La scomunica del Vaticano: "Dalla Lega accuse rozze"
S. Sede irritata per le bordate di Cé contro la Caritas e le parrocchie. L'Osservatore romano: "Il più grave attacco mai compiuto alla Chiesa".
ROMA - Lo slogan più riuscito è di un post-democristiano fino al midollo come Rocco Buttiglione: “Come non si tocca la mamma, non si tocca la chiesa cattolica”. Ma per capire quanto sia profonda l'irritazione dei cattolici per le accuse lanciate ieri dalla Lega basta fare un salto Oltretevere. "Squallide figuracce e parole in libertà", parole di "intrinseca volgarità e sprovvedutezza culturale", scrive l'Avvenire, ossia la voce dei vescovi.
Tutto nasce dall'intervento del capogruppo leghista Alessandro Cé, ieri in aula, durante il dibattito sull'immigrazione, e le accuse di questi alla Caritas e alle parrocchie. Per il giornale della Cei le parole di Cé "suscitano per la loro intrinseca volgarità e la loro sprovvedutezza culturale, sconcerto e stupore in un'opinione pubblica, nazionale e padana, che ha ben altra percezione della carità operosa che il mondo cattolico dispiega giorno dopo giorno sul fronte dell'immigrazione".
Stessa reazione, durissima, quella dell'Osservatore romano. Per il giornale vaticano si è trattato di una "giornata nera per il Parlamento italiano", le accuse di Cé alla Chiesa fanno parte di un "intervento sgangherato e inconsistente fino all'assurdo" ed "é difficile ricordare, a memoria d'uomo, un simile attacco alla Chiesa".
Tesissimi dunque i rapporti col Carroccio. Ma per rimarcare una distanza che sta diventanto siderale, il Vaticano non si affida solo agli organi di stampa. Tocca a Monsignor Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti replicare con durezza poco ecumenica sulle bordate alla Chiesa di favorire l'immigrazione clandestina: "La realtà si impone su un preconcetto: i cattolici aiutano coloro che si presentano sofferenti sulle nostre coste, è un principio del Vangelo vedere in chi soffre il volto di Gesù Cristo. Cio non vuol dire - spiega Marchetto - che i cattolici non rispettino la politica e il diritto dello Stato a regolare i flussi, a patto però che siano sempre garantiti la dignità e i diritti dei profughi: i beni di questo mondo sono per tutti e ci sono diritti superiori alla proprietà privata". E a chi vorrebbe ricorrere alle cannonate, Marchetto ricorda che "la vita umana è sacra".
(26 GIUGNO 2003, ORE 140)




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