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  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    "Il programma YURI il programma"
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    Predefinito Cuba, critica ai mass media italiani e alla sinistra "che vuole governare"

    “ho abbandonato da tempo ogni velleità di discutere di politica con gli europei. Non capiscono l’america latina, non hanno la più pallida idea di cosa accade qui”.
    Per ritornare a parlare delle recenti vicende di Cuba, sottoposta a un vero e proprio linciaggio mediatico (e non parlo delle prime pagine di Libero e del suo direttore difensore di Pinochet, ma della Rai, di Mediaset, di Famiglia Cristiana, di Panorama e di tanti altri…), bisogna partire da questa amara riflessione di Gabriel Garcia Marquez.

    Fa comunque tristezza vedere gli ex-comunisti, ora diesse, seppur da tempo in ginocchio rispetto alle sorti magnifiche e progressive del neoliberismo (lo stesso che in america latina ha rovinato anche l’Argentina, una nazione che da sola avrebbe risorse per sfamare l’intero continente ma i cui figli più deboli ora muoiono per fame) tagliare gli aiuti, annullare viaggi e incontri, votare coi fascisti in parlamento contro Cuba. E se menti illustri come Saramago e Galeano finiscono per farsi strumento di denigrazione per Cuba, e se Liberazione arriva a “licenziare” Fulvio Grimaldi per un pezzo a favore di Cuba, la confusione è grande e bisogna, a mente fredda, mettere i puntini sulle i. Intendiamoci, la pena di morte, è sempre una pena inaccettabile e disumana. La detenzione per reati di opinione o coscienza un oltraggio controrivoluzionario. Ma vanno valutate nel contesto e nel merito. Bisogna cioè andare oltre la cortina fumogena della propaganda del regime imperiale della globalizzazione per vedere se le cose sono davvero così e cosa sta succedendo.
    .
    Cuba è in guerra. Da oltre 40 anni. E con un nemico potentissimo e criminale. Un nemico capace di istituire e/o sostenere feroci dittature fasciste in tutti continenti (Cile, Grecia, Indonesia, Iran, Sudafrica, ecc…) e di fare guerre e invasioni in tutto il pianeta (Vietnam, Panama, Iraq, Somalia, Grenada, Jugoslavia, ecc.). Un nemico che ha tentato di invaderla. Un nemico che la sottopone a una guerra economica da sempre. E per quelli che pensano che un embargo sia una passeggiata, ricordiamo che Clark, ex-ministro Usa della giustizia, lo definisce “la più grave e sistematica violazione dei diritti umani perché applicata a un intero popolo”; che lo stesso Marquez ha definito la legge Torricelli che inasprì l’embargo a Cuba negli anni ‘90, “un tentativo di genocidio”; che l’Iraq, terra ricca di petrolio, in un decennio di embargo è diventato da paese più prospero della regione a paese distrutto, con un reddito pro capite precipitato da 4000 a 100 dollari annui).
    Un nemico che, infine, è responsabile non solo di centinaia di progetti di assassinio del leader cubano, ma di atti terroristici d’ogni natura costati la vita a quasi 3500 cubani (più o meno il numero delle torri gemelle…) e l’integrità fisica ad altri 2100. Terrorismo ora indirizzato al turismo, perchè ultima fonte di sostentamento di un piccolo paese asfissiato dall’embargo.
    Nel 1997, anche un turista italiano perse la vita in uno di questi. 5 agenti cubani infiltratisi a Miami nella comunità dei fascisti anticastristi, raccolsero prove su 170 operazioni terroristiche. Il governo cubano passò il fascicolo a quello statunitense per avere giustizia. E l’ebbe: furono arrestati i 5 patrioti cubani, processati in loco in un clima di aperta intimidazione della giuria e condannati all’ergastolo “per attività contro gli Stati Uniti”. Da allora sono quasi sempre in isolamento sottoposti a quella che viene definita “tortura bianca”, senza contatti con familiari e avvocati. In aprile, il nobel per letteratura Gordimer, sudafricana, ha scritto loro ricordano il fondamentale aiuto militare dato alle popolazioni africane dal governo cubano contro il colonialismo, e l’aiuto dato dalle migliaia di medici cubani gratuitamente ai paesi del terzo mondo. Ha scritto anche una lettera di protesta al New York Times.

