SEMPRE RIFLETTENDO SULLA MORTE
ANCORA QUALCHE PASSAGGIO DEI "VERSI DELLA MORTE" DI FRA' HELINANT DE FROIDMONT
"CHE VALE BELTà, CHE VALE RICCHEZZA,
CHE VALE ONORE E CHE VALE GRANDEZZA,
DAL MOMENTO CHE MORTE A SUO CAPRICCIO
FA PIOGGIA O SECCO SU DI NOI,
DAL MOMENTO CHE TUTTO ESSA IN SUO POTERE,
CIò CHE SI PREGIA E CIò CHE SI DISPREZZA?
CHI HA DEPOSTO LA PAURA DELLA MORTE
è QUELLO CHE LA MORTE MAGGIORMENTE INCITA,
ED è VERSO DI LUI CHE ESSA SI DIRIGE IN PRIMO LUOGO.
UN CORPO BEN NUTRITO, UNA CARNE DELICATA,
SI FANNO CAMICIA DI VERMI E DI FUOCO.
CHI PIù INSEGUE IL PIACERE, MAGGIORMENTE SI FERISCE.
MORTE PROVA, NON NE DUBITO AFFATTO,
CHE ALTRETTANTO VALGONO POCO E MOLTO
DI OGNI COSA CHE SI DISSECCA E MUORE.
MORTE MOSTRA CHE TUTTO è NULLA,
E QUANTO INGHIOTTE GHIOTTONERIA,
E QUANTO LUSSURIA BRAMA.
MORTE FA Sì CHE IL SANT'UOMO NON PECCHI,
POICHè NON LO ATTIRA COSA ALCUNA
CHE ELLA POSSA GIUNGERE A COLPIRE...
MORTE è LA RETE CHE TUTTO IMPRIGIONA
MORTE è LA MANO CHE TUTTO ABBRANCA
E IN SUO POSSESSO RESTA TUTTO CIò CHE AFFERRA.
MORTE A TUTTI PREPARA UN OSCURO MANTELLO
E UNA COPERTA DI SEMPLICE TERRA.
MORTE A TUTTI PRESTA EGUALE SERVIZIO,
MORTE PORTA ALLA LUCE OGNI SEGRETO,
MORTE RENDE LIBERO SCHIAVO,
MORTE ASSERVISCE PONTEFICE E RE,
MORTE Dà A CIASCUNO CIò CHE MERITA,
MORTE RENDE AL POVERO QUANT'EGLI PERDE
MORTE STRAPPA AL RICCO QUANT'EGLI GHERMISCE.
MORTE RENDE A CIASCUNO IL SUO DIRITTO
MORTE Dà A TUTTI APPROPRIATA MISURA,
MORTE PESA TUTTO CON GIUSTO PESO,
MORTE VENDICA OGNUNO DELL'INGIUSTIZIA SUBITA.
MORTE GETTA L'ORGOGLIO A MARCIRE,
MORTE FA FALLIRE LA GUERRA AI SOVRANI,
MORTE FA OSSERVARE LEGGI E DECRETI,
MORTE FA ABBANDONARE PROFITTO ED USURA,
MORTE RENDE LA BELLA VITA ASPRA,
MORTE ALLA ZUPPA E AI LEGUMI
Dà IL SAPORE DEL CIBO GUSTOSO
NEI CHIOSTRI OVE SI TEME LA LUSSURIA.
MORTE RAPPACIFICA I LITIGANTI,
MORTE ACQUIETA I GAUDENTI,
MORTE PONE TERMINE AD OGNI CONTESA,
MORTE METTE IN CROCE OGNI FALSO CROCIATO,
MORTE FA GIUSTIZIA A TUTTI GLI INGANNATI
MORTE COMPONE EQUAMENTE OGNI LITE,
MORTE SEPARA ROSA DA SPINA,
PAGLIA DA GRANO, CRUSCA DA FARINA,
I VINI SCHIETTI DA QUELLI ADULTERATI,
MORTE VEDE ATTRAVERSO OGNI TENDA E CORTINA,
MORTE SOLA SA E INDOVINA
COME CIASCUNO VADA ESATTAMENTE VALUTATO.
MORTE è UNO SVERGOGNATO CHI NON TI TEME,
E PIù SVERGOGNATO ANCORA CHI ALTRO NON PAVENTA
SE NON CHE LA VITA GLI VENGA MENO:
DOVRà SENZA FALLO TERMINARE.
E POCO LA TERRà CHI PIù LA TIENE STRETTA:
CIò CHE L'UOMO ALLUNGA, LA MORTE LO TRONCA...
AH DIO" PERCHè AL TAL PUNTO SI BRAMA
L'AVVELENATA GIOIA CARNALE,
CHE TANTO CORROMPE LA NOSTRA NATURA,
E CHE HA COSì BREVE DURATA?
