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  1. #1
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    Talking Il comportamento elastico degli acciai.

    Se per caso fate notare ad un ingegnere strutturale che la struttura che ha appena progettato supera in qualche punto il carico di snervamento, oltrepassando il punto in cui l'acciaio si comporta elasticamente, (vale a dire la struttura comincia a deformarsi plasticamente e poi crolla) è estremamente difficile che egli vi dia del comunista.
    Questo perchè l'ingegnere è ben conscio delle ipotesi di applicabilità della teoria elastica della meccanica dei solidi, che valgono appunto fino al carico di snervamento.
    Oltre questo punto tali ipotesi non valgono più e il comportamento dell'acciaio non è più prevedibile con quei modelli.

    Se invece, in campo economico, osate affermare che il libero mercato da solo non basta ed è necessario l'intervento dello stato nell'economia, perchè le ipotesi di applicabilità del modello sono distanti dalla realtà, vi beccatte dei comunisti.

    Il modello della concorrenza perfetta è paragonabile all'esempio della meccanica dei solidi: è un modello ideale, di riferimento, che vale solo se si verificano le sue ipotesi di applicabilità.

    Questo è dunque il modello di riferimento, la soluzione di first best, l'ottimo, verso cui vogliamo spingerci: ma la realtà economica non è esattamente quella prevista dalle ipotesi del modello, per questo a volte capita che dobbiamo accontentarci di soluzioni di second best.

    E il second best spesso significa l'intervento dello stato nell'economia, sia attraverso gli strumenti della politica industriale, sia attraverso le autorità dell'antitrust e di regolamentazione dei monopoli naturali: mi sembra infatti impossibile che riducendo lo stato al ruolo di mero garante dei diritti di proprietà si ottenga comunque il first best.

    A questo punto, giungendo al dunque, chiedo a tutti coloro che predicano meno stato e più privato: che cosa volete dire esattamente?


    1)Lasciateci fare i cazzacci nostri, che non abbiamo tempo di pagare le tasse.

    2)Riesumate la scuola di Chicago che riteneva le concentrazioni economiche (mercati oligopolistici) portatrici di efficienza.

    3)Credete comunque che il mercato lasciato a se stesso sia la panacea di tutti i mali

    4)Intendete semplicemente dire che occorre snellire l'amministrazione pubblica.

  2. #2
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    Predefinito Complimenti Taho

    Bravo e benvenuto. Hai detto con una proprietà di linguaggio degna di miglior causa, quello che io avevo cercato umilmente ed inutilmente di dire ieri in un altro 3d a proposito di Keynes.

    Spero che questa tua esca sia apprezzata da molti forumisti esperti in economia. A risentirci presto?
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  3. #3
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    Predefinito Re: Il comportamento elastico degli acciai.

    In origine postato da Tahoeman
    Se per caso fate notare ad un ingegnere strutturale che la struttura che ha appena progettato supera in qualche punto il carico di snervamento, oltrepassando il punto in cui l'acciaio si comporta elasticamente, (vale a dire la struttura comincia a deformarsi plasticamente e poi crolla) è estremamente difficile che egli vi dia del comunista.
    Questo perchè l'ingegnere è ben conscio delle ipotesi di applicabilità della teoria elastica della meccanica dei solidi, che valgono appunto fino al carico di snervamento.
    Oltre questo punto tali ipotesi non valgono più e il comportamento dell'acciaio non è più prevedibile con quei modelli.

    Se invece, in campo economico, osate affermare che il libero mercato da solo non basta ed è necessario l'intervento dello stato nell'economia, perchè le ipotesi di applicabilità del modello sono distanti dalla realtà, vi beccatte dei comunisti.

    Il modello della concorrenza perfetta è paragonabile all'esempio della meccanica dei solidi: è un modello ideale, di riferimento, che vale solo se si verificano le sue ipotesi di applicabilità.

    Questo è dunque il modello di riferimento, la soluzione di first best, l'ottimo, verso cui vogliamo spingerci: ma la realtà economica non è esattamente quella prevista dalle ipotesi del modello, per questo a volte capita che dobbiamo accontentarci di soluzioni di second best.

    E il second best spesso significa l'intervento dello stato nell'economia, sia attraverso gli strumenti della politica industriale, sia attraverso le autorità dell'antitrust e di regolamentazione dei monopoli naturali: mi sembra infatti impossibile che riducendo lo stato al ruolo di mero garante dei diritti di proprietà si ottenga comunque il first best.

    A questo punto, giungendo al dunque, chiedo a tutti coloro che predicano meno stato e più privato: che cosa volete dire esattamente?


    1)Lasciateci fare i cazzacci nostri, che non abbiamo tempo di pagare le tasse.

