Da Il nuovo.it
PALERMO - Lo Stato pagherà le spese legali del capo di Cosa Nostra Bernardo Provenzano, condannato all'ergastolo nel processo per l'omicidio di Mario Francese, il giornalista palermitano ucciso nel gennaio 1979 dalla mafia. La cifra ammonta a diciassettemila euro lordi. Ne beneficerà il difensore di ufficio del boss.
La notizia è stata resa nota questa mattina Giornale di Sicilia. Provenzano si è avvalso del patrocinio gratuito, previsto per gli imputati nullatenenti. Non è la prima volta che questo riconoscimento viene attribuito al capo di Cosa Nostra. Che, per il fisco, è ufficialmente povero. Lo Stato, comunque, potrà rivalersi sui beni confiscati al boss corleonese latitante da 40 anni.
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Il problema è che il patrocinio a spese dello Stato si basa sulla denuncia dei redditi. Ovvio quindi che chi non denuncia nulla o all'interno dei parametri previsti dalla legge, abbia diritto alla difesa gratuita e pagata dallo Stato. Mi pare tuttavia una bella distorsione quella di consentire all'evasore totale del fisco un simile beneficio, tenuto conto che per chi invece supera di un euro il parametro e quindi in sostanza possa dirsi senza dubbio *indigente*, anche se non lo è formalmente, non possa avvalersi della difesa senza incorrere in alcuna spesa. La cosa buffa è che se i beni sono confiscati, nessuna rivalsa può fare lo Stato finchè dura la confisca. La domanda quindi è la seguente: per evitare che il mafioso usufruisca del patrocinio a spese dello Stato, l'unico modo è quello di restituirgli i beni confiscati? Bah (!)


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