    Nel frattempo l’amministrazione Bush fa paura per due motivi che si completano a vicenda: il debito di riconoscenza verso i mafiosi di Miami, decisivi nell’elezione truffa del 2000, e la politica militar-imperialistica assente sulla scena mondiale dai tempi di Hitler.
    Recentemente un falco dell’amministrazione, James Cason, è stato mandato a Cuba (a proposito Guantanamo è a Cuba, perché nessuna votazione parlamentare bipartisan, nessun speciale televisivo, contro gli Usa che vi detengono centinaia di persone in condizioni disumane?...), per mettere al servizio della controrivoluzione la sua nera esperienza come diplomatico americano presso alcune delle dittature fasciste sostenute in america latina nei bei tempi andati (Salvador, Bolivia, Panama, Uruguay, Guatemala).

    Casualmente, negli ultimi tempi la vergognosa politica di istigazione dell’immigrazione clandestina dei cubani verso gli Usa, promossa da questi, ha subito una drammatica svolta coi dirottamenti di mezzi pubblici. Mentre tutti coloro che cercano di arrivare in Usa dal Messico, o da altri paesi, sono ora menati e rispediti al mittente, ora persino imprigionati a tempo indeterminato, i cubani vengono accolti a braccia aperte e regolarizzati. Persino il recente dirottatore di un aereo non è stato arrestato. L’aereo non è stato restituito a Cuba, che per una giornata aveva dovuto sospendere i voli (come gi Usa l’11 settembre). L’aereo non aveva carburante per arrivare in Florida ed era fermo a L’avana. Il governo cubano anzichè mettere a rischio i civili facendo un blitz come da tradizione “civile e occidentale”, ha fatto il pieno e lo ha lasciato andare. L’ennesimo dirottamento è andato meno bene per gli 11 che hanno sequestrato un traghetto pensando di ottenere lo stesso trattamento. Ma nel porto della capitale i turisti francesi (poi seguiti dagli altri) si sono messi in salvo tuffandosi in acqua. I 3 del commando che avevano precedenti penali sono stati poi condannati a morte per terrorismo (secondo le leggi cubane):. Poco prima erano stati arrestati e condannati una settantina di traditori intenti a tramare con mr. Cason, ovvero col nemico. Non semplice dissidenza dunque, ma rapporti concreti con la fonte del terrorismo e atti di terrorismo.
    Scandalo indicibile per l’opinione pubblica occidentale, che invece ha dato carta bianca a Bush per dichiarare al mondo “una guerra infinita” per uccidere i terroristi, i complici e i loro vicini di casa o sospetti simpatizzanti. Nessuno protesta per il fatto che negli Usa ora si può essere imprigionati se sospettati di “terrorismo” senza neppure capi d’imputazione e (come nel caso dei patrioti cubani) possibilità di rapporti con l’esterno.
    Eppure val la pena di ricordare che proprio il pretesto di porre fine all’immigrazione clandestina, fu utilizzato nel ’94 dal buon Clinton per invadere Haiti e far fuori il presidente Aristide che, benché democraticamente eletto con una maggioranza schiacciante, aveva la colpa imperdonabile di voler fare una politica di sinistra e di aver battuto il candidato lautamente finanziato dagli Usa.
    Nello speciale che Panorama ha dedicato alla repressione cubana (inutile attendersene uno sulla repressione boliviana ovviamente…) sono state scritte falsità incredibili (scontata l’omissione sull’embargo) che meritano di essere citate d’esempio del linciaggio mediatico di Cuba: “Cuba è una terra che ha ogni ben di Dio dove la spietata dittatura comunista obbliga i cubani alla fame e a indici di mortalità infantile da paura”. Ora, Cuba, al contrario dell’Argentina ex-modello del neoliberismo o della redenta Haiti non ha bambini che muoiono di fame, ed anzi vanta un’età media di 72 anni (contro i 50 della vicina Haiti). La mortalità infantile, come certifica l’insospettabile Banca Mondiale, è la più bassa dell’America Latina (Nel 1999: 6 per mille contro il 30 per mille del continente e il 18 per mille della ricchissima Argentina!). “E’ incredibile” secondo Ritzen, vicepresidente della Banca Mondiale, e Presidente delle politche di sviluppo. Il tasso di 5,3 medici per mille persone, è il più alto al mondo.L’educazione primaria per ragazzi e ragazze ha raggiunto il 100%., superiore a al tasso statunitense e ben superiore a quelli raggiunti dalle nazioni latiamericane più avanzate… Nel 1997 c’erano 12 alunni per ogni insegnante, uno standard che gareggia con la Svezia…
    E questo nonostante l’embargo. E nonostante Cuba non solo NON abbia ogni ben di Dio, ma non abbia proprio materie prime, tantomeno petrolio.

