Intervista raccolta da Rapetti Sergio

Gli Onward si ripresentano con "Reawaken", secondo album che ribadisce il valore del giovane gruppo americano. Questa è anche l'occasione per scambiare nuovamente due parole direttamente con loro. Sinceramente dopo aver intervistato l'anno passato il cantante Michael Grant avrei voluto che dall'altra parte del telefono si presentasse la mente degli Onward: il chitarrista Toby Knapp, visto che ero incuriosito da questo ottimo chitarrista dai gusti musicali così variegati, tanto da passare dal Metal più classico al Black. Invece tocca nuovamente a Grant, poco male perché nella nostra precedente intervista si era dimostrato un tipo socievole e simpatico, oltre a ciò mi ricordo che aveva fatto un sacco di complimenti a Metal.it...

Sergio: Che ne dici di partire partendo dal titolo "Reawaken", a cose si riferisce... non mi sembra proprio che il primo album, "Evermoving" fosse sonnolento!
Michael: Ehehe, no! Volevamo sottolineare le nostre intenzioni... quelle di risvegliare nella gente la passione per l'Heavy Metal, quello più classico, quello presente nelle canzoni dell'album! "Reawaken" rappresenta la rinascita di un certo modo di intendere l'Heavy Metal"... qui negli States le mode vanno e vengono ma il Metal ha i suoi supporters che continuano, anche nell'underground a tenerlo vivo!
S: Allora l'album è venuto fuori come lo volevate voi?
M: Certo, siamo molto soddisfatti di "Reawaken", e sopratutto abbiamo potuto lavorare molto di più sulla produzione. In pratica questo è il primo album che incidiamo per la Century Media.. il nostro debutto era già stato completato prima di firmare il contratto. Nonostante le difficoltà siamo stati per tre mesi in studio lavorando con grande attenzione, per ottenere quello che ci eravamo prefissati prima di entrare in studio. Ma non ci siamo limitati una produzione più curata ma abbiamo dato un'impronta più heavy ai nostri pezzi!
S: Dopo la reazione più che positiva toccata a "Evermoving" avete sentito delle pressioni durante la lavorazione del nuovo album?
M: Well.. certo siamo molto soddisfatti di come è stato accolto "Evermoving", in realtà non sapevamo bene cosa aspettarci. E ad ogni modo anche per il nuovo album tutto è filato liscio.
S: Credo che tra le difficoltà ci sia anche il fatto che come gruppo siate divisi tra la California, il Montana e Las Vegas. Questo non crea problemi alla gestione del gruppo?
M: Non molto in realtà, ognuno si esercita, e molto, per conto suo, così da mantenersi in forma. Certo, non riusciamo a trovarci molto spesso tutti assieme in sala prova... eppure quanto ci ritroviamo funziona tutto alla perfezione e lo facciamo con molta intensità!
S: Rispetto al precedente album avete cambiato bassista...
M: Randy LaFrance ha registrato "Evemoving" e ci ha seguiti per alcune date, ma è uscito quasi subito dal gruppo. Ora è stato sostituito da Chris Payette.
S: L'anno scorso parlando dell'artwork mi dicesti che era stato praticamente scelto dalla Century Media, ora vedo però che la nuova copertina sembra realizzata dallo stesso artista.
M: Si è proprio così, ma in questo caso abbiamo avuto molta più voce in capitolo. Abbiamo scelto lo stesso artista che si chiama Ioannis e che ha collaborato con Yngwie Malmsteen ed i Fates Warning, per creare un'immagine che desse un senso di continuità al nostro precedente lavoro, e che abbiamo concordato assieme come realizzare.
S: Come è nata l'idea di inserire sull'album proprio la cover di "Clockwork Toy" dei Loudness?
M: Vedi, Toby ama veramente quel brano, addirittura prima di imparare a suonare la chitarra. Per questo è diventato un brano che suoniamo sempre dal vivo dove riscuote molto successo tra il pubblico... metterla sul nuovo disco è stato solo il passo successivo. Pensa che ho dovuto pure riprenderne il testo, dato che la traduzione che ne avevano fatto i Loudness era parecchio imprecisa.
S: Che mi dici invece dei tuoi testi?
M: Le mie liriche nascono da tre input differenti. Il primo, quello che aveva la priorità su "Evermoving" è legato all'idea del movimento... dell'andare avanti, progredire. Altre canzoni nascono da fantasie, storie che creo io stesso, che spaziano dalla Fantasy alla Fiction. Infine l'ispirazione che arriva da cose lette viste.. libri e film su cui poi lascio andare la mia immaginazione. Non mi interessa cercare di inculcare le mie idee a chi ci ascolta e tantomeno parlare di politica, religione o sesso... come ti ho detto prima, mi piace dare spazio all'immaginazione!
S: La tragedia che ha toccato New York lo scorso 11 Settembre ti ha influenzato nella stesura delle liriche?
M: No... molto del lavoro era già pronto all'epoca. Credo invece che troveranno spazio nel progetto parallelo che porto avanti al di fuori degli Onward...
S: Già, anche questo era un argomento che volevo toccare. Durante la nostra precedente intervista mi avevi accennato ad un tuo side project con Dan DeLucy dei Destiny's End, come vanno le cose ?
M: Bene. Dovremmo realizzare verso la fine dell'anno il nostro primo album per la Sentinel Steel Records (l'etichetta che ha scoperto gli Onward e prima ancora aveva realizzato il debutto dei Legend Maker, appunto con Michael alla voce). Ora il gruppo ha anche un nome: Crescent Shield, ma gli Onward saranno sempre la mia priorità.
S: Siamo a fine intervista...
M: Volevo anche dirvi che abbiamo rifatto il nostro sito www.evermoving.com, ora mi sembra ottimo, e ben fatto... molto meglio della prima sua versione. Concludo con un saluto a tutti li da voi in Italia, una nazione che sta proponendo grandi bands all'attenzione di tutti. Sarebbe bello essere apprezzati lì da voi... un grazie anche a te e spero di poter venire a suonare dalle vostre parti, sarebbe davvero fantastico.