i loro legami con Washington?
Dunque, invece di avere paesi da incolpare per i nostri mali, abbiamo ora individui mistici - i terroristi - che non possono assolutamente essere trovati, eccetto gli individui come Atta e i presunti dirottatori che si erano addestrati presso le installazioni militari USA. Sembra una tecnica familiare?
Per una guerra infinita, bisogna avere un nemico imprendibile, completamente evanescente, che renda indispensabili aggressive misure d'emergenza non-stop, allarmi di vari colori e muso duro per coloro che non capisono le parole.
Il perfetto nemico per uno stato che cerchi guerra perpetua e perpetuamente cerchi di coprire gli occhi dei suoi cittadini per scopi di furto perpetuo delle risorse e riduzione in schiavitu' laddove esisteva la liberta', e' un nemico che non puo' essere catturato in nessuna circostanza. Senza dubbio Osama e Saddam lo sanno.
In senso letterale, questo perfetto nemico non esiste, il che lo rende perfetto per una societa' determinata a fare la guerra e, poiche' non puo' essere preso, la guerra puo' continuare per sempre.
Piu' e' difficile sconfiggerlo, meglio e' per coloro che cercano di distruggerlo. La creazione di al-Qaida da parte della CIA e' la ricetta perfetta per quei miliardari il cui obiettivo e' un conflitto infinito a scopo di lucro. Questa e' la nuova epoca nella quale ci troviamo.
E' l'ultima lotta contro i mulini a vento con cui l'elite che ha sempre guidato l'America puo' perpetrare il malvagio progetto di schiavizzazione, con cui i creduloni possono continuare ad avere le loro vuote cause da sostenere, e i cittadini legittimi e timorosi di Dio continuano a rimpicciolirsi dalla paura mentre le stesse chiese da essi supportate partecipano all'insabbiamento delle malefatte dei tiranni che li opprimono."Cosi' gira il mondo, e cosi' ha sempre girato.
Oggi e' solo un po' peggio, poiche' il nemico e' una finzione costruita apposta per essere accusato di qualsiasi disastro, non importa chi lo abbia realmente perpetrato.
E, grazie all'abilita' dei media che non pongono vere domande, ai legislatori corrotti e senza coscienza, a coloro che rinforzano le leggi che aiutano i loro padroni a coprire i crimini commessi, e ai giudici che non hanno alcun interesse per la vera giustizia, non si vede la fine di questa vera e propria guerra alla liberta'.




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