Arrestato per bancarotta fraudolenta
il celebre "baffo" delle televendite
Ha fatto l'ultima trasmissione ieri sera, poco prima di essere arrestato. Roberto Da Crema, più noto come il "baffo", il televenditore più celebre d'Italia, sulla breccia da circa trent’anni e famoso soprattutto per le sue urlate con respiro "asmatico", è accusato di bancarotte fraudolenta e continuata e appropriazione indebita. Insieme al figlio, Morris, al suo commercialista Silvano Zucchet e al socio Maurizio Bianchi secondo l'accusa avrebbe svuotato letteralmente le casse di due società, la Televendital e la Eurodabi, che sarebbero poi fallite lasciando una scia di creditori, tra i quali molte banche del milanese e Pubblitalia, la società che gestisce gli spazi pubblicitari delle reti Mediaset. Giochetto che i quattro avrebbero tentato anche con una terza società, i cui libri erano già finiti in Tribunale, quando l'inchiesta ha subito un'accelerazione e i magistrati hanno deciso per gli arresti. È stata la Guardia di Finanza di Milano a portare Roberto il baffo in caserma e poi in carcere, non senza qualche contestazione dei fans del televenditore. Gli stessi agenti che poco più di un anno fa arrestarono anche Wanna Marchi, che insieme a Roberto Da Crema è la più celebre televenditrice. Ma mentre per la Marchi e sua figlia le accuse sono di aver truffato i telespettatori, le televendite del "baffo" sarebbero state tutte regolari. A lui vengono contestati reati societari e contabili: aver provocato apposta dei fallimenti per intascare fino a dieci milioni di euro e lasciare i creditori a bocca asciutta.



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