DOPO, A TAL PREZZO SI PAGA!
COM'è MALVAGIO QUELLO STIMOLO
CHE FA ACQUISTARE ALL'ANIMA, AD USURA,
UN'AMAREZZA CHE IN ETERNO DURA
PER UN PIACERE CHE SUBITO SVANISCE.
VATTENE VIZIO! FUGGI LUSSURIA!
DI UN CIBO TANTO CARO, NON HO DESIDERIO:
MAGGIORMENTE AMO LA MIA ZUPPA ED I MIEI LEGUMI.
AGLI AMICI FORUMISTI DI TRADIZIONE CATTOLICA IN POL UN SALUTO CORDIALE.
A TUTTI L'AUGURIO DI SERBARE SEMPRE LA CASTITà, SECONDO IL PROPRIO STATO, PER POTER SERVIRE DIO CON SEMPRE MAGGIOR VIGORE, CON MAGGIOR FORZA, CON MAGGIOR AMORE.
URE IGNE SANCTI SPIRITUS RENES NOSTROS ET COR NOSTRUM, DOMINE: UT TIBI CASTO CORPORE SERVIAMUS E MUNDO CORDE PLACEAMUS
PURIFICA, O SIGNORE, COL FUOCO DELLO SPIRITO SANTO LE NOSTRE VISCERE E IL NOSTRO CUORE: AFFINCHè TI SERVIAMO CON CASTO CORPO E TI SIAMO GRADITI PER LA PUREZZA DEL CUORE.
GUELFO NERO :) :) :)
DALLA "FILOTEA" DI SAN FRANCESCO DI SALES
NECESSITà DELLA CASTITà
La castità è il giglio delle virtù; rende gli uomini simili agli Angeli. Niente è bello se non è puro, e la purezza degli uomini è la castità. Alla castità si dà il nome di onestà, e alla sua conservazione, onore, Viene anche chiamata integrità e il contrario corruzione. Gode di gloria tutta speciale perché è la bella e splendida virtù dell'anima e del corpo.
Non è mai permesso prendere piaceri impudichi dai nostri corpi, poco importa in che modo. Li legittima soltanto il matrimonio che, con la sua santità, compensa il discredito insito nel piacere. Anche nel matrimonio bisogna avere cura che l'intenzione sia onesta, perché se ci dovesse essere qualche sconvenienza nel piacere che si prende, ci sia sempre l'onestà nell'intenzione che lo ha cercato.
Il cuore casto è come la madreperla, che può ricevere soltanto le gocce d'acqua che scendono dal cielo, giacché può accogliere soltanto i piaceri del matrimonio, che viene dal cielo. Fuori da ciò non deve nemmeno tollerare il pensiero voluttuoso, volontario e prolungato.
Come primo grado in questa virtù, Filotea, guarda di non accogliere in te alcun genere di piacere inammissibile e proibito, quali sono tutti quelli che si prendono fuori del matrimonio, o anche nel matrimonio, se si prendono contro le regole del matrimonio.
Come secondo grado, taglia, per quanto ti sarà possibile, anche i piaceri inutili e superflui, benché permessi e leciti.
Per il terzo, non legare il tuo affetto ai piaceri e alle soddisfazioni che sono comandate e prescritte; è vero che bisogna prendere i piaceri necessari, ossia quelli che sono legati al fine e alla natura stessa del santo matrimonio, ma non per questo devi impegnare in essi il cuore e lo spirito.
Del resto, tutti hanno molto bisogno di questa virtù. Coloro che vivono nella vedovanza devono avere una castità coraggiosa, che non soltanto disprezza le occasioni presenti e le future, ma resiste alle fantasie che i piaceri leciti provati nel matrimonio possono suscitare nel loro spirito, che per questo sono più sensibili alle suggestioni poco oneste.
E' questa la ragione per cui S. Agostino ammira la purezza del suo caro Alipio, che aveva completamente dimenticato e non teneva in alcun conto i piaceri carnali, che aveva conosciuto, almeno in parte, nella sua giovinezza. Prendi a paragone i frutti: un frutto sano e intero può essere conservato o nella paglia o nella sabbia o nelle proprie foglie; ma una volta intaccato, è impossibile conservarlo se non facendone marmellata con l'aggiunta di miele o di zucchero; così avviene per la castità non ancora ferita e contaminata: sono tanti i modi per conservarla, ma una volta intaccata, può conservarla soltanto una devozione eccellente che, come ho detto spesso, è l'autentico miele e lo zucchero delle anime.
Le vergini hanno bisogno di una devozione semplice e delicata, per bandire dal loro cuore ogni genere di pensieri curiosi ed eliminare con un disprezzo totale ogni genere di piacere immondo che, a essere sinceri, non meritano nemmeno di essere considerato dagli uomini, visto che i somari e i porci li superano in questo campo.
