Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
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    Predefinito Sinistra unita: nessun compromesso

    Referendum e amministrative sono alle spalle.
    Eventi che non sono passati invano, perchè da entrambi si osserva uno spostamento dell' asse dell' opposizione, verso sinistra.

    Oggi ritorna all' ordine del giorno la questione delle alleanze fra le forze che si oppongono a Berlusconi.
    Ma ritorna in forme e prospettive diverse da quelle del 2001.
    Perchè sono cambiati i rapporti di forza a sinistra ed è cambiata l' aspettativa degli elettori.
    L' unità delle sinistre è la parola che si sente invocare maggiormente.
    Anche per questo ai centristi dell' Ulivo sarà difficile, oggi, fare ciò che fecero nel 2001: rifiutare cioè una alleanza programmatica con il PRC e ignorare la spinta dei movimenti.
    Non possono più permettersi nè l' uno nè l' altro.
    Dovranno, al contrario di allora, lavorare per un accordo organico con la sinistra comunista. Un Ulivo allargato. E dovranno inventarsi qualcosa (magari le primarie) per dare l' illusione ai "movimentisti" di contare qualcosa. Tanto il risultato sarà sempre lo stesso: Prodi o ualche altro della nomenklatura.

    Ci riflettevo e mi chiedevo se mi interessa davvero.
    La risposta è NO.
    Non mi interessa affatto rieditare una coalizione di Governo come quella Prodi.
    E' tornare indietro, a esperienze fallimentari di Governo che hanno spalancato un' autostrada di fronte alla destra.
    Non mi interessa un Ulivo allargato al PRC, neanche se in esso fossero ben rappresentati CGIL e Movimento.

    Quello che a me interessa è una sinistra unita sui contenuti, che non debba scendere a compromessi su guerre e politica estera, lavoro, diritti e quant'altro.
    Che non debba preoccuparsi di tacere nell' alleanza per non disturbare i rapresentanti delle gerarchie ecclesiastiche sull' aborto e sulla scuola, del padronato su licenziamenti e sulla riduzione dell' orario.

    Su lotte specifiche (la Giustizia, ad esempio, le Istituzioni ecc) ci si può trovare persino un Mastella o un Rutelli accanto. Ed è giusto esserci.
    Ma una alleanza politica è un' altra cosa.
    Il solo "sconfiggere la destra" è oggi ancora meno giustificato di ieri: quali sono i confini della destra da battere? E che significa "battere la destra"?
    Far riformare il mercato del lavoro da un Prodi piuttosto che da un Berlusconi?
    Quali sono, soprattutto, le potenzialità della sinistra?

    Con il 90% di partiti contrari, nonostante l' oscuramento dei media, 10 milioni e mezzo di italiani hanno votato SI su parole d' ordine classicamente di sinistra, nella prima battaglia non difensiva sui diritti dei lavoratori combattuta da decenni!
    Facciamo finta di niente?
    E' la base popolare del centrosinistra che rinnega i suoi dirigenti e le politiche consociative dell' Ulivo! Il dialogo deve essere rivolto prima di tutto verso loro.
    Questa è la potenzialità e da qui si devono dedurre le scelte politiche.
    Facciamo crescere il consenso intorno a una mezza dozzina di punti qualificanti, sui contenuti che rispondano agli interessi di quella base popolare, proponendoli ai Partiti che (come i Diesse, i Verdi e il PdCI) sono costretti dai loro stessi elettori a prestare attenzione.
    E coinvolgiamo il Movimento e la CGIL nella costruzione di un progetto politico di vera alternativa.
    Questa è l' unità della sinistra, che mi interessa e per cui mi posso impegnare.
    Senza più compromessi.
    Egalité

  2. #2
    Obama for president
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    dopo aver letto questo articolo ho pensato che la legge basaglia di chiudere i manicomi era sbagliata




  3. #3
    BENESSERE&OZIOXTUTTI
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    Predefinito

    In origine postato da benfy
    dopo aver letto questo articolo ho pensato che la legge basaglia di chiudere i manicomi era sbagliata



    Meglio essere pazzi che rinnegati!!!

    Concordo pienamente con il compagno Egalitè. Io voglio l'unità della sinistra. E per ottenerla bisogna che la sinistra sia tale, non una marmaglia di neoliberisti, filopadronali, antisociali e chi più ne ha più ne metta.
    L'unica soluzione è la creazione di una sinistra di alternativa, che comprenda Prc, sinistra Ds, sinistra Verdi, Pdci e movimenti.
    Il referendum ha tracciato uno spartiacque per la sinistra italiana.
    Dalla parte del SI la sinistra, al fianco dei lavoratori, per l'estensione dei diritti e la tutela dell'ambiente. Dalla parte del NO e dell'astensione i sostenitori del precariato, del liberismo, dei licenziamenti facili, al fianco dei padroni.
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  4. #4
    Insorgente
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    Condivido ciò che ha detto Egalitè. Anche a me on interesa la costruzione "politicista" di un alleanza con L'Ulivo.

    In questo senso la posizione di Rifondazione non è cambiata di una virgola: costruire un polo della sinistra alternativa.

    Bertinotti giustamente ha detto che una vittoria al referendum avrebbe aperto un'autostrada: perchè in termini concreti avrebbe costruito immediatamente una nuova soggettività politica, in alternativa alle politiche delle destre e dello stesso "riformismo" dell'Ulivo durante i suoi anni di governo.

    La sconfitta rende tutto più difficile per il solo fatto che la costruzione della sinistra alternativa adesso è più lontana da atturare visto il rafforzamento della gabbia ulivista.

    Eppure il PRC tenta di ripartire valorizzando il risultato super deludente del referedum. Da lì può nascere la sinistra alternativa e da lì sono già nati i soggetti che chiama al confronto per un opposizione alle politiche della destra.

    Ma non dovete sottovalutare questo aspetto: "quei molti" al confronto è un argomento centrale.

    Se pensate che il PRC vada a confrontarsi da solo con l'Ulivo in quanto *partito*, in quanto 5% per battere le destre, spartendosi qualche ministero, toglietevelo pure dalla testa. Non si torna indietro di quattro anni.

    L'obiettivo non è certo quello di essere la sinistra dell'Ulivo ma di costruire insieme ad altri un vasto schieramento di sinistra che influenzi concretamente le politiche di un futuro governo e che ponga l'alternativa - e non l'alternanza - alle politiche della destra.

    Questa operazione è resa più difficile adesso, per questo paradossalmente l'alleanza con l'Ulivo è più improbabile. Se questo confronto, malgrado la sconfitta del referendum, andrà a un buon fine e si rimescoleranno le carte a sinistra con la partecipazione di più soggetti alla sua riorganizzazione, si potrà fare. Altrimenti, può anche fallire. E non ci saranno più mezze misure: desistenza/non-belligeranza sono state già riposte nell'armadio del passato.

    In poche parole l'alleanza dell'Ulivo c'è solo se "muore" l'Ulivo, e sarà possibile costruire una alleanza a sinistra con un diverso rapporto di forze interno e naturalmente con nuovi contenuti politici.

    P.G.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  5. #5
    Obama for president
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    Predefinito

    va bene però non si può fare un accordo in cui si fa quello che dite voi per fare un accordo bisogna anche andarsi un po' incontro.
    e poi se si fa un accordo bisogna anche tenere conto delle forze se voi prendeste il 30% si potrebbe fare come dite voi ma se avete il 5% dovete influire molto meno

 

 

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