    La domanda è allora: perché tanto accanimento criminale (embargo e terrorismo)? Perché tanto vile servilismo dei media nell’appoggiare il crimine con informazione grottesca e menzognera?

    1. Perché Cuba sin dall’800, nel risiko imperialista dell’Occidente è considerata dagli Usa “una regione di straordinaria importanza per gli interessi commerciali e politici dell’Unione” (John Quincy Adams, dopo un tentativo fallito di prendere l’isola agli spagnoli, causa l’opposizione inglese).
    2. Perché l’esempio cubano nel miglioramento dello standard di vita, nella giustizia sociale e nell’affrancamento dal colonialismo, diffonde l’idea ad altri paesi a “prendere il proprio destino nella proprie mani” e incoraggia altre popolazioni povere e diseredate del continente “a chiedere opportunità di vita più dignitose” (Arthur Schlesinger, relazione a Kennedy che perciò decise “lo strangolamento economico” dell’isola suggeritogli come pratica per cancellarne l’esempio, istituendo l’embargo poi sistematicamente prorogato dai suoi successori con un accanimento sospetto).
    3. Perché, come scrisse a fine ’89 il rettore dell’università cattolica del Salvador, padre Ellacuria, poco prima di essere fatto fuori da terroristi (pardon, “soldati per la libertà”) addestrati negli Usa, nonostante i suoi abusi “il modello cubano è riuscito a soddisfare i bisogni primari meglio degli altri paesi latinoamericani, ed in un periodo relativamente breve, mentre la situazione attuale mette in luce profeticamente l’intrinseca criminosità del sistema capitalistico e la falsità ideologica dell’apparente democrazia che lo accompagna, lo legittima, lo avvolge”.

    C’è bisogno di aggiungere altro?

    NB: i giornali italiani, democratici e popolari, non si sono degnati di dare questa notizia (la World Bank che elogia Cuba nel cuore stesso dell’Impero, Washington) ecco allora un estratto dal servizio dell’inglese The Guardian:

    The Guardian August 15, 2001

    Cuba: "A great job on education and health"

    Cuba: “un lavoro straordinario nell’educazione e nella sanità”

    Il complimento arriva nientemeno che dal presidente della banca mondiale
    JW, che ha detto di non essere imbarazzato nel riconoscerlo….durante
    la conferenza stampa della WB a Washington.