Quelle anime pure stiamo bene attente; senza alcun dubbio dovranno sempre avere per certo che la castità è incomparabilmente molto meglio di tutto ciò che le è contrario; il nemico, infatti, dice S. Girolamo, spinge fortemente le vergini al desiderio di provare il piacere. A tal fine lo rappresenta loro molto più attraente e delizioso di quanto non sia; questo le turba molto, dice quel Padre, perché pensano che quello che non conoscono sia più dolce.
La piccola farfalla ci è maestra: vedendo la fiamma così bella vuol provare se non sia altrettanto dolce; e, spinta da questo desiderio, non si arrende finché, alla prima prova, ci rimane. I giovani agiscono allo stesso modo: si lasciano talmente affascinare dal falso e vuoto luccichio delle fiamme del piacere che, dopo averci girato intorno con mille pensieri curiosi, finiscono per cadere e perdersi. In questo sono più sciocchi delle farfalle, perché quelle, in una certa misura, hanno motivo di pensare che il fuoco sia anche buono perché è veramente bello; mentre questi sanno bene che quello che vogliono è disonesto, ma non per questo tagliano la stima folle ed esagerata che hanno del piacere.
Per gli sposati dico che è sicuro, anche se la gente comune non riesce a pensarlo, che la castità è loro molto necessaria; per essi non consiste nell'astenersi in modo totale dai piaceri carnali, ma nel sapersi moderare. Ora, a mio parere, il comando: Adiratevi e non peccate, è più difficile di quest'altro: Non adiratevi affatto. Riesce più facile evitare la collera che controllarla. Lo stesso si può dire dei piaceri carnali: è più facile astenersene completamente che essere moderati.
E' vero che la grazia del sacramento del matrimonio dà una forza particolare per attenuare il fuoco della concupiscenza, ma la debolezza di coloro che ne usufruiscono passa facilmente alla permissività, poi alla dissoluzione, dall'uso all'abuso.
Molti ricchi sono ladri, non per bisogno, ma per avarizia. Così molta gente sposata ruba piaceri disordinati solo per mancanza di padronanza e lussuria, benché abbiano un campo legittimo sufficientemente ampio nel quale muoversi; la loro concupiscenza assomiglia a un fuoco fatuo, che balla qua e là senza fermarsi in alcun luogo.
E' sempre pericoloso prendere medicine troppo forti, perché qualora se ne prenda più della giusta dose, o anche se la medicina non è stata ben preparata, ce ne viene del danno: il matrimonio è stato istituito, in parte, anche quale rimedio della concupiscenza; senz'altro è un rimedio di ottima efficacia, ma , attenzione, perché è molto forte, di conseguenza può essere molto pericoloso se non è usato con discrezione.
Aggiungo che i casi della vita, oltre alle lunghe malattie, spesso separano i mariti dalle mogli. Ecco perché gli sposati hanno bisogno di due generi di castità: la prima, per essere capaci di vivere in astinenza assoluta quando sono separati, nelle occasioni cui ho appena accennato; la seconda, per essere capaci di moderarsi, quando vivono insieme.
S. Caterina da Siena vide tra i dannati dell'inferno molti che erano tormentati con supplizi particolarmente atroci per avere profanato la santità del matrimonio: e questo era loro capitato, diceva, non per la gravità del peccato in sé, perché gli omicidi e le bestemmie sono più gravi, ma perché coloro che li avevano commessi vi avevano preso l'abitudine senza più farci caso, e così avevano persistito negli stessi per lungo tempo.
Vedi dunque che la castità è necessaria a tutti. Procura di essere in pace con tutti, dice l'Apostolo, e di possedere la santità senza di cui nessuno vedrà Dio. Ora, per santità, secondo S. Girolamo e S. Giovanni Crisostomo, intende la castità.
Filotea, è proprio vero, nessuno vedrà Dio se non è casto, nessuno abiterà nella sua santa tenda se non è puro di cuore; e, come dice il Salvatore stesso: I cani e i peccatori di sensualità ne saranno esclusi, e beati i puri di cuore perché vedranno Dio.
CONSIGLI PER MANTENERE LA CASTITà DI SAN FRANCESCO DI SALES
LEGGERE, FERMARSI, MEDITARE...
FILOTEA, tienti lontana dagli inganni e dagli allettamenti della sensualità. E' un cancro che corrode impercettibilmente; e da inizi invisibili ti porta in breve a situazioni incontrollabili; è più facile evitarlo che guarirlo.
