Bella lettera di Antonio Socci pubblicata oggi su Il Foglio.
Ma, come al solito, sarà il grido inascoltato nel deserto: un deserto pieno di pecoroni pronti a esultare a ogni piccola restrizione, illusi dalla favoletta dell'homo homini lupus, così cara ai parassiti di tutte le epoche.
Al direttore - Ora anche la patente a punti, come la pagella dei ragazzini. Non se ne può più dello Stato padrone, oltretutto inefficiente, che dà servizi pessimi e al contempo ti tartassa di sanzioni, proibizioni, multe eccetera. Soprattutto non se ne può più dello Stato-pedagogo: ma che cacchio gli frega allo Stato se un libero cittadino di quarant’anni vuol andare in motorino senza casco e in auto senza cintura? Saranno cavolacci miei? Se il popolo è proclamato sovrano – come da art. 1 della Costituzione – un cittadino che fa parte di tale popolo, sarà sovrano almeno su se stesso? Potrà decidere di andare a prendere il caffè senza cintura di sicurezza, correndo questo “terrificante” rischio? O lo Stato deve prendersi cura di lui, mettendogli la cintura a forza, come se costui non sapesse badare a se stesso? Nooo!!! Lo Stato faccia il mestiere suo, per il quale paghiamo un mare di tasse: cioè dia servizi decenti (come non fa). E poi non rompa le scatole. Non se ne può davvero più. Spero solo che prima o poi arrivi Berlusconi e faccia fuori questa intollerabile cultura statalista. Ancora qualche mese e andrò in giro a inneggiare a Bakunin (o meglio: a Rothbard): Viva l’anarchia! P. S. Eppure almeno il ministro Martino dovrebbe averlo letto Rothbard…
Antonio Socci




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