    Riferendosi alle stesse statistiche della Banca Mondiale un giornalista
    gli ha chiesto maliziosamente:” emerge fra tutte le altre una nazione particolare che eccelle In tutti gli indicatori: educazione, sanità, spesa sociale, e questa è CUBA,l’unica che non prende consigli dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario…”

    Mr. W. rispose: “… Penso che Cuba abbia fatto – e ognuno dovrebbe ammetterlo- un lavoro
    Fantastico in sanità ed educazione. E se noi giudichiamo una nazione per questi parametri
    Essi hanno fatto un lavoro strepitoso”

    Il Guardian, poi commenta che proprio anche evitando le politiche di aggiustamento strutturale
    imposte da FMI e WB al terzo mondo, Cuba primeggia rispetto ad esso: e questo nonostante l’illegale embargo statunitense che ne ha devastato l’economia, soprattutto dopo la perdita delle forniture di petrolio dall’Urss, un decennio fa.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Re: Cuba, critica ai mass media italiani e alla sinistra "che vuole governare"

    In origine postato da yurj
    “ho abbandonato da tempo ogni velleità di discutere di politica con gli europei. Non capiscono l’america latina, non hanno la più pallida idea di cosa accade qui”.
    Per ritornare a parlare delle recenti vicende di Cuba, sottoposta a un vero e proprio linciaggio mediatico (e non parlo delle prime pagine di Libero e del suo direttore difensore di Pinochet, ma della Rai, di Mediaset, di Famiglia Cristiana, di Panorama e di tanti altri…), bisogna partire da questa amara riflessione di Gabriel Garcia Marquez.

    Fa comunque tristezza vedere gli ex-comunisti, ora diesse, seppur da tempo in ginocchio rispetto alle sorti magnifiche e progressive del neoliberismo (lo stesso che in america latina ha rovinato anche l’Argentina, una nazione che da sola avrebbe risorse per sfamare l’intero continente ma i cui figli più deboli ora muoiono per fame) tagliare gli aiuti, annullare viaggi e incontri, votare coi fascisti in parlamento contro Cuba. E se menti illustri come Saramago e Galeano finiscono per farsi strumento di denigrazione per Cuba, e se Liberazione arriva a “licenziare” Fulvio Grimaldi per un pezzo a favore di Cuba, la confusione è grande e bisogna, a mente fredda, mettere i puntini sulle i. Intendiamoci, la pena di morte, è sempre una pena inaccettabile e disumana. La detenzione per reati di opinione o coscienza un oltraggio controrivoluzionario. Ma vanno valutate nel contesto e nel merito. Bisogna cioè andare oltre la cortina fumogena della propaganda del regime imperiale della globalizzazione per vedere se le cose sono davvero così e cosa sta succedendo.
    .
    Cuba è in guerra. Da oltre 40 anni. E con un nemico potentissimo e criminale. Un nemico capace di istituire e/o sostenere feroci dittature fasciste in tutti continenti (Cile, Grecia, Indonesia, Iran, Sudafrica, ecc…) e di fare guerre e invasioni in tutto il pianeta (Vietnam, Panama, Iraq, Somalia, Grenada, Jugoslavia, ecc.). Un nemico che ha tentato di invaderla. Un nemico che la sottopone a una guerra economica da sempre. E per quelli che pensano che un embargo sia una passeggiata, ricordiamo che Clark, ex-ministro Usa della giustizia, lo definisce “la più grave e sistematica violazione dei diritti umani perché applicata a un intero popolo”; che lo stesso Marquez ha definito la legge Torricelli che inasprì l’embargo a Cuba negli anni ‘90, “un tentativo di genocidio”; che l’Iraq, terra ricca di petrolio, in un decennio di embargo è diventato da paese più prospero della regione a paese distrutto, con un reddito pro capite precipitato da 4000 a 100 dollari annui).
    Un nemico che, infine, è responsabile non solo di centinaia di progetti di assassinio del leader cubano, ma di atti terroristici d’ogni natura costati la vita a quasi 3500 cubani (più o meno il numero delle torri gemelle…) e l’integrità fisica ad altri 2100. Terrorismo ora indirizzato al turismo, perchè ultima fonte di sostentamento di un piccolo paese asfissiato dall’embargo.
    Nel 1997, anche un turista italiano perse la vita in uno di questi. 5 agenti cubani infiltratisi a Miami nella comunità dei fascisti anticastristi, raccolsero prove su 170 operazioni terroristiche. Il governo cubano passò il fascicolo a quello statunitense per avere giustizia. E l’ebbe: furono arrestati i 5 patrioti cubani, processati in loco in un clima di aperta intimidazione della giuria e condannati all’ergastolo “per attività contro gli Stati Uniti”. Da allora sono quasi sempre in isolamento sottoposti a quella che viene definita “tortura bianca”, senza contatti con familiari e avvocati. In aprile, il nobel per letteratura Gordimer, sudafricana, ha scritto loro ricordano il fondamentale aiuto militare dato alle popolazioni africane dal governo cubano contro il colonialismo, e l’aiuto dato dalle migliaia di medici cubani gratuitamente ai paesi del terzo mondo. Ha scritto anche una lettera di protesta al New York Times.