I corpi umani assomigliano a vasi di vetro che non possono essere trasportati insieme senza porre qualche cosa tra l'uno e l'altro; senza tale precauzione, il rischio di mandarli in pezzi è molto grande. Anche la frutta ci può insegnare qualcosa: infatti anche se la frutta che trasporti è sana e matura al punto giusto, rischi di ammaccarla tutta sballottandola, se non metti qualcosa tra un frutto e l'altro. Anche l'acqua, per limpida che sia, quando la versi in un vaso, se ci mette il muso un animale sporco la sua limpidezza è svanita. Non permettere mai, Filotea, che qualcuno ti tocchi in modo screanzato, né per leggerezza, né per amicizia; è vero che, volendo, la castità può essere conservata anche in simili situazioni, che sanno più di leggerezza che di malizia; ma la freschezza del fiore della castità ne soffre sempre e ci perde qualche cosa. Se poi uno si lascia toccare in modo disonesto, è la fine totale della castità.
La castità ha la sua radice nel cuore, ma è il corpo la sua abitazione; ecco perché si perde a causa dei sensi esteriori del corpo e per i pensieri e i desideri del cuore. Guardare, ascoltare, parlare, odorare, toccare cose disoneste è impudicizia se il cuore vi si immerge e ci prende piacere. S. Paolo taglia corto: La fornicazione non deve nemmeno essere nominata tra di voi.
Le api evitano nel modo più assoluto di toccare le carogne, ma non basta: fuggono e non riescono nemmeno a sopportare il lezzo che ne emana. Nel Cantico dei Cantici, la Sposa dalle mani distilla mirra, profumo che preserva dalla corruzione; le sue labbra sono coperte di un nastro rosso, segno del pudore delle sue parole; i suoi occhi assomigliano a quelli di una colomba per la loro purezza; il suo naso è incorruttibile come i cedri del Libano. E' così l'anima devota deve essere: casta, pura, onesta di mani, di labbra, di orecchie, di occhi e di corpo.
A questo proposito ti riporto quello che dice il padre [del deserto] Cassiano, come uscito dalla bocca del grande S. Basilio, che disse un giorno, parlando di se stesso: Non ho mai conosciuto donne eppure non sono vergine. La castità si può perdere in tanti modi quanti sono i generi di impudicizie e di lascivie, che poi, secondo che sono grandi o piccole, l'indeboliscono, la feriscono, o la fanno morire del tutto. Certe familiarità, certe passioncelle leggere e un po' sensitive, a voler essere nel giusto, non ledono gravemente la castità; tuttavia la indeboliscono, la rendono malaticcia e offuscano il suo splendore. Ci sono poi altre familiarità e passioni, che non sono soltanto indiscrete, ma viziose; non soltanto leggere, ma disoneste; non soltanto sensitive, ma carnali; la castità da queste ne rimarrà sempre almeno ferita e paralizzata. Ho detto almeno, perché abitualmente muore e scompare del tutto quando le leggerezze e le lascivie danno alla carne il massimo del piacere voluttuoso, perché in tal caso, la castità perisce nel modo più indegno, perverso e infelice che si possa immaginare. E' peggio di quando si perde per fornicazione, adulterio e incesto, perché questi ultimi sono soltanto peccati, ma gli altri, dice Tertulliano, nel libro dell'Impudicizia, sono Œmostri' di iniquità e di peccato.
Cassiano non crede, e io nemmeno, che S. Basilio si riferisca a queste sregolatezze, quando dice di non essere più vergine; penso che si riferisse soltanto ai cattivi pensieri di sensualità che, pur non avendo contaminato il corpo, avevano contaminato il cuore, della cui castità, abitualmente, le anime riservate sono molto gelose.
Nel modo più assoluto, Filotea, non frequentare le persone licenziose, soprattutto se in più, sono anche svergognate, il che avviene quasi sempre; sai perché? Sono come i caproni che, leccando i mandorli dolci, li rendono amari.
Quelle anime maleodoranti e quei cuori infetti non riescono a conversare con alcuno, poco importa di quale sesso, senza trascinarlo in qualche modo nell'impudicizia. Hanno il veleno negli occhi e nell'alito come i basilischi.
Frequenta piuttosto le persone caste e virtuose, pensa e leggi spesso cose sante, perché la Parola di Dio è casta e rende casti coloro che vi si compiacciono; sicché Davide la paragona al topazio, pietra preziosa, che ha la proprietà di calmare l'ardore della concupiscenza.
Tienti sempre vicino a Gesù Cristo crocifisso; fallo spiritualmente con la meditazione e realmente con la santa Comunione: perché allo stesso modo che coloro i quali si coricano sull'erba detta "agnus castus" diventano casti e puri, se tu riposi il cuore su Nostro Signore, che è il vero Agnello casto e immacolato, scoprirai presto che la tua anima e il tuo corpo sono mondati da tutte le sozzure e le sensualità.
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SAN FRANCESCO DI SALES, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA