Santi e santità.

I Santi escono da ogni classe sociale, da ogni paese, in ogni tempo: grandezza del secolo storico, essi sono la meraviglia e la consolazione di Dio, l'onore e la ricchezza della Chiesa. "La santità non è il privilegio di una classe o di un'altra,- disse S.S. Pio XI- di una misura di uomini o di un'altra...; la santità è propria e vuole essere la cosa di tutti, proprio come si addice alle opere della grazia, per la quale nessuna debolezza di natura è troppo debole. È questa la lezione più utile e pratica, poicè ecco la verità solenne: che tutti, tutti sono chiamati alla santità...". Quanto amabile e vicina a noi, mercè la grazia, è la santità, a cui proprio tutti siam chiamati. Ah, quanto dolce ed amabile la vita dei Santi, il cui maggiore splendore non è nell'apparenza e nell'esteriorità, ma è nella vita interiore che si cela nel cuore, e che pure è l'anima, lo spirito e la vita della vita, che sfugge facilemente allo sguardo volgare. C'è la Vita nella vita dei santi, che ne sia lodato il Signore. Perchè nella vita dei santi risalta la sua misericordia, chè senza il Sacrificio dell'unico Redentore Cristo Gesù non avremmo avuto accesso alla dolce santità. Perchè nella vita santa risalta la sua gloria, attraverso le vicende della semplice storia di un'anima fedelissima, innamorata di Lui, unico Bene; anima in cui il pensiero dell'eternità si afferma nel breve giro degli anni concessi nell'attività buona a favore di altre anime, nel pieno rispetto dell'amorosa Legge del Signore. E sì, i Santi ci sono sempre, in ogni epoca:fra tempeste,
rivolgimenti e rivoluzioni di idee splende gloriosa la vita dei Santi. Nel polverio innalzato intorno alla Chiesa santa, nelle epoche infauste, sembrano non brillare più le care stelle della santità tranquilla e luminosa... Ma i Santi ci sono sempre e sembrano oggi rimproverarci, pian piano con le parole del Signore a Pietro che temeva sull'agitazione dei flutti,:"Uomo di poca fede, perchè hai dubitato?". Sì, i Santi c'erano, ci sono e ci saranno, fino alla fine dei tempi e nel perpetuo.
Nei secoli più bui e deprimenti, i Santi c'erano, anche allora. Ma molti non li avvertirono: forse perchè essi passarono senza far rumore, "umilmente, sommessamente, quasi in punta di piedi", seconda una scultorea espressione di S.S. Pio XI. Ed, soffermandoci, rivediamo che essi agivano con la parola e con l'esempio e tenevano alti i principi del Vangelo; e rincuoravano i pusillanimi, resistevano agli audaci, consolavano i sofferenti: dissero la parola di pace nei momenti dell'ira, e ricondussero la calma nelle agitazioni della vita. Con il dolce esempio di veraci Cattolici, innamorati del Padre. Semper nobiscum morantur, direbbe San Bernardo... non c'è mai nella Chiesa defezione di Santità. Guai se non ci fossero stati i Santi negli anni più torbidi della vita delle nazioni; guai se mancassero, oggi e in ogni tempo. Ma nè la misericordia di Dio, nè la sua potenza generosa lo permetterebbero mai. Egli è geloso custode dell'amore della sua Chiesa che è e deve essere santa, anche nei suoi figluoli, e sempre, senza interruzioni: nè lascia che il male dilaghi senza punti di salvataggio, e le tenebre siano così fitte , che non si discerna qualche astro rassicurante.
La santità è, finalmente, partecipazione della perfezione di Dio; e riproduzione perfetta della santità apparve sulla terra nella persona adorabile del Verbo, che, fattosi uomo, dimostrò come nella nostra natura si può imitare, se non riprodurre, la santità del Padre celeste. I Santi sono una copia di un modello indefettibile, eterno, e la loro vita è la Vita di Lui che si prolunga attraverso i secoli nello splendore delle virtù e delle opere, nella sofferenza e nell'amore. Egli ci diede l'esempio e ci disse di fare altrettanto, ed aggiunse-parola che stupisce,-"Farete i prodigi che io ho fatto, anzi ne farete di più grandi". E non disse l'Apostolo che c'è ancora da compiere da noi ciò che manca ai travagli di Cristo?Oh, ci sarà ancora nell'umanità tanta novità di malizia e di odio da un lato, e tanta di dolori, di virtù e di pazienza dall'altro!... C'è ancora posto nella sala del banchetto, e ci sono tanti ancora che non intesero l'invito divino, tanti che aspettano Gesù, il Salvatore... Essi pure l'avranno, lo vedranno nella persona dei Santi e ne sperimenteranno la carità e la potenza, ma soprattutto il dolce profum del Paradiso.