    Nel frattempo l’amministrazione Bush fa paura per due motivi che si completano a vicenda: il debito di riconoscenza verso i mafiosi di Miami, decisivi nell’elezione truffa del 2000, e la politica militar-imperialistica assente sulla scena mondiale dai tempi di Hitler.
    Recentemente un falco dell’amministrazione, James Cason, è stato mandato a Cuba (a proposito Guantanamo è a Cuba, perché nessuna votazione parlamentare bipartisan, nessun speciale televisivo, contro gli Usa che vi detengono centinaia di persone in condizioni disumane?...), per mettere al servizio della controrivoluzione la sua nera esperienza come diplomatico americano presso alcune delle dittature fasciste sostenute in america latina nei bei tempi andati (Salvador, Bolivia, Panama, Uruguay, Guatemala).

    Casualmente, negli ultimi tempi la vergognosa politica di istigazione dell’immigrazione clandestina dei cubani verso gli Usa, promossa da questi, ha subito una drammatica svolta coi dirottamenti di mezzi pubblici. Mentre tutti coloro che cercano di arrivare in Usa dal Messico, o da altri paesi, sono ora menati e rispediti al mittente, ora persino imprigionati a tempo indeterminato, i cubani vengono accolti a braccia aperte e regolarizzati. Persino il recente dirottatore di un aereo non è stato arrestato. L’aereo non è stato restituito a Cuba, che per una giornata aveva dovuto sospendere i voli (come gi Usa l’11 settembre). L’aereo non aveva carburante per arrivare in Florida ed era fermo a L’avana. Il governo cubano anzichè mettere a rischio i civili facendo un blitz come da tradizione “civile e occidentale”, ha fatto il pieno e lo ha lasciato andare. L’ennesimo dirottamento è andato meno bene per gli 11 che hanno sequestrato un traghetto pensando di ottenere lo stesso trattamento. Ma nel porto della capitale i turisti francesi (poi seguiti dagli altri) si sono messi in salvo tuffandosi in acqua. I 3 del commando che avevano precedenti penali sono stati poi condannati a morte per terrorismo (secondo le leggi cubane):. Poco prima erano stati arrestati e condannati una settantina di traditori intenti a tramare con mr. Cason, ovvero col nemico. Non semplice dissidenza dunque, ma rapporti concreti con la fonte del terrorismo e atti di terrorismo.
    Scandalo indicibile per l’opinione pubblica occidentale, che invece ha dato carta bianca a Bush per dichiarare al mondo “una guerra infinita” per uccidere i terroristi, i complici e i loro vicini di casa o sospetti simpatizzanti. Nessuno protesta per il fatto che negli Usa ora si può essere imprigionati se sospettati di “terrorismo” senza neppure capi d’imputazione e (come nel caso dei patrioti cubani) possibilità di rapporti con l’esterno.
    Eppure val la pena di ricordare che proprio il pretesto di porre fine all’immigrazione clandestina, fu utilizzato nel ’94 dal buon Clinton per invadere Haiti e far fuori il presidente Aristide che, benché democraticamente eletto con una maggioranza schiacciante, aveva la colpa imperdonabile di voler fare una politica di sinistra e di aver battuto il candidato lautamente finanziato dagli Usa.
    Nello speciale che Panorama ha dedicato alla repressione cubana (inutile attendersene uno sulla repressione boliviana ovviamente…) sono state scritte falsità incredibili (scontata l’omissione sull’embargo) che meritano di essere citate d’esempio del linciaggio mediatico di Cuba: “Cuba è una terra che ha ogni ben di Dio dove la spietata dittatura comunista obbliga i cubani alla fame e a indici di mortalità infantile da paura”. Ora, Cuba, al contrario dell’Argentina ex-modello del neoliberismo o della redenta Haiti non ha bambini che muoiono di fame, ed anzi vanta un’età media di 72 anni (contro i 50 della vicina Haiti). La mortalità infantile, come certifica l’insospettabile Banca Mondiale, è la più bassa dell’America Latina (Nel 1999: 6 per mille contro il 30 per mille del continente e il 18 per mille della ricchissima Argentina!). “E’ incredibile” secondo Ritzen, vicepresidente della Banca Mondiale, e Presidente delle politche di sviluppo. Il tasso di 5,3 medici per mille persone, è il più alto al mondo.L’educazione primaria per ragazzi e ragazze ha raggiunto il 100%., superiore a al tasso statunitense e ben superiore a quelli raggiunti dalle nazioni latiamericane più avanzate… Nel 1997 c’erano 12 alunni per ogni insegnante, uno standard che gareggia con la Svezia…
    E questo nonostante l’embargo. E nonostante Cuba non solo NON abbia ogni ben di Dio, ma non abbia proprio materie prime, tantomeno petrolio.

