Proprio quando l'invasione delle scimmie africane sembra farsi più virulenta, non dobbiamo dimenticarci dell'emergenza per antonomasia delle nostre terre, non dobbiamo dimenticare il cancro che ci affligge da 50 anni, non dobbiamo dimenticare che questa razza è la più sporca e maledetta del globo e che a milioni è presente nelle nostre terre.Non dobbiamo dimenticare e sopratutto, oggi + che mai, dobbiamo tornare a un sano ANTIMERIDIONALISMO SENZA SE E SENZA MA.
Sono sempre loro, sono la nostra maledizione.
Studentessa uccisa, fermato un ragazzo
Il procuratore di Como: è lui l’assassino. La folla tenta di linciarlo dopo l’interrogatorio
DAL NOSTRO INVIATO
MARIANO COMENSE (Como) -
Si divertiva sulle montagne russe quando sono arrivati i carabinieri. Ha 19 anni e si chiama Giovanni Gambino. E’ un ragazzo disturbato, già arrestato lo scorso inverno per aver molestato una commessa di Mariano Comense nel sottopasso di un centro commerciale della zona. Secondo gli investigatori, è lui l’assassino di Teresa Lanfranconi, la studentessa di 16 anni uccisa a coltellate mercoledì.
Lo hanno rintracciato ieri pomeriggio a Gardaland, il grande parco di divertimenti a Peschiera del Garda (Verona). Alto, magro, capelli cortissimi, il giovane, residente a Anzano del Parco, vicino a Erba (Como), si trova in stato di fermo per omicidio volontario. E’ stato interrogato dal pm Mariano Fadda, alla presenza dell’avvocato Arianna Merlo. Il ragazzo avrebbe fatto parziali ammissioni, ma il legale dice: «Si è avvalso della facoltà di non rispondere».
Urla e insulti fuori dalla caserma di Mariano: centinaia di cittadini, compaesani di Teresa, hanno tentato di linciare il ragazzo mentre era nell’auto dei carabinieri diretto al carcere di Como. A incastrare Gambino ci sarebbero diversi elementi «non solo indiziari», tanto che il procuratore della Repubblica di Como, Alessandro Lodolini, si sbilancia: «Abbiamo motivi molto fondati di ritenere di aver fermato l’assassino».
Tutto comincia mercoledì, nel giorno della morte di Teresa. Gambino è scomparso da casa da una settimana e proprio quel giorno i suoi genitori, preoccupati, decidono di denunciarne la scomparsa. Si presentano alla stazione dei carabinieri di Erba. Teresa giace ancora sul selciato della stradina dove ha trovato la morte, quando il maresciallo Gallorini segnala la scomparsa del ragazzo ai colleghi di Mariano. La sera stessa il giovane si mette in contatto con i genitori con il cellulare e viene localizzato alla Stazione Centrale di Milano. Intanto le indagini sull’omicidio vanno avanti.
Vengono sentiti una decina di testimoni, fra parenti e amici della ragazza. Determinanti alcune descrizioni fornite da una donna: si riferiscono a un uomo che all’ora della morte di Teresa è stato visto imboccare la scorciatoia. Agli investigatori non sfugge che più di un elemento porta al profilo fisico di Gambino. Vengono sottoposte le foto del ragazzo. A questo punto i carabinieri sanno chi cercare. Il problema è dove.
L’ipotesi più plausibile: che il ragazzo, arrivato mercoledì sera alla Stazione Centrale di Milano, dopo aver abbandonato nei bagni la borsa in tela nera di Teresa, abbia preso un altro treno. E così è stato. Dalla telecamere di Peschiera del Garda si apprende che Giovanni Gambino è passato per la stazione. Forse per prendere la navetta che porta a Gardaland: una sospetto che poi si rileva giusto. Il giovane viene individuato nel parco divertimenti. Con sé ha ancora il cellulare di Teresa, ma non il coltello con il quale le ha tagliato la gola. Per gli investigatori il caso è chiuso.




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