Napoli sempre più nel caos. La città è alla deriva, l’amministrazione comunale incapace, le forze dell’ordine, nonostante l’iniziativa “alto impatto” si stanno rivelando insufficienti a contenere l’emergenza. Emergenza rifiuti permanente, bande di delinquenti in agguato per le strade “in trasferta” anche nei quartieri bene ed a ridosso dei complessi alberghieri partenopei, ed ora i disoccupati organizzati sotto varie sigle che quotidianamente occupano la città per manifestazioni non autorizzate. Sotto il sole rovente di questi giorni meglio lasciar perdere auto e mezzi pubblici, meglio lasciar perdere il “sogno” di poter “vivere” la città: scene di guerriglia urbana sono ormai una triste consuetudine del capoluogo campano.
Ieri sono stati tre gli episodi particolarmente violenti. Il primo in piazza Gian Battista Vico, a pochi passi dal centro, dove due giovani che indossavano caschi neri, al grido “siamo disoccupati napoletani”, hanno assaltato un bus lanciando all’interno una molotov e provocando un incendio. A pochi metri, nell’ancora più centrale piazza Carlo III, nuovo assalto ad un autobus dell’ANM fermo allo stazionamento con il lancio di un’altra bottiglia incendiaria. Contemporaneamente in via Foria si incendiavano cassonetti e cartoni occupando la strada.
Sarà forse casuale che in quei momenti era in atto un corteo di senza lavoro appartenenti alle liste Movimento disoccupati di Acerra e Coordinamento di lotta per il lavoro, gruppi noti per la violenza e per la singolare pretesa di avere la precedenza nelle assunzioni rispetto ad ogni altro disoccupato per il sol fatto di essersi organizzati per dare fiato alla loro violenza. I disoccupati di Acerra sono gli stessi che hanno stretto accordi con i centri sociali e i movimenti no global della regione. Ovviamente per costoro queste saranno azioni ascrivibili a quelle tristemente note di “disobbedienza civile”. Peccato che di civile i danni che lasciano non hanno proprio nulla.
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