dal quotidiano di ConfIndustria
" Il Sole 24 ore del 23/06/2003
--------------------------------------------------------------------------------
Sanità / In un'indagine di Cergas Bocconi, Fiaso e «Il Sole 24 Ore Sanità» dopo 10 anni di trasformazione delle strutture territoriali e ospedaliere
L'Azienda deve ancora crescere
Risultati positivi su contabilità e budget, mancano molti atti di Asl e Ao
Marzio Bartolini
--------------------------------------------------------------------------------
Hanno cambiato pelle. Il restyling, a partire dal nome, è stato profondo e faticoso per le vecchie «Unità sanitarie locali». Ma oggi Asl e ospedali possono finalmente fregiarsi del titolo di aziende. Anche se dopo dieci anni di corsa all'aziendalizzazione, tra retromarce e qualche resistenza, resta ancora molto da fare. Soprattutto sul fronte dei bilanci e dei sistemi di budget costellati spesso da troppi ritardi, specie al Sud. O sugli atti aziendali adottati solo dal 56% delle aziende, in parte per colpa delle Regioni che non hanno fornito le linee guida attese.
- L'indagine. A raccontare vizi, virtù e stato dell'arte dell'aziendalizzazione vissuta tra le corsie di ospedali e sulla pelle di medici e dirigenti del Ssn è un'ampia indagine - su oltre il 50% delle aziende - realizzata da Fiaso (la Federazione dei manager sanitari) e Cergas Bocconi con «Il Sole 24 Ore Sanità» (che pubblica un'ampio stralcio della ricerca sul n. 24/2003). Una fotografia che appare tempestiva in tempi in cui la parola «azienda» sembra tornata un tabù per il Servizio sanitario: è di poco tempo fa l'attacco del ministro della Salute, Girolamo Sirchia, all'aziendalizzazione di Asl e ospedali, giudicata «un non senso». - Bilanci, budget e contabilità. La prima notizia positiva riguarda l'introduzione della contabilità economica-patrimoniale che è ormai cosa fatta in tutte le aziende. Il passaggio da quella finanziaria (tipica degli enti pubblici) sarebbe dovuta avvenire addirittura dal 1995, ma le Regioni si sono prese più tempo: le ultime due (Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano) si sono messe in regola solo nel 2002. Ritardi, questi, che hanno pesato spesso sulle chiusura dei bilanci: quello del 2001 è slittato a volte fino a nove mesi rispetto alla scadenza prevista per la maggior parte delle aziende; solo il 24% del campione ha chiuso nei tempi previsti (aprile 2002).
Positiva, invece, la diffusione dello strumento del budget adottato nel 2002 dall'89% delle Asl e delle aziende ospedaliere, con maggiori ritardi in quelle del Sud (dove il budget è utilizzato solo dal 68 per cento). Ma non è oro tutto ciò che luccica. La capacità del budget di svolgere le proprie funzioni di «guida, coordinamento e responsabilizzazione» - avverte l'indagine - «è fortemente indebolita dal ritardo con cui il processo viene approvato». Infine, un ultimo aspetto critico è quello del «reporting» che ha funzioni di controllo delle attività economiche-gestionali: solo il 61% delle aziende dispone di un sistema adeguato per «frequenza» (almeno trimestrale) e «tempestività» (con ritardi inferiori a due mesi). Bene, invece, la pianificazione strategica: oltre l'86% delle aziende ha redatto piani pluriennali.
- Organizzazione e istituzioni. A parte i ritardi sull'atto aziendale, imputabile anche alle inadempienze delle Regioni, si segnala la mancata istituzione dei collegi direzionali (organi consultivi composti dai principali dirigenti della struttura) nel 25% delle aziende. Si conferma - come anticipato da un recente studio «Oasi» - l'alea del turn-over per i direttori generali che rimangono mediamente in carica per non più di 40 mesi (3,4 anni). Sempre più diffuse, poi, le cosiddette «funzioni innovative» a cui Asl e ospedali destinano delle unità operative: il controllo di gestione (98%) e i sistemi informativi (96%) sono ormai «funzioni istituzionalizzate». Ha più fiato corto, invece, il marketing (55%) - forse per la «soggezione culturale» verso questo strumento tipicamente aziendale - e l'ingegneria clinica (54 per cento).
Infine, la ricerca mostra come il modello dipartimentale sia ormai affermato quasi ovunque (93% delle aziende), così come la diffusione dei distretti: se ne contano 4,2 per ogni Asl. "
Saluti liberali




Rispondi Citando