IslamOnline.net - L’Autorità Sciita Irachena, l’Ayatollah Seyyed Ali al-Sistani, ha esortato il popolo iracheno alla "jihad civile" contro l’occupazione americana, così ha riferito il suo segretario Hamid al-Khaffaf.

Khaffaf ha detto che Mohammad Reda, il figlio dell'Ayatollah Sistani, ha riportato una fatwa emessa da suo padre ponendo una domanda agli americani: "Quando ve ne andrete dalla nostra terra?".

Khaffaf ha detto: "Questa fatwa richiama al jihad civile ed è stata condivisa da tutti i partiti iracheni. Gli iracheni devono essere sia fisicamente che psicologicamente preparati a combattere le forze anglo-americane".

Egli ha fatto riferimento anche alla resistenza libanese contro l’esercito israeliano come esempio da seguire.

Khaffaf ha detto che la resistenza libanese nel sud si è infiammata dopo più di un anno dall'invasione israeliana del 1982, durando più di 20 anni.

La riluttanza dell'Ayatollah Sistani nel fare un sol passo al di fuori della propria casa malgrado la fuga di Saddam Hossein, che lo aveva posto in stato di arresto per sei anni, indica "una chiara posizione contro l'occupazione".
Riguardo alla posizione di Sistani nei confronti degli Stati Uniti, ha affermato che: "Gli iracheni non devono sottostare all’amministrazione occupante".

Ma ha anche sottolineato che: "In nessun modo l’autorità sciita interferirà con il governo iracheno volendo imporre la sua visione. Gli iracheni devono avere chi li rappresenti senza nessuna pressione".

Il segretario dell'Ayatollah Sistani ha detto che le differenze tra i partiti politici in Iraq sono naturali, e che l’autorità sciita darà la sua la sua opinione, se verrà richiesta.

Khaffaf ha aggiunto che l’autorità sciita si impegnerà a far mantenere la calma nel contesto iracheno. L'Ayatollah Sistani ha infatti emesso una fatwa contro le vendette nei confronti degli ex-ufficiali del partito Baath mettendo in guardia gli iracheni al fine di non sfociare in uno stato di anarchia che potrebbe avere serie conseguenze a danno degli iracheni stessi.

Infine si deve tenere in considerazione il fatto che quando gli Stati Uniti hanno preso in considerazione la possibilità di un Iraq secolarizzato, l'Ayatollah Sistani incontrò alcune autorità liberali affermando che l’Iraq è un paese Islamico e che ciò dovrà esser tenuto in considerazione nel futuro del governo iracheno.

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