    La domanda è allora: perché tanto accanimento criminale (embargo e terrorismo)? Perché tanto vile servilismo dei media nell’appoggiare il crimine con informazione grottesca e menzognera?

    1. Perché Cuba sin dall’800, nel risiko imperialista dell’Occidente è considerata dagli Usa “una regione di straordinaria importanza per gli interessi commerciali e politici dell’Unione” (John Quincy Adams, dopo un tentativo fallito di prendere l’isola agli spagnoli, causa l’opposizione inglese).
    2. Perché l’esempio cubano nel miglioramento dello standard di vita, nella giustizia sociale e nell’affrancamento dal colonialismo, diffonde l’idea ad altri paesi a “prendere il proprio destino nella proprie mani” e incoraggia altre popolazioni povere e diseredate del continente “a chiedere opportunità di vita più dignitose” (Arthur Schlesinger, relazione a Kennedy che perciò decise “lo strangolamento economico” dell’isola suggeritogli come pratica per cancellarne l’esempio, istituendo l’embargo poi sistematicamente prorogato dai suoi successori con un accanimento sospetto).
    3. Perché, come scrisse a fine ’89 il rettore dell’università cattolica del Salvador, padre Ellacuria, poco prima di essere fatto fuori da terroristi (pardon, “soldati per la libertà”) addestrati negli Usa, nonostante i suoi abusi “il modello cubano è riuscito a soddisfare i bisogni primari meglio degli altri paesi latinoamericani, ed in un periodo relativamente breve, mentre la situazione attuale mette in luce profeticamente l’intrinseca criminosità del sistema capitalistico e la falsità ideologica dell’apparente democrazia che lo accompagna, lo legittima, lo avvolge”.

    C’è bisogno di aggiungere altro?

    NB: i giornali italiani, democratici e popolari, non si sono degnati di dare questa notizia (la World Bank che elogia Cuba nel cuore stesso dell’Impero, Washington) ecco allora un estratto dal servizio dell’inglese The Guardian:

    The Guardian August 15, 2001

    Cuba: "A great job on education and health"

    Cuba: “un lavoro straordinario nell’educazione e nella sanità”

    Il complimento arriva nientemeno che dal presidente della banca mondiale
    JW, che ha detto di non essere imbarazzato nel riconoscerlo….durante
    la conferenza stampa della WB a Washington.