Poichè i Santi hanno inteso la parola del Signore, hanno raccolta l'eredità dell'apostolato, la sete di anime e l'ardore per il sacrificio e in tutti i campi vanno continuando e moltiplicando l'opera divina. Essi, come Gesù, passano facendo il bene(e portando il Bene alle anime): la lora vità è attività continua, ad imitazione di quella del Signore che non si stancò di correre dietro alle pecorelle smarrite, d'insegnare pelligrinando per città villaggi e campagne, sempre beneficando, sempre annunziando il Regno, svelando il Padre ed elevando le anime a Lui. Egli segnò ed illuminò la via, additò con gesto pietoso tutte le miserie e tutti i dolori umani, e disse:" Andate... Io vi ho posto nel mondo perchè andiata e facciate frutto e frutto eterno". Il riposo non è per la terra... Cristo non posò mai, se non nel Corpo piagato e spento e, per breve ora, nel sepolcro; i Santi, dietro a Lui, consumano la vita nel lavoro. I Cristiani sono l'anima del mondo e l'anima non può mancare senza che il mondo muoia. L'attivita di quest'anima, di cui i Santi ne sono l'espressione più perfetta e degna, si esplica in mille modi, sempre per Cristo, con Cristo ed in Cristo. E dà frutto l'attività di questa anima, solo lei dà frutto, che la piantagione non piantata dal Padre celeste non dà frutto, non saprebbe resistere alle forze contrarie.
Quanto è bella la progenie immacolata dei Santi! Essa è immortale e gloriosa presso Dio e presso gli uomini.
La sicurezza dei Santi, il controllo sicuro del loro spirito, è la croce. Se disse a ragione che per distinguere certamente se un opera è cristiana, bisogna vedere se c'è il sigillo della Croce. L'albereto è di Cristo, perchè appaiono i rami della Croce- diceva un antico Padre: ed è sempre vero. La Croce distende ampiamente l'ombra sua, e spesso fa sentire il suo peso di martirio, in tutta la vita e le opere dei Santi. Ma è soprattutto in questo che essi vogliono somigliare a Cristo, modello dei Santi... non si cooncepisce Gesù senza la Croce: non c'è virtù, non c'è santità senza passione. Un'anima che vuol seguire Cristo deve abbracciare la Croce, deve aprire largo il cuore alla mortificazione, all'umiliazione, alla sofferenza, sotto tutte le forme. Si tratta di riprodurre il modello divino che è CROCIFISSO. Ma i Santi a questo tendono, questo vogliono: essere crocifissi con il Signore; reputano gloria grande entrar a parte della sua passione e gustare il suo calice amaro. Essi dicono decisamente possumus, lo possiamo, senza nemmeno pensare agli onori; essi trovano che non è nulla ciò che si può soffire in confronto ai patimenti di Cristo. La Croce non spaventa i Santi, ma anzi essi la cercano: "Ah, qualunque punizione- diceva S. Paola Frassinetti- ma non mi si tolga la Croce" ed ancora "Oh, fosse vero ch'io fossi degna di patire pel mio Dio". È l'eco del grido dei Santi che si gloriano nel dolore e nella croce; è il gaudio dei discepoli che se ne vanno esultando perchè fatti degni di soffrire ingiurie per il nome di Gesù. I Santi sanno che il terreno ha bisogno di pioggie fecondatrici, e senza lacrime non si feconda il campo del bene. S. Francesco di Sales diceva che le spine e i rovi, poichè ci sono, servono pure al solerte contadino: egli ne fa siepe e difesa intorno al suo podere. Al riparo dell'albero protettore della Croce i Santi pongono le loro opere. È la loro vita amore di Croce e passione per il Crocifisso e le crocifissioni... il Crocifisso, il definitivo, vero, eterno ritratto del Salvatore, nella Chiesa e nelle anime. Soprattutto così i Santi esprimono Cristo nel mondo: essi ne portano il carattero sacro nelle stimmate sanguinanti; essi lo seguono sulla via dolorosa, e sono forti perchè sentono il colpo d'ala di Lui che li trasporta al monte del Sacrificio e della Salvezza.
La molla che muove i Santi: l'amore... i Cristiani veri- e più veri sono proprio i Santi- vivono di amore, di quell'amore che è carità, di quella carità che è divina, che è Dio stesso nella sua più splendida, continua manidestazione. Ora l'amore è fiamma attivissima che arde, purifica, consuma, si diffonde e comunica l'incendio rapidamente. È fiamma che da luce alle menti e calore ai cuori. La carità affronta tutto, spera tutto, osa tutto, ignora la parola "difficoltà", e perciò soffre tutto, non si stanca mai, non cede, non indietreggia, non teme, non si lamenta, non s'annoia; ma si esalta, vince trionfa, giubila e canta, anche in mezzo alle torture della carne, ma alle gioie dell'anima. È sorriso che tutto abbella, anche la sventura e la miseria; è scintilla che tutto ravviva, e dalle ceneri inerti risuscita la fiamma. L'amore è ciò che trasporta i Santi dove il loro cuore ha posto il suo tesoro, in Dio anzitutto e nelle creature sorelle, immagini di Dio. I Santi per amore si nutrono della volontà di Cristo e amano dire- con la Santa P. Frassinetti- "Volontà di Dio, Paradiso mio".
E tramite i Santi Dio compie le meraviglie della sua Volontà: ora la costante sua Volontà è la santificazione delle anime. È la nostra salvezza che Dio vuole e perciò siamo chiamati tutti, ma proprio tutti, a farci Santi. Dunque, da ora, amiamo Cristo e facciamo Santi.
Testo di Mons. PIETRO BENEDETTI, m. S. C., liberamente adattatto.

Saluti fraterni a tutti.