Milano, 26 giugno 2003
La scelta difensiva dei tre tunisini, interrogati oggi a Milano dopo l'arresto dei giorni scorsi, è stata quella di non avvalersi della facoltà di non rispondere, ma di cercare invece di rispondere alle accuse contenute nell’ordinanza di custodia cautelare. Tutti sono sospettati di essere legati ad una cellula del gruppo salafita di Al Qaeda per la predicazione e l’azione armata, nonché di aver fornito supporto logistico e soprattutto finanziario alle cellule italiane. Domani sarà la volta degli altri tre, tra cui l’imam di Gallarate, considerati dagli inquirenti personaggi chiave e di maggior spicco nell’organizzazione terroristica rispetto ai tre interrogati oggi.




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