    Riferendosi alle stesse statistiche della Banca Mondiale un giornalista
    gli ha chiesto maliziosamente:” emerge fra tutte le altre una nazione particolare che eccelle In tutti gli indicatori: educazione, sanità, spesa sociale, e questa è CUBA,l’unica che non prende consigli dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario…”

    Mr. W. rispose: “… Penso che Cuba abbia fatto – e ognuno dovrebbe ammetterlo- un lavoro
    Fantastico in sanità ed educazione. E se noi giudichiamo una nazione per questi parametri
    Essi hanno fatto un lavoro strepitoso”

    Il Guardian, poi commenta che proprio anche evitando le politiche di aggiustamento strutturale
    imposte da FMI e WB al terzo mondo, Cuba primeggia rispetto ad esso: e questo nonostante l’illegale embargo statunitense che ne ha devastato l’economia, soprattutto dopo la perdita delle forniture di petrolio dall’Urss, un decennio fa.
    Non posso accettare obiezioni in merito alla libertà di stampa se si parla di un paese come Cuba nel quale gli oppositori politici sono eliminati o incarcerati.

  3. #3
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    Ecco cosa scrive Pietro Ingrao sul Manifesto nell'aprile di due anni fa:

    "Le notizie che giungono da Cuba sono allarmanti e non consentono silenzi. Il 3 di aprile si sono svolti in diverse sedi dell'isola processi contro 78 «dissidenti», o - per usare parole più secche - oppositori del regime castrista. Sommando le varie condanne comminate a questi oppositori si arriva a centinaia e centinaia di anni di carcere. Sono cifre agghiaccianti. E per questi processi parlare di rito sommario è un eufemismo un po' ridicolo. Né si può ingannare noi stessi: è impossibile che in questi veri e propri processi lampo siano stati garantiti elementari diritti di difesa, né ci si sia stata quella necessaria, elementare prudenza, che pure è il sale obbligato, quando si decide sulla libertà o sulla prigionia degli individui e dei gruppi. Gli imputati erano oppositori del regime castrista, anzi - usiamo pure la parola forte - cospiravano contro il regime? E che altro essi potevano fare visto che a Cuba difettano essenziali diritti di parola, di organizzazione, di lotta politica pubblica e riconosciuta? E questo ancora oggi, dopo quarant'anni dai giorni dell'insurrezione armata e della emergenza rivoluzionaria. E inoltre dove sta scritto che anche ai cospiratori in manette - quando non sono in condizioni di nuocere - non si possono, non si debbano concedere elementari poteri e strumenti di difesa? La giustizia - questa parola così solenne e alta - ha bisogno come il pane del contraddittorio pubblico e prolungato. Senza di che l'aula del tribunale diventa una farsa, un inganno feroce.
    Ancora all'inizio di aprile - con un intreccio allucinante - si è tenuto a Cuba un altro processo, che ha portato alla condanna a morte di tre giovani che avevano sequestrato un traghetto per raggiungere la costa degli Stati uniti. Chi scrive nella sua vita ha imparato ad odiare la condanna a morte - questo agghiacciante potere di uccidere colui che sta già in manette e stretto dentro le mura di un carcere. Ma quella condanna a morte che si consuma e si compie quasi in un lampo, e non consente appello e rifiuta persino un momento di esitazione davanti all'uccidere l'inerme - è davvero qualcosa di ripugnante. Ed è ingannevole: si illude di cancellare con la mano del boia i problemi politici e umani che non sa risolvere. [...]"

  4. #4
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    GLI ENORMI PASSI INDIETRO DI CUBA

    di Marco Bertotto
    presidente della sezione italiana di Amnesty International

    Un enorme passo indietro per i diritti umani". Così abbiamo definito le pesanti condanne, da 14 a 27 anni di carcere, emesse all’inizio di aprile nei confronti di almeno 33 dissidenti cubani, arrestati un mese prima nel corso di un giro di vite contro l’opposizione.

