Luci e ombre del disegno industriale italiano nelle riflessioni di uno dei nostri maggiori studiosi e critici, Gillo Dorfles.

di Riccardo Montenegro





Il design italiano, anche se ancora sulla cresta dell’onda, sembra da qualche anno aver perso quella grinta che per lungo tempo lo ha distinto nel panorama internazionale. La mobilità di molti designer, che sempre più spesso lavorano in Paesi diversi da quelli d’origine, l’emergere di nuove realtà come quella spagnola, il cui vitalismo non è inferiore a quello italiano, e la rinnovata energia di alcune aree nazionali, si pensi per esempio a quella giapponese o britannica, hanno movimentato una scena che si è fatta sempre più affollata. Che ne è dell’Italia del design? Ne abbiamo parlato con Gillo Dorfles, ecco le sue risposte.

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