Regione Lombardia in panne verso la verifica
Il Carroccio abbandona l'aula e chiede un chiarimento con gli alleati.
MILANO - La verifica non è solo un problema dei palazzi romani. L'aria di crisi spira ormai insistente anche sul consiglio regionale della Lombardia. In questo caso, a differenza di quanto accade nel governo, a chiedere che si faccia il punto della situazione tra alleati è la Lega.
Fattore scatenante, questa mattina, è stata la bocciatura in consiglio, a scrutinio segreto, di un progetto di legge del Carroccio a favore dei dialetti. Tanto è bastato a scatenare le ire dei leghisti e spingerli a chiedere un chiarimento.
"Non è possibile entrare in Consiglio - spiega il capogruppo della Lega Nord Davide Boni - e non sapere se portiamo fuori la legge. Il problema non sono i dialetti in questo caso ma il fatto che non c'é coesione all'interno degli altri movimenti della Casa delle Libertà. Io posso garantire per i dieci consiglieri della Lega, non per gli altri. Quindi non garantiremo la nostra presenza in aula e nelle Commissioni. Facciamo quello che gli altri ci hanno portato a fare".
E a rincarare la dose ci pensa l'assessore all'Industria Massimo Zanello, capodelegazione della Lega in Giunta che adombra qualcosa più che un sospetto."Il fatto che la bocciatura sia stata a scrutinio segreto - spiega - è segno della volontà di fare esplodere un problema nella maggioranza. Spero che chi ha votato contro abbia il coraggio di dichiararlo".
Ma An e Forza Italia non ci stanno a fare da scudo alle accuse leghiste e anzi richiamano lo spirito di coalizione. "Questa è una legge non solo della Lega, ma di tutta la maggioranza - puntualizza il capogruppo di An, Romano La Russa - e questa è una sconfitta di tutta la maggioranza. Non è la prima volta che la Lega sale sull'Aventino e non sarà l'ultima, ma ci siederemo a un tavolo e troveremo una soluzione. La loro mi sembra francamente una reazione esagerata, ma se vogliono una verifica la verifica diventa urgentissima".
(24 GIUGNO 2003; ORE 155)




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