    Erano oltre vent’anni che i tribunali cubani non emettevano condanne così dure, al termine di processi sommari, nei confronti di un così ampio numero di imputati, arrestati per nient’altro che l’esercizio pacifico delle libertà fondamentali e mandati in carcere al termine di processi fortemente irregolari celebrati in un clima di odio e segretezza.

    Il governo dell’Avana ha parlato di una cospirazione statunitense ai danni dell’isola e i pubblici ministeri hanno tradotto questa tesi in una serie di incriminazioni per reati contro la sicurezza dello Stato. Il risultato è che oggi, a Cuba, attivisti per i diritti umani, giornalisti, bibliotecari e pacifici oppositori politici sono in carcere, con la prospettiva di passarvi anche fino a 30 anni, per reati di opinione.

    Come se non bastasse, l’11 aprile Cuba ha interrotto una moratoria di quasi tre anni sulle esecuzioni capitali fucilando tre persone che avevano tentato di dirottare una nave passeggeri verso gli Stati Uniti. Un atto illegale, certamente, ma comunque terminato in modo incruento. Sappiamo che quando un paese interrompe una moratoria sulle esecuzioni, la vita degli altri condannati a morte (52 nel caso di Cuba) è in pericolo.

    Le procedure sommarie adottate dai tribunali dell’isola ci fanno temere il peggio. È per questo che, all’indomani delle condanne e delle esecuzioni, abbiamo pubblicato sul nostro sito un appello affinché siano immediatamente commutate tutte le condanne a morte.

    Siamo di fronte a una grave erosione dei diritti umani a Cuba, al rinnegamento dei significativi passi avanti degli ultimi anni. Il governo di Fidel Castro è tornato a misure estremamente repressive, in vigore decenni fa, che non possono essere giustificate in alcun modo.

    Di fronte a questo scenario, le reazioni in Italia sono state tutto sommato avvilenti. Abbiamo assistito a interviste a "cuori infranti", a stucchevoli dibattiti su quanto fosse meglio o peggio porre termine alla vita umana con una fucilata a pochi giorni dalla condanna o con una iniezione letale dopo vent’anni nel braccio della morte.

    Ancora una volta, ha prevalso una lettura ideologica del tema delle violazioni dei diritti umani, in base alla quale quanto accaduto a Cuba nelle ultime settimane rappresenta solamente "una deriva" o, al contrario, "la conferma che Castro è come Saddam Hussein".

    A noi questo spettacolo poco interessa. Siamo preoccupati, come sempre più spesso ci capita, che l’indignazione selettiva per le violazioni dei diritti umani o la loro strumentalizzazione causino un danno irreparabile al lavoro degli attivisti e delle organizzazioni per i diritti umani.

    A completare l’opera, mentre le Nazioni Unite cercano di trovare la strada per assicurare un futuro migliore all’Iraq, a Ginevra la Commissione sui diritti umani – l’organo dell’Onu che dovrebbe occuparsi dei diritti umani ovunque nel mondo – è riuscita per il secondo anno consecutivo a non far passare una risoluzione di condanna per le violazioni dei diritti umani commesse contro la popolazione civile della Cecenia. Complimenti!

  6. #6
    Chap Socialist
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    Amnety International è notoriamnte una pedina dell'imperialismo turbo-Kapitalista amerikano

  7. #7
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    tu ridi ma noi siamo spesso accusati di essere un'associazione filo occidentale

  8. #8
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    mentre difendiamo solo i diritti umani di tutti senza faziosità.

  9. #9
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    In origine postato da benfy
    mentre difendiamo solo i diritti umani di tutti senza faziosità.
    difendete i diritti ...di quelli che non ne hanno bisogno.....

  10. #10
    Obama for president
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