    2)Riesumate la scuola di Chicago che riteneva le concentrazioni economiche (mercati oligopolistici) portatrici di efficienza.

    3)Credete comunque che il mercato lasciato a se stesso sia la panacea di tutti i mali

    4)Intendete semplicemente dire che occorre snellire l'amministrazione pubblica.
    5)Ritengo che l'utile sia un concetto errato e che dovremmo concentrarci sul giusto, ovvero sulla salvaguardia dei naturali diritti di proprietà.

  4. #4
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    Predefinito Re: Complimenti Taho

    In origine postato da Dario
    Bravo e benvenuto. Hai detto con una proprietà di linguaggio degna di miglior causa, quello che io avevo cercato umilmente ed inutilmente di dire ieri in un altro 3d a proposito di Keynes.

    Spero che questa tua esca sia apprezzata da molti forumisti esperti in economia. A risentirci presto?
    Grazie per l'apprezzamento, ma comunque il mio discorso non si riferiva direttamente a Keynes: non intendevo infatti sostenere che è necessario che lo stato aiuti il mercato con la spesa pubblica per sfruttare l'effetto leva.

    Parlavo semplicemente di politiche industriali, ovvero di politiche mirate per il sitema industriale, quando questo è guidato dal mercato verso direzioni che, da un punto di vista strategico, possono rivelarsi sbagliate.

    Esempio: vanto dell'Italia è il cosiddetto made in Italy della moda, agroalimentare etc etc che succederà nel momento in cui qualcuno deciderà che gli stilisti italiani non sono più cool e magari i produttori orientali ci fregheranno il know how, togliendoci anche la produzione?

    Perchè in Italia le spese di Ricerca e Sviluppo su Pil sono la metà degli Usa (la metà in termini relativi, in termini assoluti saranno 1/15 o qualcosa del genere)?

    Non abbiamo settori in cui ci sia un vantaggio competitivo sostenibile strategicamente nel lungo periodo (traduz: in 10 minuti i cinesi possono imparare a fare tutto quello che facciamo noi a metà dei nostri costi), abbiamo un tessuto di imprese nane, che qualcuno spaccia come emblema di benessere, mentre nel futuro rischiano di divenire carne da macello.

    Quello che dico io è questo: è necessario che lo stato favorisca lo sviluppo di quei settori strategici, ad alto valore aggiunto, che comporatano lo sviluppo di competenze difficilmente imitabili, attirando anche gli investimenti dall'estero, come ha brillantemente fatto l'Irlanda.

    E invece noi stiamo qui a raccontarci quanto sono belle le nostre nano imprese e quanto sono colorate e sgargianti le camicie di roberto cavalli...

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Il comportamento elastico degli acciai.

    In origine postato da ARI6
    5)Ritengo che l'utile sia un concetto errato e che dovremmo concentrarci sul giusto, ovvero sulla salvaguardia dei naturali diritti di proprietà.
    Credo che il concetto mi sfugga, potresti approfondire ulteriormente?

    grazie

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Complimenti Taho

    In origine postato da Tahoeman
    Grazie per l'apprezzamento, ma comunque il mio discorso non si riferiva direttamente a Keynes....
    L'avevo capito, ovviamente, avevo solo colto l'aggancio. Quanto dici sul Made in Italy è purtroppo sacrosantamente vero, l'industria italiana, mai sorretta da una ricerca adeguata, non ha mai sviluppato un know how strategico. Prima dell'Irlanda anche l'India aveva indicato la strada, concentrando quasi la metà dello sviluppo software mondiale sul suo territorio.

    Un piccolo esempio di quello che sarà la globalizzazione e che rischia di spiazzare pesantemente l'Italia: la IBM ha unificato il call center per le chiamate dei clienti europei. Non ti meraviglierà di scoprire che il call center europeo si trova a Dublino.
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Re: Il comportamento elastico degli acciai.

    In origine postato da Tahoeman
    Credo che il concetto mi sfugga, potresti approfondire ulteriormente?
    Intendo dire che accanto a un approccio utilitaristico al liberalismo (che comunque non mi sembra da sottovalutare: vogliamo parlare di gente come Mises e Hayek?) esiste il pensiero forte rappresentato dal giusnaturalismo.
    E' il liberalismo classico di Locke, laddove lo stato serve solo a garantire i diritti di proprietà (diritti naturali e prestatuali) perchè se va oltre li lede e può essere smantellato.
    E' il pensiero che non finge scioccamente di ignorare quale sia il bene e quale il male, e non scambia il giusto col consenso della maggioranza o con un equivoco concetto di utile.
    E' il pensiero per cui lo stato non deve intervenire dove arrivano i liberi accordi tra individui: e non deve non perchè sia sconveniente (e spessissimo lo è) ma perchè è ingiusto.

 

 

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